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Agon Channel, il debutto è un collasso di immaginari anni Novanta

La tv italiana in Albania sembra ispirata al nostro stile più retrò. Intanto le reti tematiche continuano a evolversi e mutare, su Sky DeASapere si trasforma in Explora
Agon Channel, il debutto è un collasso di immaginari anni Novanta
Foto postata da Simona Ventura su Instagram

È Somewhere di Sofia Coppola, scrive su twitter @poptopoi. È la scena in cui il famoso attore di Hollywood si trova ospite a un galà straccione italiano condotto da Ventura. Una scena a sua volta ispirata ai trascorsi di Coppola padre ospitato ai Telegatti. Sì, un collasso di immaginari: questa è stata mercoledì sera la serata inaugurale di Agon Channel, la tv italiana d’Albania che già vi abbiamo raccontato. Il punto più alto Ventura che intervista “l’amica” Nicole. Pareva pure una presentazione palinsesti, infatti in sala presenti molti centri media: unire l’utile al dilettevole, il presidente e capo editoriale Becchetti ha pensato a tutto. E noi a ridere, su Twitter. O a piangere. Perché questa serata è tutta figlia della nostra tv generalista anni Novanta. Perché adesso su Rai e Mediaset non è che si assista spesso a cose meno imbarazzanti. E intanto si narra la leggenda di Pupo accolto con applausi scroscianti nella sede di Agon a Tirana.

Mentre dunque nasce una nuova generalista ispirata al nostro stile più retrò, le tv tematiche continuano a evolversi, posizionarsi, mutare. Così su Sky DeASapere, canale di divulgazione per tutta la famiglia, diventa dal primo dicembre Explora, canale di esperienza del mondo a target maschile. Passando così da una visione più tradizionale a una più moderna. Esperienza è la parola chiave del sapere oggi, non basta più quindi una volontà divulgativa ma serve una spinta emotiva. Prima il canale era una via di mezzo tra la tradizionale pedagogica stile Rai e le nuove offerte angloamericane del satellite, ora la scelta è radicale. Tanto che si abbandona il nome DeAgostini nel brand, pur cercando di mantenere la fiducia che il pubblico ha in quel marchio. Basta Piero Angela, ci vuole azione. Basta lezione in classe, ci vuole factual. Questione di attitudine, linguaggio, generi. Il sapere passa per il (veder) fare. Non è esposizione del mondo ma esperienza di sottomondi. Non è la lezione umanista sul tutto ma su una nicchia. Non è documentario ma docureality. È la lezione di BBC, ma soprattutto Discovery e MTV e Dmax. Un palinsesto allora fatto di acquisizioni ma anche programmi originali.

Ecco il programma (tutto italiano) sui bikers, ambientato in un’officina romana in cui la propria moto viene trasformata a seconda dei gusti di una persona (o pimpata, vi ricordate un vecchio programma di MTV?). Ecco tutta una programmazione dedicata a un settore della nostra vita spesso rimosso, tutto ciò che avviene attorno alla dipartita di una persona. Ecco La morte ti fa boss, dedicata agli impresari di pompe funebri, prodotta da BBC. Ecco la produzione originale Morti e Stramuorti, dedicata a una famiglia napoletana di “becchini”. Già: Napoli al solito terra del peculiare, sfondo ideale per gomorre, matrimoni, funerali.

Come dimostra la trasformazione di Explora, la tendenza internazionale, e ora italiana, è dunque quella di far toccare con gli occhi vite altrui fuori dalla norma. Il rischio è perdere di vista la visione globale delle cose. In realtà è la tv a farsi complementare. L’ecosistema può trovare così un nuovo equilibrio tra tutto e parte. Così le generaliste, nuove e vecchie, giustificano le tematiche, nuove e vecchie. E viceversa. Solo che tra una generalista spesso normalizzata, piatta, mediocre, meglio una tematica estrema, forte, bizzarra. Almeno, un brivido.

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  • Paolo Antini

    Credo che il titolo del post sia fuorviante: il programma è ben fatto e credo che darà quella scossa di cui ha bisogno la TV Italiana.