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Regionali Calabria, centrosinistra in pole position, destra in guerra con se stessa

Campagna elettorale quasi inesistente, vittoria annunciata per Oliverio. I 5 stelle dichiarano la resa, Renzi venerdì a Cosenza
Regionali Calabria, centrosinistra in pole position, destra in guerra con se stessa

A cinque giorni dal voto, in Calabria, l’aria è calma come una sera d’autunno. Mario Oliverio, il candidato del centrosinistra, è dato in netto vantaggio sul suo avversario principale, Wanda Ferro. Tanto che molti, incontrandolo, lo chiamano già «presidente». Con prudenza, o forse per scaramanzia, lui si schermisce. Ma la vera, unica battaglia che si sta combattendo è quella interna al campo del centrodestra, dove Forza Italia e Nuovo centro destra (più Udc) presentandosi divisi, si sono condannati alla sconfitta e alla guerra intestina.

Sapendo che la partita sul presidente è persa, Ferro e i suoi si stanno concentrando su un unico obiettivo: tenere la lista dei vecchi amici guidata da D’Ascola fuori dal consiglio regionale. È questa l’unica nota spumeggiante di una campagna elettorale altrimenti spenta, di certo non favorita dal voto a novembre e dal trauma che ha portato alle elezioni anticipate, con le dimissioni di Giuseppe Scopelliti per la condanna di abuso d’ufficio.

Forza Italia può riuscire a mettere in fuorigioco gli alleati di ieri, se farà in modo che Ncd più Udc prendano meno dell’otto per cento dei voti (è questa lo soglia di sbarramento), ottenendo così ciò che più d’ogni cosa desiderano guadagnare, il titolo dell’unica opposizione in consiglio regionale.

La formula è cara ai Cinque stelle, che in parlamento si vantano di essere i soli a opporsi al partitismo, ma qui in Calabria (e, più in generale, a livello locale) i nostri faticano a dimostrare di meritarsi tale riconoscimento.

Beppe Grillo era atteso in Calabria. L’ultima volta che ci andò, attraversò a nuoto lo stretto di Messina. Ora più niente. Nessuno show, nessun comizio. Solo un video in cui dichiara la resa: «Alle regionali magari prenderemo il 2,2, non lo so»… Scherzando sì, ma non troppo. I sondaggi danno il suo movimento tra il 3 e il 4 per cento. Che è sempre meglio, certo, di come è andata alle comunali di Reggio Calabria (2,5). Ma niente di paragonabile ai numeri delle politiche (25 per cento) e delle europee (21). Senza speranze la lista L’altra Calabria, della sinistra più sinistra, data a meno dell’uno per cento.

Da osservare è il dato dell’astensionismo. Le attese sono sul quaranta per cento. Un pochino di più di quanto è stato per le elezioni al comune di Reggio (65% di affluenza). Una flessione, sì: ma più o meno in linea con l’astensionismo strutturale che si registra nelle elezioni in Calabria (alle europee voto il 45,75% dei calabresi, alle politiche il 63, mentre alle ultime regionali il 59).

Il partito democratico e il centrosinistra viaggia sereno verso la vittoria, dunque. I leader nazionali, dopo aver sostenuto alle primarie l’avversario di Oliverio, cioè Gianluca Callipo, si sono fatti vedere al fianco di Oliverio. Oggi a Rossano c’è Lorenzo Guerini. Ieri era in Calabria Luca Lotti. Sabato è stato il turno del ministro Maria Elena Boschi. Venerdì, a Cosenza, scenderà Matteo Renzi, che chiuderà la campagna elettorale insieme a Mario Oliverio.

I problemi però cominceranno il giorno dopo le elezioni. Come spiega a Europa, Antonio Ricchio, giornalista del Corriere della Calabria, il vincitore dovrà affrontare tre temi delicatissimi: «La sanità, la gestione fondi comunitari e il rilancio infrastrutture». A uno di questi capitoli – il secondo – è particolarmente sensibile anche il presidente del consiglio Renzi. Che punta molto su queste risorse per rilanciare il mezzogiorno. In Calabria le cose però sono già fuoribinario: i programmi 2014-2020 stanno per scadere e la regione non ha ancra stilato nessun punto (per mesi è stata senza guida). Oliverio, o chiunque vincerà, avrà solo un mese per farlo. E, c’è da giurarci, anche il fiato sul collo di Matteo Renzi.

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  • SILREMI

    Mentre Renzi sarà a Cosenza per campagna elettorale PD, dove saranno Bersani & Co.? Come al solito in qualche sala a cospirare.