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La mucca volante, una favola per gli ex bambini

L'ultimo libro di Paolo Di Paolo è più di una fiaba e sembra parlare tanto ai più piccoli quanto a chi ora vive l'età adulta
La mucca volante, una favola per gli ex bambini

Il bambino che Paolo Di Paolo è stato sapeva inventare storie e sapeva pure raccontarle. A dieci anni aveva già le idee piuttosto chiare su che tipo d’uomo sarebbe diventato, se non un disegnatore uno scrittore, e immaginava mucche in grado di volare più in alto del sole ed ancora più su, magari a tener compagnia a vecchie nonne e vecchie maestre di cui s’erano perse le tracce da un po’.

La mucca volante (Bompiani), dice Di Paolo, «è il mio vero primo libro». Lo è nella misura in cui la storia viene proprio da lì, dalla sua infanzia trascorsa per molto sui banchi di una scuola di campagna. Lo è perché prima dei romanzi, prima dei saggi e prima dei lavori giornalistici, già tanti anche se Di Paolo ha solo trentuno anni, c’era stata lei, la mucca, immobile e con quella pancia gonfia, spiaggiata su un prato, raccontata tutta d’un fiato alla nonna.

Oggi la mucca si riprende la sua ribalta, e mette insieme i sogni del piccolo Di Paolo.

La mucca volante è più di una favola, sembra parlare perlomeno tanto ai bambini quanto a chi sta dall’altra parte della barricata. Barricata, sì, perché avere a che fare coi bambini, lo sappiamo più o meno tutti, e di certo qualcuno meglio di altri, è davvero una specie di piccola meravigliosa guerra di logoramento. Una guerra di trincea, con un esercito di sprovveduti capaci di dimenticare quasi totalmente i tempi in cui la loro condizione era in tutto e per tutto quella dei nanerottoli con cui adesso sono chiamati a confrontarsi ogni santo giorno.

Di Paolo invece è bravo a ricordarseli bene, quei giorni. Soprattutto il senso di frustrazione e di logica illogica della convivenza cogli adulti. Le regole, quelle, poi: ci sono perché ci sono, van bene perché van bene, non si discutono perché no, e basta. Ecco che l’incredibile avventura di Leo e dei suoi amici, figli di oculisti e figli di architetti e figli di operai immigrati, ha il merito di svelare i trucchi pigri e nemmeno troppo ricercati con cui noialtri genitori cerchiamo di tracciare la strada che i nostri figli dovranno seguire.

Di Paolo sta proprio dalla loro parte, riprendendo le fila di quella sua antica storia, e già che c’è – i sogni rimessi insieme, dicevamo – alle parole, che ormai sa maneggiare con un talento tra i più floridi in circolazione oggigiorno nel nostro paese, aggiunge gli schizzi e i disegni colorati che contribuiscono a fare della Mucca volante un episodio eccentrico quanto volete ma senz’altro di pregio della sua prolifica carriera.

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