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Mattarellum? Caro Ainis ho già presentato la proposta in parlamento

Da alcuni giorni la politica si arrovella su una norma di salvaguardia nel caso in cui si dovesse andare alle elezioni prima dell’approvazione della riforma del senato

Vedo che da alcuni giorni la politica si arrovella su una norma di salvaguardia nel caso in cui si dovesse andare alle elezioni prima dell’approvazione della riforma del senato. Qualcuno si domanda perché ci troviamo in questa situazione. Cioè oggi ci troviamo a dover mettere una toppa ad una decisione alla quale da solo mi sono opposto in occasione dell’esame in prima lettura alla camera dell’Italicum: lo stralcio dell’articolo 2 che prevedeva la normativa anche per il senato. Ricordo sommessamente che questa fu la condizione posta dalla minoranza Pd per votare la legge. Mi appellai pubblicamente a Renzi affinché non accogliesse questa richiesta spiegando che, questa sì, sarebbe stata una norma che avrebbe creato un gran pasticcio. Purtroppo le mie parole sono cadute nel vuoto ed oggi dobbiamo inventarci marchingegni normativi assai dubbi.

Ora, in base al medesimo meccanismo e su spinta della medesima minoranza del Pd (che fino a qualche anno fa tuonava contro le preferenze come causa di corruzione ed esplosione dei costi della politica), stiamo scivolando verso un’altra soluzione della quale tutti conoscono il sistema perverso: le preferenze per la legge elettorale. La cosa più incredibile è che lo si fa chiudendo gli occhi rispetto a quello che ci accade intorno e dentro in queste ore. Qualcuno si domanda cosa vuol dire se la campagna elettorale per un candidato al Comune o alla Regione finisce per costare decine e, non di rado, centinaia di migliaia di euro? È strumentale sostenere che questo facilita la deriva che viviamo oggi o che abbiamo vissuto solo qualche anno fa? Davvero tutto questo non merita un attimo di riflessione prima di impiantare anche a livello nazionale la tossina delle preferenze?

Ho sempre sostenuto che i collegi siano la soluzione migliore e continuo a pensarlo. Mi auguro davvero che tutti ci riflettano e per quel poco che vale mi fa piacere vedere che qualcuno rilanci, almeno come norma di salvaguardia, il ritorno al Mattarellum al posto della legge restituita dalla Corte costituzionale. Do una notizia: la proposta già c’è. È depositata alla camera a mio nome esattamente come la propone Michele Ainis oggi sul Corriere della Sera: senza scorporo e con tutela della parità di genere. Se volete è a vostra disposizione.

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