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Ast di Terni, finisce l’odissea: tutti hanno firmato l’accordo

Da mercoledì scorso la trattativa era entrata in una fase decisiva. L'annuncio fatto oggi dalla sottosegretaria Bellanova e poi alla camera dallo stesso premier durante il question time. Gli esuberi saranno soltanto 290, tutti su base volontaria
Ast di Terni, finisce l'odissea: tutti hanno firmato l'accordo

Raggiunto l’accordo per l’Ast di Terni. Lo ha riferito il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova: «Tutte le parti hanno firmato l’accordo».
Da mercoledì scorso la trattativa, che era entrata in una fase decisiva, non si è mai interrotta ma ieri si era verificato uno stallo sulla tutela dei lavoratori delle ditte in appalto. «Non ci sono licenziamenti forzosi – ha detto Bellanova – Ci sono 290 esuberi, tutti con adesione volontaria». La richiesta di cassa integrazione straordinaria, invece, è stata tolta dal tavolo della trattativa.

I sindacati monitoreranno semestralmente presso il Mise l’attuazione del piano e verificheranno il rispetto degli impegni assunti da ThyssenKrupp. Il testo verrà illustrato ai lavoratori e sottoposto a referendum nelle assemblee che saranno calendarizzate nei prossimi giorni dalle segreterie provinciali di Terni e dalle Rsu del sito ternano.

Secondo quanto riferito dalla Uilm, l’accordo prevede elementi migliorativi, a partire da una produzione minima di acciaio colato pari a 1 milione di tonnellata su base annua e un programma di investimenti (100 milioni si euro), per aumentare l’efficienza dei due forni fusori e con un
potenziamento della rete commerciale, attraverso la divisione Tk Materials, per consentire l’incremento di questa soglia minima di volume produttivo, se le condizioni di mercato lo consentiranno (impegno a sviluppo mercato nazionale e mediterraneo). È previsto anche l’incremento delle produzioni
a freddo (si punta,in prospettiva, a 700.000 tonnellate annue), anche con il completamento della nuova linea a freddo (investimento pari a 20/30 milioni di euro).


«Soddisfazione» è stata espressa da Matteo Renzi nell’annunciare, durante il question time, «la chiusura da pochi minuti della vertenza Ast Terni». Riferendosi alla situazione del settore siderurgico in Italia (e dunque anche all’Ilva), il premier ha assicurato «disponibilità totale» a discutere nel merito ma «prima serve un piano strategico che non sia una risma di documenti, ma un piano concreto». E ha aggiunto: «Se siamo nelle condizioni di immaginare un rilancio per il nostro paese, siamo nelle condizioni anche di utilizzare anche strumenti che potremmo definire non convenzionali. Per salvare l’occupazione in Italia siamo pronti a fare tutto ciò che è necessario».

La vertenza dei lavoratori dell’Ast culminata in 35 giorni di sciopero, uno dei più lunghi degli ultimi tempi, ha visto anche episodi clamorosi, come l’occupazione dell’autostrada del Sole, che fu bloccata all’altezza del casello di Orte. Il 26 novembre gli operai avevano deciso di tornare progressivamente al lavoro mentre la trattativa giungeva alla fase cruciale.

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  • Manfredi

    Landini lo firmerà l’accordo oppure continuerà a manifestare contro?

  • lupo presilano

    Chissà come la prende la Camusso.Bloccherà lo sciopero generale?

  • diego

    Questo è un bell’esempio per Mr. Landini della fabbrica “aperta” rivendicata da Renzi, mentre lui… blablablabla. Ma vedrete che avrà certamente qualcosa da ridire.