Interni STAMPA

La Leopolda 5 delude i renziani della prima ora. Vince il partito della nazione

Renzi apre le porte della kermesse e i leopoldini della prima ora vedono ridimensionato il loro spazio. Ma il progetto ormai è cambiato e loro si defilano in silenzio
La Leopolda 5 delude i renziani della prima ora. Vince il partito della nazione

INVIATO A FIRENZE – Il renzismo “radicale” attraversa la quinta edizione della Leopolda, ma rimane sotto traccia. «Questa non è la nostra Leopolda», dicono senza mezzi termini quelli “della prima ora”. E alcuni sono già andati via.

Non è questo il luogo in cui può venire a galla lo scontro con i sostenitori “della seconda ora”, quelli saliti sul carro troppo tardi e che magari su quel carro hanno anche trovato un posto a sedere. Il segnale lo ha dato Matteo Richetti arrivando a Firenze: «Sui rapporti fra me e Matteo Renzi – ha detto – è stato scritto tanto, troppo. È come quando si gioca con Messi. Messi è il Renzi della politica. Io che gioco con Renzi non solo tocco palla, ma cerco di mandarlo in porta». E Renzi lo ha accolto con un tweet molto amichevole.

 

D’altra parte già ieri sera il premier era stato chiaro. Il cammino fatto fin qui è stato bello, ma ora si chiude il file senza salvare. Da questa Leopolda si apre una nuova fase, non c’è più spazio per recriminazioni: «C’è bisogno di noi». E allora spazio ai nuovi arrivi Gennaro Migliore, che coordina un tavolo di lavoro, e Andrea Romano, che si aggira in sala. Spazio a chi nel Pd c’è già da tempo, ma renziano non è mai stato e non lo è nemmeno ora, come Anna Ascani, Aurelio Mancuso, Valeria Fedeli o Khalid Chaouki. «Mi hanno invitato e sono venuto volentieri. È stato un bel segnale, anche rispetto ai contrasti degli anni passati», spiega quest’ultimo.

È il partito della nazione, bellezza. Non si può avere l’ambizione di parlare alla maggioranza del paese e poi chiudere le porte a chi non è stato alla Leopolda sin dall’inizio. La decisione di Davide Serra di iscriversi al Pd è un altro segnale del fatto che la convivenza tra mondi finora lontanissimi è il fondamento del progetto renziano. E chi non l’aveva capito, chi sperava che la rottamazione si risolvesse in una semplice sostituzione di classi dirigenti, adesso dovrà farsene una ragione. La colpa, forse, non è tutta sua. La correzione in corsa è stata imposta dall’ascesa al governo, arrivata «troppo presto», come ha ammesso lo stesso premier. Ma ora l’obiettivo è un altro e per realizzarlo c’è bisogno di tutti.

Il malumore di chi sostiene la linea dura rimane. Messo in standby per questi tre giorni, tornerà a esprimersi nel territorio, dove ha trovato voce fin dall’inizio e dove, peraltro, si è già organizzato all’interno delle associazioni Adesso!, da poco raggruppate anche in un coordinamento nazionale. Perché Renzi non si contesta, ma in periferia il margine di manovra è più ampio.

Non si può negare che a muoverli ci sia anche il desiderio frustrato di riuscire ad acquisire posizioni che contano. Proprio quando la rivoluzione è compiuta, loro non vogliono stare a guardare. Ma anche su questo è stato il loro leader a porre un freno alle ambizioni, dando per primo il buon esempio: «Al massimo faccio due mandati come premier. Nello spirito della Leopolda. Massimo 2023». Lo spirito della Leopolda, è il messaggio rivolto ai “suoi”, non è quello della conquista del potere fine a se stesso. E poi ancora, su Twitter:

 

Non sarà certo lui, insomma, a tenerli fuori dalla porta. È vero, questa è un’altra Leopolda. È la Leopolda “della nazione”. Chi vuole, può starci. E chi c’è stato finora, non ha molte alternative.

