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La Nato: «Truppe russe in Ucraina». Kiev in allarme, Mosca nega

L'Alleanza atlantica dice di aver avvistato altri mezzi russi che varcavano il confine, «forse per unificare le sacche controllate dai ribelli». Pubblicati i risultati definitivo delle elezioni ucraine, si lavora per formare un governo
La Nato: «Truppe russe in Ucraina». Kiev in allarme, Mosca nega

La guerra a bassa intensità in Ucraina orientale potrebbe tornare ad accendersi: lo dicono l’Alleanza atlantica, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) e il governo di Kiev dopo l’avvistamento di nuove truppe e mezzi che avrebbero varcato il confine tra la Russia e il suo vicino occidentale.

Il generale Philip Breedlove, comandante in campo delle forze Nato in Europa (Saceur), ha parlato di «carrarmati russi, artiglieria russa, sistemi di difesa aerea russi e truppe di combattimento russe» che sarebbero state avvistate dal lato ucraino del confine. Breedlove ha spiegato che, secondo gli strateghi Nato, l’obiettivo di queste forze sarebbe quello di unificare le diverse «sacche» di presenza ribelle nell’Est dell’Ucraina, «per riuscire a mantenere il controllo di questo territorio nel lungo periodo».

«Non c’era e non c’è nessun sostegno concreto» alle accuse della Nato, è stata la risposta del ministero della difesa russo. Ma a Kiev l’allerta torna alto: «Stiamo riposizionando le nostre truppe per rispondere alle azioni dei ribelli», ha detto il ministro della difesa ucraino Stepan Poltorak (un militare, già colonnello generale nell’esercito di Kiev).

La mappa è tratta dal sito della Bbc

La mappa è tratta dal sito della Bbc

Il conflitto in Ucraina orientale, in realtà, non si è mai del tutto sopito, nonostante il cessate il fuoco firmato a Minsk tra Kiev e i ribelli (col sostegno di Vladimir Putin) il 5 settembre scorso. Le forze governative hanno continuato a bombardare la roccaforte ribelle di Donetsk, mentre i separatisti hanno rafforzato le loro posizioni nelle vicinanze di Mariupol, città portuale sul mar d’Azov.

Ma entrambe le parti, finora, sono sembrate intenzionate a mantenere bassa l’intensità del conflitto. Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha tentato di arginare l’ascesa dei partiti nazionalisti, conservando la maggioranza relativa nelle ultime elezioni politiche. E Vladimir Putin, pur continuando a sostenere la rivolta, ha stipulato non più di dieci giorni fa un nuovo accordo per la fornitura di gas russo all’Ucraina.

Intanto la commissione elettorale ucraina ha pubblicato oggi i risultati definitivi del voto politico dello scorso 26 ottobre. Il Blocco Poroshenko, legato al presidente della repubblica, dispone di 151 seggi; il Fronte popolare del premier Arseniy Yatseniuk, più nazionalista e anti-russo del presidente, ne ha 84; terzo posto per Samopomich, partito nazionalista e pragmatico guidato dal sindaco di Leopoli Andriy Sadovyi, che conquista 33 seggi; il Partito radicale di Oleg Lyashko ha 20 parlamentari, Patria di Yulia Tymoshenko 18.

Questi cinque partiti, insieme, potrebbero formare una variegata coalizione di governo, anche se le tensioni tra Poroshenko e Yatseniuk restano alte. Una coalizione che tiene insieme formazioni moderate, nazionaliste e radicali sarà in grado di accordarsi sul nome del nuovo premier?

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  • Ivan

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