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Emilia-Romagna, a 24 ore dal voto con l’incubo astensione

Il quadro finale, chi sono i candidati, i risvolti nazionali per Pd, Grillo, Salvini. Bonaccini superfavorito
Emilia-Romagna, a 24 ore dal voto con l'incubo astensione

I giochi sono ormai chiusi in Emilia Romagna e domani i cittadini di 340 comuni andranno alle urne. Sono più di 3,4 milioni gli elettori chiamati a votare per scegliere fra i sei candidati alla presidenza della Regione e rinnovare l’Assemblea Legislativa. E’ la prima volta che la Regione va al voto con una nuova legge elettorale, approvata subito dopo le dimissioni di Vasco Errani. Prevede un unico turno e l’elezione diretta del Presidente a maggioranza semplice dei voti. Alle liste che sostengono il Presidente eletto, inoltre, saranno garantiti almeno 27 seggi su 50 e sarà obbligatoria la doppia preferenza di genere. Si voterà fino alle 23, nella sola giornata di domani. Dopo inizierà la lunga nottata dello spoglio e dello scrutinio.

Intanto continua ad aleggiare su questa consultazione elettorale lo spettro dell’astensionismo, anticipato anche da un vero e proprio flop delle primarie di ottobre del Pd che hanno registrato un calo di affluenza dell’85%. Una campagna elettorale tiepida e lo scandalo delle “spese pazze”, proprio in Regione, hanno dato il colpo di grazia alla già scarsa motivazione degli elettori e, perfino tra i corridoi del Pd, non si prevede una partecipazione maggiore del 52-53%, in una regione, l’Emilia Romagna, dove l’affluenza alle urne si è sempre attestata intorno al 70% (Nel 2010 per Errani votò il 68% degli elettori). “Smettiamola di affermare che domani saranno in pochi ad andare a votare: a forza di dire che ci sarà l’astensionismo si crea l’effetto della profezia che sia autoavvera” ha ammonito oggi Marco Macciantelli, responsabile Enti locali del Pd regionale, ma fino all’ultimo i dem hanno fatto appelli al voto, anche tramite il premier Renzi, a Bologna giovedì sera per tirare la volata al Pd. In ogni caso il trionfo del Pd sembra fuori discussione e indiscrezioni parlano di un sondaggio dem che ipotizzerebbe una vittoria con una percentuale tra il 49 e il 53% delle preferenze.

A esortare gli elettori ad andare alle urne sono anche i sindacati: Cgil e Cisl chiedono ai cittadini di “superare la sfiducia nelle istituzioni”. Ed è proprio ai sindacati che il candidato del Pd, il 47enne modenese Stefano Bonaccini, tende la mano, richiamando alle urne la Cgil, offesa dagli strali lanciati verso i sindacati da Renzi, al Paladozza di Bologna. «Si vota per la Regione, non per il governo» ricorda alla Cgil Bonaccini che sottolinea: «Da noi c’è una tradizione di dialogo col sindacato. Io sostengo convintamente il governo Renzi e le sue riforme ma qui voglio coinvolgere le parti sociali per siglare un patto sul lavoro”. Il segretario regionale del Pd emiliano-romagnolo, eletto a suo tempo con quasi 200.00 preferenze, cerca di evitare slittamenti dei sindacati verso Sel o verso l’Altra Emilia Romagna, la lista erede di Tsipras a cui molte sigle, in particolare la Fiom, sembrano guardare con interesse.

Allo stesso tempo, Bonaccini – che ha chiuso in modo simbolico la sua campagna al Museo Cervi di Reggio Emilia, insieme all’ex avversario Matteo Richetti – tenta di mantenere unita fino all’ultimo la coalizione che lo appoggia nella corsa alla Regione, formata da Sel, Centro Democratico di Tabacci e dalla lista “Emilia Civica. La capolista di Sel, Egle Beltrami, giovedì sera ha addirittura abbandonato il Paladozza, definendo «vergognose» le parole di Renzi verso i sindacati. Insomma non è semplice per il Pd tenere tutti uniti, e del resto, i vendoliani hanno già i loro problemi. La loro campagna è stata molto sottotono e la serata che ha visto protagonista Vendola ha registrato la presenza di appena un centinaio di persone, in contrasto con i pienoni delle scorse visite del leader pugliese.

Tutti candidati, ieri, hanno sparato le loro ultime cartucce. Matteo Salvini, segretario del Carroccio, è tornato per l’ennesima volta in Emilia, a Bologna. «Sinistra marcia che puzza. Vincere è possibile» ha scandito, usando come al solito uno slogan tranchant.

