Cultura STAMPA

Civiltà Cattolica: la riforma del Terzo settore, una svolta culturale

Un focus di padre Francesco Occhetta sul nuovo numero della rivista dei gesuiti chiede al parlamento di accelerare l'approvazione del disegno di legge del governo che innova il settore non profit
Civiltà Cattolica: la riforma del Terzo settore, una svolta culturale

Esce oggi il nuovo numero di Civiltà Cattolica, rivista della Compagnia di Gesù, tra le più antiche esistenti nel panorama culturale italiano. Tra gli argomenti, un editoriale sulla crisi irachena, un’analisi storiografica sui gesuiti, il report del viaggio di papa Francesco in Corea del Sud, un’analisi dei dati Istat sullo stop alla natalità in Italia e un focus lavoro sulla riforma del Terzo settore.

«La riforma del Terzo settore – spiega padre Francesco Occhetta, redattore della rivista – rappresenta per l’Italia una svolta culturale più che politica. La sua ispirazione favorisce un’economia al servizio dell’uomo che supera il paradigma economico svelatosi inadeguato con la crisi economico-finanziaria. Il cuore della riforma è basato sulla promozione dell’impresa sociale e su un modello economico tripolare in cui oltre al pubblico e al privato entra a pieni titolo anche l’economia civile. Con la riforma il Terzo settore non potrà più vivere di rendita. Gli operatori del settore sono chiamati a diventare produttivi, per finanziare i propri scopi, creare occupazione, questa la vera svolta culturale da cui dipende il buon esito della riforma».

«Civiltà Cattolica – prosegue Occhetta – chiede di riordinare, semplificare ed innovare una normativa frammentata ed eterogenea sul terzo settore e appoggia la volontà politica di fondare un nuovo modo di pensare lo stato e l’economia che influenzeranno, non solamente il contesto italiano, ma anche quello europeo. L’obiettivo è quello di riconoscere la funzione imprenditoriale del Terzo settore accentuando, anche sul piano fiscale, il carattere “soggettivamente non lucrativo” degli enti non profit, la revisione della disciplina sull’impresa sociale e l’introduzione di nuovi strumenti di finanza sociale».

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