TAG:
  • Manuel Aravecchia

    La decisione di Davide Serra di iscriversi al PD è il segnale che non ha letto il Manifesto dei valori del PD: uno speculatore finanziario è antitetico ai valori fondanti del PD (messi nero su bianco sei anni fa). Se si tessera ci sarà una slavina nella base.

    • Bingo Bongo

      Invece De Benedetti con la sua tessera numero 1 del PD è un benefattore dell’umanitá?

    • Manfredi

      ma tu che cavolo sai di Serra? A Serra bisogna fare tanto di cappello, si è fatto da solo con l’abilità di gestore finanziario a Londra. Si è messo in proprio, ha aperto un fondo e lo ha gestito alla grande e fatto crescere benissimo. Senza soldi altrui, senza sponsorizzazioni politiche, senza soldi dei contribuenti a foraggiarlo. senza amici degli amici ad aprirgli le porte. Ce ne fossero molti di più di Serra in Italia e nel PD. Ce ne fossero molti di più di gente come lui nell’Italia dei raccomandati, dei nipoti di, degli imprenditori che vogliono solo i soldi della politica.

      • Kimor Rossi

        c’era gente 20 anni fa che diceva le stesse cose di berlusconi: s’è fatto da solo. mah…. l’gli italiani non cambiano sono sudditi non cittadini, sudditi del capo di turno e i partii oggi solo dei contenitori per dei capi : il PD per renzi fi per il berlusca, i 5stelle per grillo . Il partito politico elaboratore di programmi e creatore di classe dirigente pensato e descritto nella costituzione non lo vuole nessuno (art. 49 cost)

        • Manfredi

          Queste parole dimostrano una grande ignoranza storica. Berlusconi si “fece” grazie agli appoggi politici di Bettino Craxi, navigando il mondo tipico italiano dell’imprenditoria asservita alla politica (palazzinari, poi televisioni private con leggi fatte ad hoc dal PSI). Serra si è fatto veramente da solo e pure in un paese diverso dall’Italia dove sicuramente non aveva coperture politiche, amicizie particolari. E soprattutto si è fatto da solo senza prebende pubbliche e soldi dei contribuenti a spianargli la strada.
          Ma a parte difendere Serra, che non ha certo bisogno di me, il punto fondamentale è che il PD, dovete sforzarvi di capirlo, non è più il partito identitario della sinistra dura e pura, aperto un pelino ai cattolici sociali alla Rosy Bindi, tanto per darsi una sverniciatina di pluralismo. Il PD è un partito aperto, nuovo e che vuole attirare il 40% e passa degli Italiani.
          Voi volete il partito identitario? Uscite pure e andate a farvene uno, vediamo poi quanti voti prendere (il solito 5% o meno). Oppure state nel PD, dove ha vinto (con il 67% dei voti, vi ricordo) la linea e la modernità di Renzi. Tertium non datur.

      • Manuel Aravecchia

        Tanto meglio per lui se si è fatto da solo e guadagna vagonate di denaro; ma fintanto che continuerà a fare soldi sfruttando – tra le altre cose – le isole Cayman, e fintanto che il Manifesto dei Valori del PD resterà quello che è, spiacente, ma non si può tesserare. A meno che non si voglia forzare la mano – ma a quel punto salterà la baracca, che sarebbe un rospo troppo grande da ingoiare per il cuore pulsante di questo partito (ovvero, i volontari che mandano avanti la baracca gestendo i circoli, lavorando alle feste e organizzando le varie primarie)

    • Paolo Sestu

      Sono in tanti ad essersi iscritti al PD senza aver letto il manifesto dei valori ma solo per il nuovo duce. Conosco persino degli ex AN che si sono iscritti solo per Renzi, per Matteo dicono loro, e non per i “valori” del PD.
      Mi chiedo: se le tessere del PD non sono aumentate quanti ex PD, che erano iscritti per i suoi valori, non l’hanno rinnovata?

  • Rodolfo Valentino

    Sembra la Leopolda del centrodestra.

  • Rodolfo Valentino

    Sembra la Leopolda del centrodestra.