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Identità e speranza: le parole di Francesco per ritrovare l’anima buona dell’Europa

Nell'aula di Strasburgo il Santo Padre ha elencato le mancanze del progetto europeo, all'indebolimento delle democrazie, alla disoccupazione, alla sostenibilità ambientale del nostro modello economico

Guardare al cielo e affrontare concretamente i problemi in terra. Con questo invito e questa immagine, ripresa metaforicamente dall’affresco La Scuola di Atene di Raffaello dove Platone punta il dito verso l’alto mentre Aristotele rivolge lo sguardo alla terra, oggi il papa ha scosso le coscienze degli eurodeputati, intervenendo nell’aula della plenaria del Parlamento di Strasburgo.

Un discorso storico, dopo quello di Giovanni Paolo II nel 1988, sia per il richiamo agli ideali di un’Europa che rischia di smarrire la propria anima nei tecnicismi burocratici, sia per la concretezza e la precisione
con cui il Santo Padre ha elencato le mancanze del progetto europeo, dall’indebolimento delle democrazie, alla disoccupazione, alla sostenibilità ambientale del nostro modello economico.

Il Pontefice ha incoraggiato gli eurodeputati a tornare agli ideali dei Padri fondatori dell’Unione europea e al loro ambizioso progetto politico che aveva al centro l’uomo dotato di “dignità trascendente”, non solo il cittadino o il soggetto economico. La sfida di questo momento storico, ha detto, è «mantenere viva la realtà delle democrazie» di fronte al potere finanziario multinazionale.

Ma per «prendersi cura della fragilità delle persone e dei popoli», è l’insegnamento del papa, oltre a recuperare la dimensione ideale bisogna avere l’umiltà di occuparsi dei problemi concreti. Per questo papa Francesco, con un intervento di una lucidità e di un’attualità senza precedenti, ha parlato anche della necessità di «ridare dignità al lavoro», coniugando la flessibilità con la stabilità e la sicurezza indispensabili per lo sviluppo umano e per la possibilità di costruire una famiglia.

Ha ricordato che le legislazioni europee sull’immigrazione devono garantire allo stesso tempo i cittadini europei e l’accoglienza dei migranti, per evitare che «il Mar Mediterraneo diventi un grande cimitero». Ha parlato di famiglia, ma anche di scuola e università. Della necessità di liberare le potenzialità creative della ricerca sulle fonti alternative di energia e della responsabilità di proteggere l’ambiente.

Ora spetta a noi eurodeputati raccogliere le sue parole chiave: identità europea e speranza. Dentro l’identità europea c’è tutto il valore dell’umanesimo, anche cristiano, oggi più che mai necessario per rimettere la persona al centro dell’Europa, proprio nel tempo in cui prevalgono interessi economici e esasperato individualismo. Nella
speranza c’è in più la fiducia che possiamo lavorare per ritrovare l’anima buona dell’Europa.

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  • Kimor Rossi

    Ecco ma guarda che chi ti ha votato sono i cittadini italiani non i cittadini vaticani o i vescovi. Queste cose le potevi scrivere e ribadire anhe senza che li papa le venisse a dire in parlamento….. Cos’è adesso perchè le ha dette Bergoglio vanno bene e prima perchè erano nelle idee di Altiero Spinelli no?soliti politici cattolici subito pronti a tradire la laicità e passare armi e bagagli agli ordini di un capo di stato straniero. E lo dico perchè credo nel principio di laicità indipendentemente dal fatto che il papa abbia espresso concetti condivisibili. Ecco dove si vede il tradimento. Ci rivuole Cavour e Garibaldi. Ma per fortuna siamo in europa e non in italia ci penseranno i paesi protestanti e la giacobina Francia a contrapporsi.