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Unioni civili, il Pd disposto a nuove maggioranze sul modello tedesco

Alla Festa dell'Unità Faraone e Scalfarotto impegnano i dem a non fare passi indietro rispetto alla proposta Cirinnà, comprese le stepchild adoptions. Con Ncd il dialogo resta aperto, ma ci si rivolge anche a M5S, Sel e FI
Unioni civili, il Pd disposto a nuove maggioranze sul modello tedesco

INVIATO A BOLOGNA – Lo dice il responsabile welfare Davide Faraone, lo ribadisce il sottosegretario Ivan Scalfarotto: sul disegno di legge sulle unioni civili il Partito democratico è pronto a cercare in parlamento anche maggioranza trasversali, che possono comprendere M5S, Sel e anche l’area liberal di Forza Italia, visto che «nella loro divisione – spiega Faraone – la parte più conservatrice è andata nel Ncd, mentre quella più progressista è rimasta in FI».

I dem affondano il colpo nel corso di un’assemblea dedicata al tema dei diritti civili organizzata nell’ambito della Festa nazionale dell’Unità di Bologna. L’ostilità del gruppo di Alfano a una norma che regoli i rapporti omosessuali è nota, ma Scalfarotto non dispera di provare a convincerli: «I giudici stanno supplendo al potere politico e questo non fa bene né al Pd né al Ncd, perché i loro elettori vedono che nonostante non si faccia la legge, i risultati si stanno ottenendo lo stesso grazie all’intervento della magistratura. E questo vale anche per l’eterologa».

La possibilità di ricercare maggioranze trasversali, però, incrocia un altro tema. Al senato, infatti, è già incardinato in commissione la proposta di legge di cui è firmataria e relatrice la dem Monica Cirinnà, che ricalca sostanzialmente il modello di civil partnership adottato in Germania. Un testo che, spiega la senatrice del Pd, «concede alle unioni civili omosessuali tutti i diritti previsti dal matrimonio, tranne quello dell’adozione». È compresa, però, la cosiddetta stepchild adoption, ossia l’adozione dei figli biologici di uno dei due componenti della coppia da parte del/la partner. La contrarietà del Ncd su questo testo è nota, ma poche settimane fa in un’intervista al quotidiano Avvenire, il premier Matteo Renzi ha annunciato un intervento diretto del governo, con un proprio disegno di legge, che supererebbe, pur senza mutarne la sostanza, la proposta Cirinnà. La quale minaccia: «Se si tocca il mio testo, io mi ritiro da relatore. Si aprirebbe infatti la strada a un lungo dettaglio di norme, che farebbe partire il mercato delle vacche prima con l’area clericale del nostro partito e poi col Ncd. In commissione, invece, ormai siamo in dirittura d’arrivo. Adottiamo questo testo base e poi ragioniamo su eventuali emendamenti».

Una strada che Faraone sposa in nome di tutto il partito: «La posizione esposta da Cirinnà – specifica – è quella del Pd, su quei limiti tutto il gruppo dirigente non è disposto a trattare». Un’affermazione che soddisfa i promotori dell’assemblea bolognese: «Era quello che volevamo – spiega Dario Ballini – andiamo avanti sul testo Cirinnà e vediamo chi ci sta. Da oggi tutto il Pd è impegnato su questa strada».

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