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A 25 anni dalla caduta del Muro Berlino guida l’Europa

La Germania è la locomotiva economica d'Europa ed è il reattore politico che ha schiacciato nei dieci anni della Commissione Barroso il ruolo dell'esecutivo comunitario a vantaggio del Consiglio europeo
A 25 anni dalla caduta del Muro Berlino guida l'Europa

Venticinque anni dopo la caduta del Muro di Berlino, il potere in Europa è oggi nelle mani della Germania, A Berlino. Non a Bruxelles o a Parigi o a Londra. Senza contare che la crisi di Eurolandia in questi anni non ha fatto altro che rafforzare il potere della Germania e quello della sua cancelliera, Angela Merkel.

Insomma, se prima della caduta del muro la Germania era un po’ ai margini dell’Europa, oggi è da tutti i punti di vista al centro dell’Europa. Da un punto di vista geografico, economico e persino politico. La Germania è la locomotiva d’Europa, è il reattore politico che ha schiacciato nei dieci anni della Commissione Barroso il ruolo dell’esecutivo comunitario a vantaggio del Consiglio europeo di cui è stata finora la indiscussa dominatrice in tandem con il presidente francese di turno.

Durante la crisi finanziaria Berlino è stato il luogo più importante d’Europa non Bruxelles dove si è deciso di indebolire le istituzioni comunitarie a vantaggio dei poteri nazionali. La Germania riunificata nel giro di qualche lustro si è imposta come il gigante dell’Unione europea al punto che oggi contribuisce per più del 27% alla produzione della zona euro. Non solo. In quanto locomotiva d’Europa, la Germania ha i riflettori puntati perché dalla ripresa tedesca dipendono a cascata le economie del Vecchio Continente a cominciare da quelle più indebitate e in più riprese, soprattutto nel corso della crisi dei debiti sovrani, ha evitato l’affondamento.

Una riscossa iniziata relativamente di recente visto che all’inizio degli anni 2000 il paese era ancora soprannominato «il malato d’Europa». Poi le riforme hanno consentito alla Germania non solo di risollevare le regioni dell’est ma anche di divenire più competitiva e finanziariamente più stabile. Anche se oggi sono in molti a credere che l’attuale potenza di Berlino sia solo provvisoria anche alla luce dei problemi economici a lungo termine come la bassa demografia e il basso tasso di natalità.

A contribuire ad aumentare il potere di Berlino è stata l’attuale debolezza economica della Francia che ha finito di trasformare la coppia franco-tedesca, tradizionale motore d’Europa, in un tandem particolarmente disequilibrato. Paradossalmente, mentre la crisi economica in Europa ha consolidato il ruolo della Germania, numerose voci si sono alzate contro Berlino a cominciare dalla crisi greca quando la Merkel in visita ad Atene nel 2012  è stata dipinta con immagini naziste e accolta da manifestazioni ostili contro uno sforzo di austerità largamente considerato come un ordine di Berlino.

Anche in politica estera, così come in politica economica, la Germania è considerata fuori d’Europa come il motore trainante del vecchio continente: non a caso l’interlocutore principale del presidente russo Putin in occasione della crisi ucraina è proprio la cancelliera Merkel che invece in Europa è dipinta come un “signor no” a causa del suo rifiuto a procedere in qualche modo in deficit. Non a caso quest’anno nonostante la crisi la Germania ha raggiunto l’obiettivo del pareggio di bilancio.

Chi aveva espresso il timore che la riunificazione della Germania in Europa dopo la caduta del Muro avrebbe portato a una predominanza di Berlino era stata l’ex premier inglese Margaret Thatcher che aveva profetizzato: «Abbiamo battuto per due volte i tedeschi ed eccoli che ritornano».

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