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Montecitorio vota sì al dimezzamento degli F-35. Renzi favorevole

Sì alla mozione Pd. Obiettivo: ridurre da 90 a 45 i caccia per l'aeronautica e la marina. Approvata anche la mozione di Forza Italia. Bocciate quelle M5S, Sel e Lega. Il ministro Pinotti: pesare meno sulle finanze italiane
Montecitorio vota sì al dimezzamento degli F-35. Renzi favorevole

Adesso Renzi decida e dica come stanno le cose, s’infuriano quelli di M5S con Sel che grida alla truffa. Ma come la pensi palazzo Chigi sul programma d’arma dei cacciabombardieri Joint Strike Fighter-F35, il governo l’ha detto chiaro oggi in aula, dando parere favorevole alla mozione del Pd approvata a Montecitorio con 275 sì e 45 no che impegna il governo «a riesaminare l’intero programma F-35 per chiarirne criticità e costi con l’obiettivo finale di dimezzare il budget finanziario originariamente previsto».

Un dimezzamento del budget che dovrebbe far ulteriormente scendere da 90 a 45 il numero degli F-35 (inizialmente l’Italia aveva detto sì ad un programma per 131 velivoli) della Lockheed Martin, come era stato già indicato nel documento approvato dalla commissione parlamentare difesa della Camera dei deputati a conclusione dell’indagine conoscitiva sui sistemi d’arma.

La camera ha anche approvato, con parere favorevole del governo,le mozioni di Scelta civica e di Ncd per la maggioranza e di Forza Italia, nel testo Brunetta riformulato, per l’opposizione. Viceversa, sono state respinte le mozioni di M5S, di Sel – che si sono reciprocamente votati i rispettivi testi – e della Lega, isolata, con i suoi soli 15 voti. Visti respinti i loro testi M5S, Sel e Lega si sono poi astenute sulla mozione del Pd.

Un pacchetto di deliberazioni, quella approvate alla camera, che mettono un punto fermo al tormentone sulla partecipazione italiana al programma di realizzazione e acquisto degli F-35, i discussi e costosi aerei da combattimento di quinta generazione che costituiranno il nerbo della forza aerea della Nato.

«Anche investimenti come questo programma devono poter essere fatti ragionando sulla capacità finanziaria del paese», ha commentato il voto della camera il ministro della difesa Roberta Pinotti. «Siamo impegnati a lavorare sul Libro Bianco della difesa e su quella base valuteremo quali sono i rischi, quali le minacce e cosa ci serve», ha aggiunto il ministro. «Da un lato dobbiamo garantire al nostro Paese la sicurezza, dall’altro pensare che progetti come questo, che possono essere molto onerosi, devono poter pesare meno sulla finanza italiana e anche, se possibile, produrre lavoro».

«Le mozioni approvate oggi impegnano il governo a dimezzare il budget finanziario inizialmente previsto per l’acquisto del programma F35. Si tratta di una indicazione importante sia nel merito che nel metodo», ha sottolineato Gian Piero Scanu, primo firmatario della mozione democratica e capogruppo Pd in commissione difesa alla camera.

«Da una parte è giusto secondo noi razionalizzare le risorse destinate agli F35 – afferma l’esponente del Pd – dall’altra è fondamentale che sia il parlamento a decidere, così come ha stabilito la riforma sui sistemi d’arma che noi abbiamo fortemente voluto alla fine della scorsa legislatura. La nostra mozione è coerente con un percorso di revisione dello strumento militare e con i rigorosi vincoli di bilancio imposti dalla crisi».

L’obiettivo del dimezzamento del programma per gli F-35 si fonda sulla constatazione che la quantità di risorse che l’Italia prevede di destinare ai sistemi d’arma, così come quella destinata al personale, risulta al momento ancora superiore a quelle individuate dal provvedimento di riforma dello strumento militare: viceversa, sono significativamente inferiori le risorse destinate all’esercizio secondo il paradigma – «condiviso in più occasioni dal governo e dal parlamento», ricorda Scanu – di una ripartizione della spesa che riservi il 50 per cento del budget alle spese per il personale, il 25 per cento a quelle per l’esercizio e il 25 per cento agli investimenti.

La deliberazione di Montecitorio non è andata giù alle opposizioni di Sel e M5S. «La maggioranza e il governo hanno truffato il Parlamento», denuncia Scotto di Sel. Ci sarà un dimezzamento dell’investimento previsto o prevarrà lo status quo? «Quale posizione ha prevalso e su quale linea si attesterà il governo? Lo chiediamo al presidente del consiglio Renzi perché gli italiani lo devono sapere».

Pressoché identica la posizione dei pentastellati: «Il sì dell’aula alla mozione di maggioranza per dimezzare il budget finanziario originariamente previsto per il programma F35 è una chiara mossa politica da parte del Pd e del governo», sostengono i deputati di M5S accusando di «ambiguità» la mozione Scanu e il parere favorevole dei democratici alla mozione di Forza Italia, così come riformulata su richiesta del governo.

Anche negli Stati Uniti si registra un nuovo segnale di frenata politica al programma di acquisizione dei caccia F35. Il Washington Post riferisce che la camera dei rappresentanti ha bocciato la richiesta del dipartimento alla difesa di destinare 1,5 miliardi di dollari, riservati alle operazioni di guerra, all’acquisto di otto nuovi caccia F-35 e di 21 elicotteri Apache AH-64.

Il Pentagono chiedeva di poter acquistare per 880 milioni sei F-35B destinati ai Marines, in sostituzione di altrettanti caccia Harrier AV-8B distrutti dai Talebani in Afghanistan nel 2012 in un attacco alla base Usa di Camp Bastion. I sei caccia si sarebbero andati ad aggiungere ai sei il cui acquisto era già stato approvato nel budget della difesa di quest’anno, per una spesa di 1,1 miliardi di dollari.

Il dipartimento della difesa intendeva poter destinare altri 256 milioni di dollari all’acquisto di due F35 per l’aeronautica, in sostituzione di due caccia F15 persi in operazioni di combattimento. I membri della sottocommissione stanziamenti per la difesa della camera hanno detto di no temendo che i fondi destinati alle operazioni belliche all’estero, che non rientrano nel budget annuale della difesa, vengano usati per “aggirare” i tagli fatti ai programmi di acquisizione di nuovi armamenti.

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  • Felice Sarzano

    Essendo un piano trentennale, è un voto di poco conto.