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Governo: più posti di lavoro, anche fissi. Ma l’Istat frena: disoccupazione record

Rincorsa sui numeri tra il ministero del welfare e l'istituto di statistica. Nel terzo trimestre del 2014 aumentano del 7,1 per cento i contratti a tempo indeterminato. A ottobre disoccupati al 13,2 per cento
Governo: più posti di lavoro, anche fissi. Ma l'Istat frena: disoccupazione record

Non sarà ancora la luce in fondo al tunnel, ma iniziano a vedersi segnali positivi per l’economia italiana. O almeno così sembra leggendo i dati diffusi stamattina dal ministero del welfare. Perché, in quella che sembra una rincorsa sui numeri, a raffreddare gli animi interviene subito l’Istat, che parla di una ulteriore crescita della disoccupazione nel mese di ottobre.

Le prime anticipazioni fornite stamattina dal governo sui dati relativi al mercato del lavoro nel terzo trimestre del 2014 evidenziano il segno più sui nuovi contratti di lavoro dipendente e parasubordinato: da luglio a settembre sono stati 2 milioni 474mila i nuovi occupati, in crescita del 2,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2013.

In particolare, però, a colpire positivamente è il dato relativo ai contratti a tempo indeterminato: sono oltre 400mila quelli stipulati, con un aumento tendenziale del 7,1 per cento. Questi ultimi sono concentrati soprattutto nei settori di industria e agricoltura, mentre calano nei servizi (ad eccezione dell’istruzione, con 17mila nuovi contratti fissi). Nonostante il dato positivo, i rapporti di lavoro a tempo indeterminato rimangono ancora solo il 70 per cento circa dei nuovi contratti (+1,8 per cento rispetto al 2013). Il Jobs Act che sta per essere approvato al senato si propone – nell’intento del governo – di intervenire proprio su questo rapporto, a tutto vantaggio dei contratti fissi.

Crescono anche i contratti di apprendistato (+3,8 per cento), dopo che già nel trimestre avevano fatto segnare un balzo in avanti del 16 per cento. Su questo dato, così come su quello dei contratti a tempo indeterminato, influisce positivamente il decreto Poletti.

Come detto, però, pochi minuti dopo i dati del ministero, l’Istat pubblica numeri che frenano gli entusiasmi. Da una parte, infatti, l’istituto di statistica conferma il trend positivo del terzo trimestre (+0,5 per cento degli occupati, pari a 122mila unità in un anno), mentre dall’altro frena gli entusiasmi.

A ottobre, infatti, il tasso di disoccupazione è cresciuto dello 0,3 per cento rispetto al mese precedente (+1 per cento nel confronto con il 2013) raggiungendo il record del 13,2 per cento. Rispetto a settembre, il numero dei disoccupati è cresciuto di 90mila persone, mentre quello degli occupati è sceso di 55mila. Il tasso di occupazione registrato dall’Istat è pari al 55,6 per cento (-0,1 per cento rispetto al mese precedente, ma +0,1 nel confronto con il 2013). In particolare, sale ancora la disoccupazione giovanile, raggiungendo un tasso di incidenza del 43,3 per cento.

L’Istat certifica anche il nuovo tasso di inflazione, con un ulteriore calo dello 0,2 per cento su base mensile, mentre su base annuale si registra un +0,2 per cento.

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