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L’addio amaro del segretario Pd di Roma Cosentino: «Vado in pensione…»

In una lettera, l'ormai ex segretario del Pd romano ripercorre lo scandalo che ha «lambito» anche il suo partito e dice: «Sono una persona onesta, ma da solo non ce l'avrei fatta. Orfini è bravo, se serve un volantinaggio fatemi un fischio»
L'addio amaro del segretario Pd di Roma Cosentino: «Vado in pensione...»

«Lascio l’incarico di segretario perché penso sia la scelta giusta». Così l’ormai ex segretario del Pd romano ha salutato gli iscritti alla Federazione dem. Un saluto amaro, venuto dopo che Matteo Renzi ha deciso di usare il pugno duro chiedendogli di fare un «passo indietro», cosa che Lionello Cosentino ha fatto e per la quale il premier lo ha ringraziato ieri sera in diretta tv.

La lettera ripercorre la vicenda delle infiltrazioni del «sistema di potere di ex terroristi neri e di banda della Magliana» nella vita amministrativa e politica di Roma. «Lambisce noi – scrive Cosentino – esercita il suo potere di corruzione».

«In questa situazione – ammette – non avrei avuto la forza, da solo, di restituire fiducia al partito. Serviva, è servito un intervento nazionale. Orfini è giovane, bravo, autorevole».

Quindi, l’incoraggiamento ai militanti a non fermarsi, perché «il partito c’è» ed è pieno di «gente seria, che crede in quello che fa».

Personalmente, scrive Cosentino, «non sono implicato nelle indagini e non temo nulla». Rivendica la sua onestà e dice: «Lascio la politica povero come ci sono entrato».

Infine, l’amarezza dell’addio: «Vado quindi in pensione. Esattamente una panchina ai giardinetti, con un buon libro in mano. Ai compagni di Monte Mario, il mio circolo, dico: se serve un volantinaggio, ci sono, fatemi un fischio».

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  • Kimor Rossi

    buona pensione e vada all’estero a godersela. Sappia che milioni di persone oneste devono lavorare fino a 45 anni di servizio ammesso che abbiano il lavoro con un assegno decurtato per colpa della classe politica che lei rappresenta.

    • valterfiore

      chissa’ perche’ poi insinuare che non sia onesto… In un altro post ha scritto della destra che considera i neri e gli zingari …ecc ecc.
      Visto che giustamente quando si parla in un certo modo di neri o di zingari si usa il termine “razzista”, vorrei capire perche’ un atteggiamento del tutto analogo deve valere quando si parla di “ceto politico”. Perche’ mi scusi… se e’ lecito tacciare la categoria dei politici come “ladri” perche’ ce ne sono che intrallazzano e rubano, allora e’ anche lecito dire che gli zingari sono “ladri” perche’ tra di loro ci sono tanti ladruncoli. Delle due l’una…

      • Kimor Rossi

        Io non ho accusato di disonestà nessuno. Ho augurato buona pensionee addirittura all’estero! io ad esempio la pensione me la farei all’estero alle maldive per esempio se potessi. Ho invece solo detto che a causa della crisi economica dovuta alla male amministrazione anche dei politici milioni di lavoratori onesti devono lavorare fino a 45 anni con un assegna decurtato ammesso abbiano il lavoro. E’ lei che pensa male caro sig. Valterfiore.

  • Eugenio Rizzo

    Era ora ,che lasciassi la poltrona,quando ti ho portato le foto dell’amianto che infestava dappertutto,hai avuto paura di esporti,e allora a cosa serve uno come te nell’amministrazione pubblica? In pensione ti ci manderei come ci sono andate le persone colpite da asbestosi e qualche euro di pensione,sicuramente tu avrai una bella pensione…….vai a vivere in Kenya……,ti ricorda nulla? divertiti e tanti auguri.A me e a tanti italiani che credono nelle istituzioni non mi rappresenti!!!!!