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Il commosso saluto degli amici a Federico Orlando, qui a Europa

Tanta gente a rendere un piccolo omaggio al condirettore del nostro giornale. Molta commozione ma anche qualche impegno per non smarrirne la lezione
Il commosso saluto degli amici a Federico Orlando, qui a Europa

Troppo piccoli i locali di Europa per le tante persone che sono venute oggi pomeriggio, l’11 agosto, qui a via di Ripetta, nella redazione del giornale di cui Federico Orlando è stato per anni condirettore, e naturalmente molto di più: un’autorità morale prima ancora – ma questo va da sé – un maestro di giornalismo.

Troppo piccola la stanza del desk, sì. Eppure siamo stati in tanti, commossi ma anche in un certo senso sereni, ad ascoltare le varie rievocazioni della figura di Federico. Grazie agli amici di Radio Radicale questa lunga conversazione resterà.

Ha introdotto il direttore di Europa, Stefano Menichini, chiaramente e comprensibilmente emozionato nel ricordare il rapporto, davvero specialissimo, da lui avuto con un giornalista di tanta esperienza e qualità – «essendone addirittura il direttore!» – un intellettuale fine ma insieme cronista scrupoloso: «Era incredibile vedere Federico durante la riunione di redazione  prendere quegli appunti che gli sarebbero serviti per l’editoriale».

Ha valorizzato, il direttore di Europa, l’enorme moto di emozione e l’abbondantissima dimostrazione di stima che abbiamo tutti registrato da sabato mattina, quando si è appresa la notizia della scomparsa di Orlando. Due messaggi per tutti, ha ricordato Menichini: quello del capo dello stato e quello del presidente del consiglio.

Orlando era così. Non è possibile che non sapesse del suo enorme valore professionale, eppure era modesto, specie con i giovani colleghi, curioso, aperto. Domandava con umiltà le notizie, lui, che era stato il braccio destro di Indro Montanelli.

Beppe Giulietti, animatore di Articolo 21, l’associazione di cui Orlando fu l’ispiratore e in un certo senso la guida morale, ha rievocato i lunghi anni passati fianco a fianco nella battaglia per l’informazione libera, contro i tentativi di bavagli e di censure; e con lui lo ha fatto anche Franco Siddi, segretario della Fnsi.

E poi ancora hanno parlato amici e compagni di battaglie progressiste e liberali, da Valerio Zanone a Geppi Rippa, da Arnaldo Sciarelli a Alessandro Bianchi a Paola Severini. Liberale, certo, Federico Orlando: diremmo, “comunque” liberale, sia pure attraverso esperienze politiche diverse via via che i decenni incalzavano: dal Pli all’Ulivo alla Margherita al Pd. Dove per “liberale” s’intende – è stato detto giustamente – “illuminista” e dunque progressista.

Nei colleghi di Europa, quelli che sono qui ad agosto a lavorare, soprattutto quelli più giovani, parecchia commozione. Forse anche smarrimento per aver perso un punto di riferimento che nulla e nessuno potrà sostituire. Resta qualcosa, però, anzi molto. Realizzeremo presto un e-book con alcuni degli articoli che sceglieremo nella sterminata produzione di Federico. E con gli amici di Articolo 21 vorremmo istituire un premio per giovani giornalisti. Intitolato ad uno dei più grandi di questo mestiere che si chiamava Federico Orlando.

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  • Kimor Rossi

    un saluto sincero ad un giornalista vero.