E’ stato lui, in pratica, a fare campagna elettorale per il sindaco leghista di Bondeno, Alan Fabbri, 35 anni, al secondo mandato. Di Salvini anche il volto sui cartelloni, tanto che alcuni elettori, fra i tanti intervistati nei giorni scorsi, sono caduti nell’equivoco di dover votare per lui. Gli alleati di coalizione, Fi e FdI, in Emilia si aggrappano alla Lega Nord per cercare di portare a casa il secondo posto in Regione, in un territorio dove il centrodestra ormai è polverizzato. Un’impresa che potrebbe benissimo riuscire al Carroccio, visto che Salvini sembra aver raggiunto l’obiettivo di riprendersi tutti i voti dei militanti della Lega che, nelle scorse tornate elettorali, gli erano stati sottratti dal M5S. Saranno le urne a conferme se è riuscito in quest’impresa ma il M5S, in Emilia, tra divisioni ed espulsioni, sembra più in crisi che mai e non ha altra scelta che affidare il suo destino a Giulia Gibertoni, la 38enne ricercatrice di Mirandola eletta dal web con 266 voti.

Ieri sera Beppe Grillo ha fatto un blitz a sorpresa a Bologna alla chiusura della campagna dei grillini dove già era arrivato Luigi Di Maio. «Se mettiamo 4-5 consiglieri é una grandissima vittoria” ha detto pratico, ma senza la verve di sempre. Alle scorse regionali entrarono in due in Assemblea leglislativa, entrambi poi espulsi: Giovanni Favia e Andrea Defranceschi. Grillo ipotizza anche un’uscita dal Parlamento: «Dovremmo farlo. La nostra anima é in mezzo alla strada, non siamo come i politici. Ma quando succederà il casino, perché succederà, saremo pronti». Il clima, però, non è certo quello di esaltazione che si respirava in casa 5 Stelle nelle passate consultazioni elettorali. Gli ex grillini, inoltre, hanno fondato sotto la guida di epurati eccellenti come Favia e Federica Salsi la lista “Liberi cittadini” che parteciperà alle regionali con Maurizio Mazzanti, un 52enne, consigliere al Comune di Budrio, che si occupa di comunicazione, anche se la campagna degli ex grillini si è svolta molto in sordina.

A sinistra del Pd, c’è invece l’Altra Emilia Romagna. Gli eredi di Tsipras hanno chiuso la campagna con l’eurodeputata Eleonora Forenza e una minaccia di querela da parte del Pd. La pasionaria leader del movimento, la parmense Cristina Quintavalla, 63 anni, docente di storia e filosofia in un liceo di Parma, ha accusato il Pd: di “comprare il consenso promettendo potere e rassicurando le lobby”, una frase che non è piaciuta per niente al segretario bolognese Raffaele Donini che ha replicato: «Sono parole che andrebbero approfondite in sede legale». L’AER, formata da esponenti del Prc, PcdI e da molte rappresentanze del mondo associazionistico ha portato avanti, durante la sua campagna, soprattutto il tema dei diritti dei lavoratori – scagliandosi contro il Jobs Act e visitando decine di fabbriche in crisi – e la lotta alla privatizzazione di scuola, beni comuni e sanità. Non sarà facile, però, per gli eredi di Tsipras, doppiare il risultato delle europee e superare la soglia del 3%.

L’ultimo candidato è Alessandro Rondoni, 54 anni, giornalista e consigliere al Comune di Forlì, molto vicino al ministro Lupi. È il candidato di Ncd e Udc, ma con poche chances, perchè la stragrande maggioranza dei voti di centrodestra sembra che andranno a sostenere la coalizione Fi-Ln-FdI. I candidati consiglieri, invece, sono in tutto 507, sparsi in 11 liste, in corsa per 50 seggi dell’Assemblea legislativa.

@pbenedettamanca

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  • Fausto Tenti

    PIENO E INCONDIZIONATO SOSTEGNO ALL’”ALTRA CALABRIA” E ALL’”ALTRA EMILIA ROMAGNA”, le due liste in totale ed evidente continuità con l’appello iniziale – per le elezioni del 25 maggio – dell’Altra Europa con Tsipras, che coraggiosamente – senza mezzi, senza soldi, snobbate dai media – fornite solo di passione politica e onestà intellettuale…affronteranno domenica le armate dei larghi inciuci PD e Forza Italia, nelle 2 regioni che vanno ad elezioni…Siamo, tutti e tutte, con voi, con le speranze e gli entusiasmi che avete suscitato e che continuerete a coltivare, indipendentemente dal risultato!
    Forza Mimmo, vai Cristina!!!

  • Rodolfo Valentino

    Tutta colpa di Renzi il destrorso.

  • Vittorio1900

    Se la partecipazione al voto ha le % delle ore 23.30 le riforme non si possono fare. Renzi sta bruciando il paese.