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Non c’è da piangere per Europa

Portiamo per l'ultima volta le copie del quotidiano in edicola. Ci dispiace, ma non bisogna drammatizzare: Europa continua a vivere sulla rete, vogliamo stringere un altro patto con chi ci aiuterà e con i lettori. Come nel 2003, anzi meglio.
Non c'è da piangere per Europa

Nella mia stanza di vicedirettore, nei primi anni di Europa, tenevo appesa al muro una frase di Bill Clinton che secondo me contiene l’essenza dell’azione politica, possibilmente della vita: «Battiamo la destra divertendoci, oppure cambiamo mestiere».

Erano anni duri per la sinistra in Italia, i primi del duemila. Oggi la missione di battere la destra pare meno impellente, più che altro grazie alla destra medesima. Né saprei dire se negli undici anni di giornalismo politico in via Ripetta ci siamo poi fatti queste matte risate. Feste e festicciole alla prima occasione, sì. Battute e sdrammatizzazioni, anche queste garantite, soprattutto grazie a quel maestro di ironia e di autoironia – oltre che di tante altre cose – che è stato Federico Orlando.

Una cosa è certa: non ci piangeremo addosso oggi consegnando per l’ultima volta le copie di Europa ai distributori e alle edicole.

Malinconia dentro, tanta. La mia la coltivo anche per conto di Federico, per non esser riuscito del tutto ad assolvere alla promessa che gli avevamo fatto. Ma è un languore quasi dolce, scorrendo le prime pagine di questi anni e le foto di un po’ di momenti trascorsi insieme, immagini che abbiamo pensato di raccogliere in questo ultimo numero. Il languore di chi lascia una casa dove ha abitato, non per scomparire ma per andare a stare altrove (che poi è tutto figurato: il nostro altrove si chiama nel linguaggio della modernità “piattaforma editoriale”, insomma si portano gli ultimi mobili dalla carta al digitale, ma sempre nello stesso portone di via Ripetta 142 entriamo, per ora).

Questo è il punto, qui sta la promessa fatta a Federico e tradita a metà. Più anziani e più giovani, tutti preferiremmo (come avrebbe voluto lui) continuare a sporcarci le mani con l’inchiostro del nostro giornale, la mattina. Ma la durezza dei conti si sposa con le opportunità della tecnologia, sicché completiamo la conversione digitale già avviata due anni fa: andiamo tutti là dove stanno, ormai a decine di migliaia, i nostri lettori.

Lo facciamo senza piagnistei, ma con una determinazione a questo punto feroce: si va avanti, non si arretra più. Europa non muore oggi, ha buoni motivi, buoni amici e buone idee per proseguire (magari, chissà, per riapparire un giorno in edicola sotto mutata veste). Con il lavoro e un po’ di ragione politica abbiamo ripagato la fiducia di chi volle far nascere il giornale: i leader della Margherita che intravedrete nelle foto, due dei quali leggete anche qui (Pierluigi Castagnetti e Paolo Gentiloni).

Quel ciclo si chiude definitivamente con la liquidazione. Ci batteremo per aprirne un altro e per stilare un altro patto: con chi vorrà investire sulla testata, col Pd che vuole aiutarci (dopo che noi abbiamo parecchio aiutato lui), soprattutto con i lettori, tanti di più adesso di quelli che ci accolsero in edicola la mattina del 12 febbraio 2003.

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  • diego

    Bene, si prosegue. E questa è già una buona notizia. Nessun rimpianto per il giornale cartaceo – che comunque vedrei bene ancora come rivista quindicinale o mensile, con ampi reportage fotografici, commenti autorevoli, presenza giovanile “leopoldina”, collegamenti dal parlamento europeo -.
    Per la versione on-line proporrei di potenziare – se possibile – la presenza di qualche buon frizzante commentatore – alla Rondolino per capirci -, darei più vigore e sostanza informativa pubblicando alcune importanti interviste, inizierei un filo diretto tra lei e i lettori, che stimolerebbe la discussione e l’interesse.

    Infine, sosterrei il progetto con una campagna di fund raising, raccolta fondi che molte volte su alcune tematiche ben definite trova un buon consenso.
    In bocca al lupo!

    • fuma’47

      Certo che i frizzanti commentatori alla Rondolini sono una merce rara, ambita da tutte le maggiori testate giornalistiche mondiali, no?!!!

      • diego

        Stupidario da sinistra ammuffita in rotta con gli anni…
        Crede di essere ironico?

        • fuma’47

          Lei cosa dice? Il non plus ultra dell’ironia è invece il boy-scoutino che fa il gelataio a Palazzo Chigi???!!!

  • Rodolfo Valentino

    Fate l’unificazione con il Giornale di Berlusconi l’amico di Renzi.

  • Stefano

    cioè nonostante i milioni su milioni di finanziamento pubblico percepito, fallite lo stesso?

  • fuma’47

    Non c’è da meravigliarsi più di tanto della fine di Europa: per fortuna Renzi non può ancora dire che se i lettori bocciano un giornale fatto male sono tutti rosiconi o da rottamare. Europa ha solo il destino che si è ampiamente meritato, scadendo nella piaggeria più becera!!!

  • thomas more

    Buona notizia, andate avanti. Voce fuori dal coro dei conservatori di sinistra.

  • clicco

    Sono comunque contento che Europa continui!

  • Iovenali Danilo

    Forza ragazzi, io sono pronto a darvi una mano (e non solo virtuale).

  • Paolo Sestu

    Noto che sempre più ai renziani sta sullo stomaco tutto quello che è di sinistra o che può richiamarsi ad essa. Unitevi con Berlusconi e fate un partito unico tanto gli intenti, a parte le olgettine, sono gli stessi.

  • Paolo Pasquini

    Dice bene Diego qui sotto e pazienza le smanie e le battute più giù, capisco il disappunto. Mi pare che ci dovrebbe essere molto spazio per un giornale non di partito ma di area politica, anche aperto a voci discordanti. Pagato, naturalmente, ma non troppo. Non lungo, tanto non abbiamo tempo di leggere tutto. Con un po’ di pubblicità ma non fastidiosa come quella che ti copre dove leggi. Le penne sono già buone oggi. Un giornale che facesse dell’onestà intellettuale la sua bandiera; ne abbiamo bisogno, di onestà intellettuale più che di bandiere, di riflessioni piuttosto che di urli. Il Paese attraversa un periodo drammatico che sarà lungo e duro. Altro che giochetti e battute, ironie, arsenico e vecchi merletti…