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Sciopero generale, Cgil esulta: adesione oltre il 60%. Renzi: non mi impressiono

Cortei e manifestazioni affollate in cinquantaquattro piazze, scontri a Milano, Torino e Bologna. Fassina e Vendola hanno sfilato a Roma, assente Damiano. Napolitano: «Rispetto reciproco, l'esasperazione non fa bene al paese»
Sciopero generale, Cgil esulta: adesione oltre il 60%. Renzi: non mi impressiono

I numeri

L’inevitabile guerra delle cifre c’è stata anche stavolta. Lo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil – ma pure i lavoratori dell’Ugl hanno incrociato le braccia – ha avuto un’adesione media superiore al 60 per cento e una partecipazione di un milione e mezzo di persone nelle 54 piazze secondo la nota finale del sindacati di Susanna Camusso e di Carmelo Barbagallo e la prima risposta di una controparte, arrivata dall’Unione industriali di Torino, è stata: 17,2. Nel capoluogo piemontese, secondo i rappresentanti dei lavoratori, la partecipazione è stata del 70 per cento.

Il premier ha commentato: «Massimo rispetto, ma non mi impressiono. Noi andiamo avanti».

Dati contrastanti anche sull’adesione nel settore dei trasporti, dopo che ieri la precettazione annunciata da Maurizio Lupi sui ferrovieri era stata revocata per volontà di Matteo Renzi: per i sindacati, è rimasto fermo quasi il 50 per cento dei treni e il 70 per cento di bus e metro; secondo le Fs fino alle 14 ha circolato quasi il 96 per cento dei treni a media-lunga percorrenza e il 73 per cento di treni regionali. A Bologna il record dell’astensione si è avuto proprio nel trasporto locale: 98 per cento. Tram e autobus sono circolati a pieno regime a Milano, dove lo sciopero per il personale di esercizio è iniziato alle 19.00 per concludersi a fine servizio.
Nel trasporto aereo lo sciopero, che è proseguito fino alle 18, ha registrato numerose cancellazioni in tutti gli aeroporti, con oltre il 50% dei voli Alitalia cancellati preventivamente a Fiumicino e 35 delle altre compagnie; 110 cancellazioni a Linate, 140 a Malpensa.

Chi c’era e chi no

Le immagini arrivate dalle principali piazze d’Italia mostrano cortei e manifestazioni stracolme di lavoratori, studenti, in qualche caso da esponenti dei centri sociali. Pochi i politici, anche della minoranza dem. Il 25 ottobre scorso – mentre mezzo governo e tanto Pd era alla Leopolda con Renzi, in piazza San Giovanni a Roma con la Cgil c’erano Stefano Fassina, Cesare Damiano, Rosy Bindi, Miguel Gotor, Barbara Pollastrini, Gianni Cuperlo, Pippo Civati, Guglielmo Epifani. Oggi la presidente dell’antimafia era a Latina impegnata con la commissione e Gotor ha preferito continuare a lavorare sulla legge elettorale, ma tra gli oppositori o i critici di Renzi mancavano anche altre figure importanti: la defezione più eclatante rispetto al passato, ma coerente con il ruolo recente di grande mediatore sul Jobs act – come lui stesso ha tenuto a chiarire – è stata quella dell’ex ministro del lavoro. Francesco Boccia, che da presidente della commissione bilancio della camera ha preso ripetutamente le distanze dalle misure economiche del premier, non ha manifestato il 25 ottobre a Roma, né a Milano il 14 novembre e oggi, come in quasi tutti i fine settimana, era a visitare aziende della zona industriale di Bari. Nichi Vendola ha manifestato a Roma.

I disordini

A Milano e Torino ci sono stati scontri tra studenti e forze dell’ordine con un bilancio di undici feriti tra i poliziotti. A Bologna tafferugli si sono verificati in occasione dell’arrivo del ministro Madia all’istituto giuridico, in zona universitaria, per l’inaugurazione dell’anno accademico. La cerimonia prevista è stata rinviata a gennaio o febbraio e i diplomi agli studenti della scuola di specializzazione sull’amministrazione pubblica sono stati consegnati in forma privata.
Ferma la condanna dei disordini da parte della Cgil che in un comunicato ha invitato a non associare «le pacifiche manifestazioni che si sono svolte in tutta Italia» agli episodi di violenza.

Il monito di Napolitano

In mattinata il commento e l’appello del capo dello stato: «Non entro, ovviamente, nel merito delle ragioni degli uni o degli altri ha detto – Mi auguro che si discutano sia le decisioni già prese, come quella della legge di riforma del mercato del lavoro, sia da prendere, soprattutto per il rilancio
dell’economia e dell’occupazione in un contesto europeo, che si trovi la via di una discussione pacata».

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  • campanellina88@hotmail.it

    Si andasse a votare Renzi dimezzerebbe i voti rispetto alle europee.

