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Renzi chiude con la Leopolda del passato: «Ora il mondo ha bisogno di noi»

Aprendo la kermesse fiorentina, il premier chiede «idee e suggerimenti» e si prepara a rilanciare l'azione riformatrice del governo
Renzi chiude con la Leopolda del passato: «Ora il mondo ha bisogno di noi»

INVIATO A FIRENZE – Un lungo excursus sulle scorse edizioni della Leopolda per poi chiedere a tutti di «chiudere il file». Così Matteo Renzi apre a sorpresa la kermesse, giunta ormai al quinto appuntamento. A fare la copia di backup ci ha pensato lui, con tutti i video, i protagonisti («voglio dire a Pippo Civati che questa è sempre casa sua, e anche il Pd»), le sconfitte e le vittorie, soprattutto le idee che c’erano e restano. Ora, però, si volta pagina. «La sfida di quest’anno – ammette lo stesso premier – è difficilissima. Siamo arrivati dove nessuno avrebbe mai pensato di arrivare. In questo momento di grandi trasformazioni, il mondo ha bisogno di noi, noi che siamo qui, ma anche chi domani andrà in piazza o chi resterà a casa. Piaccia o non piaccia ai gufi, a noi è dato il compito di cambiare il paese».

È la missione della “Leopolda di governo” di cui tanto si è parlato in questi giorni. Una kermesse anomala, perché – esordisce il leader dem per invitare chi sta in platea a sedersi – «dove c’è una seggiola un politico si piazza, se voi state in piedi che manifestazione politica è?». Renzi chiede che siano tre giorni «non per dire quanto è stato bello rivederci, ma per tirar fuori idee, suggerimenti e per chiudere domenica con un elenco di cose da fare». Perché «fuori da qui si aspettano da noi solo che l’Italia si rimetta in moto». Il premier anticipa così l’intento che svilupperà nel suo intervento conclusivo: vuole che da qui sia rilanciata con più forza l’azione riformatrice del suo governo, dando uno scossone a chi, nel Pd e tra gli alleati, prova a mettersi di traverso.

Anche per questo, quasi en passant, ricorda a chi guidava allora il Pd che «nel 2013 noi non abbiamo vinto. Ora ci siamo montati tutti insieme la testa perché siamo sopra il 40 per cento, ma un anno e mezzo fa per poco non vinceva Berlusconi». E se si è arrivati a questo risultato è anche merito di chi in questi anni ha affollato la Leopolda. «Questa è la nostra gente che ha voglia di credere nella politica – li difende Renzi – smettetela di parlare male di loro perché parlate male di voi stessi».

Il secondo promemoria è dedicato al patto del Nazareno: «Quando anche qualcuno di voi ha dubbi, ricordatevi che Minzolini, Razi e Scilipoti non l’hanno votato, così state più tranquilli».

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