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Renzi in Calabria, la Regione dove prima del voto si assegnano incarichi

Nelle ultime settimane distribuiti lavori, consulenze, posti di direzione. Oliverio promette: «Revocherò tutto». Gli antagonisti si preparano a contestare il presidente del consiglio
Renzi in Calabria, la Regione dove prima del voto si assegnano incarichi

Matteo Renzi oggi arriva in Calabria per chiudere la campagna elettorale di Mario Oliverio e sulla prima pagina del Quotidiano della Calabria troverà stampato l’ultimo atto dell’era Scopelliti, il fine d’epoca, che, come ogni decadenza, è sfacciata e ridicola insieme.

Bruno Zito, direttore generale del dipartimento sanità, il settore che ha bucato il bilancio regionale, ha promosso, impaziente, nuovi dirigenti, rivedendo 15 incarichi interni. Siamo a soli pochi giorni dal voto, quando si conoscerà il nome del nuovo presidente, cioè colui che sarà stato scelto per dare una direzione alla Calabria e dovrebbe avere anche il diritto di scegliersi i dirigenti che servano a questo fine. Invece, no: ci pensa Zito.

Antonella Stasi, presidente facente funzioni, dacché Scopelliti è stato costretto alle dimissioni per una condanna d’abuso d’ufficio, si è infuriata: «Ho appena appreso» del decreto, scrive a Zito. «Farlo oggi, a soli pochi giorni dalla fine della legislatura, senza alcuna condivisione né con l’Ordine politico di governo né con il Commissario ad acta appare inopportuno». È «un’interferenza con la nuova linea politico-amministrativa che gli elettori calabresi sceglieranno nel breve». Da cui l’invito a «revocare il decreto».

Stasi è una donna della destra calabrese, è stata vice del governatore Scopelliti. E la sua intemerata racconta un altro elemento chiave della campagna elettorale in corso: la spaccatura della destra. I dirigenti in carica sono stati scelti dalla vecchia giunta. Ma ora che quella maggioranza si è dissolta – divisa tra Forza Italia e Ncd – essi non rispondono più a quella maggioranza. Gli alleati di un tempo si stanno combattendo tra loro. Non stanno lottando per conquistare la regione, che danno già per persa, e, quasi sicuramente, andrà al centrosinistra.

La lotta tra ex, a volte, assume contorni sinistri. «In queste settimane di campagna elettorale – ha denunciato il frontrunner del centrosinistra Oliverio – si stanno verificando iniziative di chiaro segno clientelare: promozioni, riconoscimenti di qualifiche, assunzioni, colloqui a centinaia di giovani, consulenze e incarichi palesemente illegali, assunti in violazione delle più elementari norme». La promessa di Oliverio è che queste «gravi violazioni saranno denunciate alla magistratura ordinaria e contabile», annunciando che se vincerà il suo «primo atto sarà quello di revocare tutti i provvedimenti assunti in questo periodo».

La destra contro la destra, però, è anche commedia. Scopelliti, in un’intervista al Tempo, ha detto che se ci fosse stato lui, «nel pieno dei poteri», Oliverio lo avrebbe «battuto sicuramente». Mentre Silvio Berlusconi, oggi, in una telefonata a un convegno di Forza Italia nella locride, prende le distanze anche dallo Scopelliti di ieri: «Un grazie a Bernardo, al dottor Misaggi, che io avevo candidato alle scorse elezioni..».

Matteo Renzi sarà informato del comico e del drammatico calabrese, oggi a Cosenza, dove terrà il suo discorso. I centri sociali hanno preparato per lui una massiccia contestazione, e per evitare disordini le forze dell’ordine hanno revocato la piazza del comizio al centrosinistra, costringendolo a chiudere la campagnma eletrorale nell’auditorium del liceo Telesio, 800 posti a sedere. Gli antagonisti protesteranno contro il Jobs act, la legge di stabilità, la matrigna Europa dell’asuterity, eccetera, eccetera. Chissà se troveranno posto anche per uno striscione sul modello Scopelliti. O quello dove vivono è solo un minuscolo e ininfluente puntino nel mappamondo dell’impero capitalistico?

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