Teledipendente STAMPA

Agon Channel, la tv per gli italiani che si fa a Tirana

Becchetti è un po’ furbo un po’ naif, si vede un po' Silvio in piccolo. È entusiasta e ha investito denaro chiamando molti volti noti
Agon Channel, la tv per gli italiani che si fa a Tirana

«La Tv cambierà. Pensate che i cittadini saranno contenti adesso di pagare una tassa, perché di quello si tratterà, per la Rai?». Così dice Antonio Caprarica, ex comunista (dice) e uomo Rai, che pare già rinnegare il passato da quando è diventato direttore news di Agon Channel, la Tv semigeneralista dell’imprenditore Francesco Becchetti. Che dopo aver aperto una Tv per gli albanesi, adesso punta agli italiani, mantenendo però sede a Tirana.

Pensare che una volta, era la fine degli anni 70, la Tv si faceva prendendo molti giovani e un solo vecchio saggio, di nome Mike Bongiorno. Qui invece parte il promo con slogan “La Tv che guarda al futuro” e appare il faccione di Pupo. Fa un po’ effetto. Nulla di male a prendere volti noti, in fondo non lo ha fatto anche Sky? Per Agon c’è pure la Ventura, già volto anche della pay, e poi Costamagna, Ferilli, Del Santo, Corvaglia… In Italia forse l’ultima Tv che ha davvero puntata solo su volti nuovi è stata MTV, insieme poi a Discovery.

Il satellite ha spesso utilizzato la logica del 50-50, qualcuno di mai visto ma anche qualche volto noto per traghettare gli spettatori dal lido tradizionale al lido pay.

Agon punta sul tradizionale pubblico generalista, un po’ anziano, sperando che si sposti fino al canale 33 (bella numerazione però). Il palinsesto imita quello delle altre Tv, tra news («libere, oneste, senza parole dei politici» dice Caprarica), sport e talent (un reality sul calcio per Ventura), approfondimenti e game show (affidati a Pupo).

Grande prima diretta domani, mercoledì 26, con inaugurazione serale festaiola con tanto di star hollywoodiana, ovvero Kidman. Potrebbe essere Lost in traslation. O i Telegatti con Stallone. Le trasmissioni regolari, prodotte in Albania e in piccola parte in Italia, inizieranno il primo dicembre, e solo allora si potrà capire cosa sarà esteticamente questo canale.

Becchetti è un po’ furbo un po’ naif, ma ci crede, si vede un po’ Silvio in piccolo. È entusiasta (cosa rara) e ha investito denaro (altra cosa rara), cercando anche di venire a patto con i costi e quindi delocalizzando in Albania. Costa meno ma rende più felici, dice, contando su manodopera vantaggiosa. Certo, poi bisogna pagare i vip, anche se per alcuni è evidente che, data la situazione spesso incerta sul versante italiano, puntare su Agon conviene pure.

E magari, per come si sono abbassati certi cachet, il nostro è riuscito anche a fare qualche affare con una resa comunicativa eccezionale (sostiene che l’hanno chiamato molti volti noti, Ventura però precisa “Io no!”). La notizia positiva sono i molti autori, tecnici, giornalisti italiani (e albanesi), magari disoccupati o sottopagati, che hanno trovato un contratto.

L’obiettivo di Agon è l’1% di share, e poi costruire un polo produttivo a Tirana, tanto che Becchetti dice che l’hanno già chiamato gli americani. L’Europa deve essere un’Unione di Imprenditori, spiega serio. Si augura sempre fortuna alle nuove iniziative, soprattutto in un periodo come questo, e così facciamo per Agon. Certo, ci chiediamo se sia mai possibile provare a fare una Tv davvero giovane e nuova, e rimpiangiamo una Telemilano58 e una MTV.

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