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Pd Roma, il day after del Laurentino 38. Cosa farà Barca da domani

L'ex ministro – che presenterà il suo progetto fra una settimana – incontrerà gli oltre cento circoli della capitale e ne farà una mappatura, ma guidare la ruspa toccherà al commissario
Pd Roma, il day after del Laurentino 38. Cosa farà Barca da domani

«Ieri si è incominciato a vedere il Pd che dobbiamo ricostruire. Un partito vero, che vuole stare nel mondo reale per difendere questa città da chi le vuole male e per rilanciarla dopo i disastri della destra. A volte basta poco, basta una sedia su cui salire, basta la voglia di essere una comunità e il coraggio di andare a cercare i problemi invece di aspettare che si risolvano da soli. Ieri è stata una bella giornata». È soddisfatto Matteo Orfini e lo fa sapere con un post su Facebook. Soddisfatto di come è andata ieri la prima assemblea pubblica del partito dopo il disastro dell’inchiesta di Mafia capitale. Contento di aver fatto la scelta di uscire dalla sala che non avrebbe mai potuto contenere le centinaia di militanti arrivati per sapere dal commissario del partito perché si è arrivati a questo punto e se ci sia un’idea di cosa fare e di come farla.

La prima prova nel mondo reale è andata bene, ora c’è da restarci, dando seguito alle promesse. Di fare pulizia, innanzitutto. E per procedere, usare «la ruspa» come Orfini ha detto di voler fare, occorre conoscere capillarmente di chi e di cosa è fatto il partito a Roma. A tracciare questa geografia, a disegnarne la mappa aggiornata il commissario ha chiamato Fabrizio Barca, uno che se ne intende per mestiere e per passione. L’ex ministro, statistico e politico, dall’aprile dell’anno scorso ha messo in piedi un suo personalissimo “viaggio in Italia” per discutere un documento dal titolo Un partito nuovo per un nuovo governo, programma poi evolutosi nella piattaforma luoghideali.it, ha incontrato tanti circoli e militanti dem, ascoltato, studiato e scelto i migliori tra i tanti progetti pervenutigli.

A questo si riferiva ieri Orfini quando ha annunciato di aver chiesto e ottenuto la disponibilità di Barca di costruire una mappatura dei circoli di Roma lavorando con la struttura di luoghideali.it, e «aiutarli a capire come si ricostruisce un partito, come si sta insieme, e in alcuni casi di segnalare quei circoli che sono già un’eccellenza». Un compito da “pars costruens” più che da “pars destruens“, dunque.

Ed è questo lo spirito con cui l’ex ministro si sta mettendo al lavoro. Domani incontrerà il suo team, fatto di otto persone, per decidere come procedere. Il progetto definitivo, con tempi certi e modalità, verrà presentato fra una settimana, perché «le cose serie hanno bisogno di tempo».

«Io li chiuderò» ha detto Orfini riferendosi ai circoli che dovessero risultare non operativi, nati solo come comitati elettorali o comunque senza attività visibile. Barca segnalerà le anomalie che dovesse riscontrare incontrando ad uno ad uno gli oltre cento circoli della capitale. Non si occuperà, invece, di contattare i singoli iscritti, altra azione annunciata da Orfini per mettere fine ai tesseramenti fasulli e addirittura criminali che stanno emergendo dall’inchiesta giudiziaria.

Barca non vuole trasformarsi nel cerbero del Pd, ritiene di avere un’idea del partito e, forte della sua non appartenenza al gruppo dirigente né a una organizzazione correntizia, vuole aiutare la costruzione, non la demolizione.

A quello, a «passare la ruspa» dove servirà, dovrà pensarci Orfini.

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  • Felice Sarzano

    Io penso che Barca non sia, come si dice, una risorsa preziosa per il solo PD, ma per l’Italia intera. Ogni tanto parla un po’ difficile, ma ha le circonvoluzioni a posto.

  • Olmo Neri

    E il Partito liquido ?

  • Kimor Rossi

    Barca ha le idee chiare, e il nome è quello che lo assimila a caronte per trasportare l’anima del vero partito verso un altro modo di concepire il partito politico che è diverso da quello di Renzi che vuole il partito liquido che si è visto è naufragato con le vicende di Roma. Il partito esiste se è solido, fatto di iscritti veri e onesti che abbiano dei valori perchè è sia vero quello che dice napolitano, che l’antipolitica è pericolosa, ma è vero anche che un politico disonesto è altrettanto pericoloso.