Teledipendente STAMPA

Quella normalità realistica di Looking

Il telefilm ambientato a San Francisco è dedicato all’amicizia e all’amore nella comunità omosessuale, in onda su Sky Atlantic. Una narrazione dimessa, quotidiana forse talvolta un po’ banale e noiosa
Quella normalità realistica di Looking

Patrick è uno sviluppatore di videogiochi, e sconta il suo essere timido e impacciato. Frank è un’artista, e pare felicemente fidanzato. Dom serve vini in un ristorante, e ha una relazione complicata alle spalle.

Sono questi i tre protagonisti un po’ hipster di Looking, telefilm ambientato a San Francisco dedicato all’amicizia e all’amore nella comunità omosessuale. In onda su Sky Atlantic, la serie è stata ribattezzata un Girls per i gay. In realtà, pare lontana dallo stile complesso, ironico, sopra le righe del telefilm firmato da Lena Duhnham.

Looking è invece un racconto più tradizionale, e si rivolge a una generazione diversa da quella di Girls. Manca quella vena di follia, anche se i due racconti si avvicinano perché entrambi dedicati all’amicizia forse più che all’amore. Ma Looking mette in scena la ricerca di se stessi secondo dinamiche più che classiche, e in parte già viste.

C’è poco di nuovo, o forse la vera novità è raccontare storie gay senza alcun eccesso (lontani tempi di Queer as folk, serie inglese del 2002, poi con remake americano). Looking ci vuole mostrare tutto dei personaggi ma in una dimensione realistica, dimessa, quotidiana forse talvolta un po’ banale e noiosa.

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