    • Fiordiamaranto

      Non credo proprio , non c’e’ alternativa; a meno che’ non si voglia essere commissariati dall’Europa. La situazione economica ancora non e’ cambiata. di fatto l’Italia non cresce. Gli investimenti privati atti a creare lavoro non ci sono. Perdipiu’ le sovvenzioni Statali sono necessariamente ridotte a causa degli interessi che si pagano sul debito, questi vanno su’ e giu’ dipendentemente dai mercati mondiali. Bruxelles non si fiderebbe di come altri governi italiani potrebbero spendere i fondi europei destinati all’Italia per la crescita , perche’: 1) Renzi e’ europeista. 2) Renzi vuole fare le riforme , quelle riforme necessarie, in relazione alle richieste e in funzione alla posizione Italiana in Europa. Non ce ne possono essere altre! Ci sono molte cose da fare e si devono fare una per volta , gradualmente. e soprattutto, non si possono fare in funzione alla perdita di prestigio dei sindacati; del 2% dei lavoratori italiani? La minoranza della minoranza, della minoranza, della minoranza; la maggioranza dei lavoratori italiani, anche durante i tempi del Boom economico, non sono mai stati rappresentati dai sindacati. I Sindacati vogliono interferire sulle decisioni del governo, prendersi una fetta della torta; quando c’e’ un parlamento, quando qualsiasi decisione viene discussa nelle commissioni parlamentari e possibilmente adeguata all’esigenza -no di tutti ma di molti- e poi votata. Quante mosche sullo stesso sterco? Quanto tempo perso! Evidentemente i deputati che sono andati alle manifestazioni sono li’ per pescare voti a loro vantaggio , mi sembra anche giusto che quei lavoratori abbiano delle rappresentanze al parlamento, ma tutto li’ come succede per tutti gli altri cittadini. I sindacati devono ridimenzionare il loro ruolo sociale, prendere il loro posto al tavolo della discussione all’interno delle Aziende per risolvere eventuali e specifici problemi. Se sara’ necessario chiamare anche lo sciopero per qualsiasi ben definito problema tra Azienda e Lavoratore ma non tra Sindacato e Governo. Stai tranquillo che non hanno piu’ il sopporto di tutti come succedeva cinquant’anni fa’.

  • Luisa Alessandrelli

    renzi non si preoccupa e dorme sonni tranquilli? BEATA INCOSCENZA.

  • Guest

    altri due del pd indagati per il mose

  • lupo presilano

    Se vogliamo essere seri, ieri ho visto una alta adesione dei degli autoferrotranvieri(di consuetudine i loro scioperi prima delle festività natalizie), una non rilevante partecipazione degli operai delle grandi fabbriche , ma soprattutto di pensionati e di studenti con i docenti che in grandissima parte è rimasta nelle scuole. Tuttavia un milione mezzo di partecipanti la Camusso se lo sogna.

    • thomas more

      Dello sciopero, giustamente, non ce ne siamo neanche accorti. Oltre il 60% è la solita propaganda. E tutti lo sanno ma la Camusso è “vecchio stile”: dire e ripetere che qualcuno alla fine ci crederà.

  • ziotom

    Ma lo sciopero generale per il programma Garanzia Giovani in stallo mortale non si fa? non e’ quello l’obiettivo di un sindacato? qual’e’ l’obiettivo, camusso dei miei stivali e di quei quattro scalmanati che ti porti appresso? far cadere il governo? Il cancro dell’italia oltre alla corruzione sono i sindacati. La uil insieme alla cgil, cose da pazzi, meno male che la cisl si e’ sfilata da questa corrente disfattista e menefreghista. Fare uno sciopero generale per cercare di affermare che senza il sindacato non si muove foglia e’ politica vecchia e che puzza di muffa. Dov’e’ lo sciopero generale contro l’immobilismo della commisione europea? non c’e', camusso e quell’assatanato di landini, insiema ai comunisti sono impegnati a far cadere il governo. Ma vi andra’ buca. A proposito, l’adesione allo sciopero non supera il 20%. Ciaooooooooo.

  • Mose

    Io vorrei ricordare a Matteo Renzi che siamo un paese democratico! e il dialogo con le parti avverse e necessario, ed è necessario il dialogo per migliorare le proposte non puoi fare il dittatore con io vado avanti.

    • simonetta888

      il dialogo certo e la collaborazione con i sindacati quando si tratta di salvare un’azienda. no invece a concertazioni sulle leggi come si faceva una volta. quelle spettano al parlamento. landini e camusso si adeguino perchè quel mondo è finito anche se fanno 100 scioperi generali

  • frido

    Via Renzi! Deve dimettersi!
    ci vuole qualcuno che inizi a fare cose di sinistra, io nei primi 10 mesi vorrei…
    portare il PD dentro linternazionale socialista
    dare un aumento di circa 960 euro a 10 milioni di persone
    dare un aiuto nei primi tre anni di vita di un bambino di circa 3000 euro il doppio se il reddito è molto basso
    dare la possibilità ad una donna di poter andare in gravidanza anche se non è assunta con contratto a tempo indeterminato
    mettere un magistrato al di sopra di ogni sospetto a combattere la corruzione
    Permettere dinarrivare in tempi civili al divorzio breve
    Estendere le garanzie anche a chi per tutti questi anni è stato completamente dimenticato dai sindacati
    Rimettere il falso in bilancio
    mettere un tetto ai stipendi sopra i 240.000 euro
    ridurre del 50% nel pubblico impiego di persone che percepiscono uno stipendio pagato da tutti noi per fare solo i sindacalisti, e per ridurre si intende da oltre 1000 a poco più di 500, quindi senza attentare al sindacato
    inviare la dichiarazione dei redditi a 20 milioni di pensionati e dipendenti, anche se questo comporta una perdita per i CAF di corca 1 miliardo di euro…ops…chi li gestisce i CAF? Ma vuoi vedere che…
    risolvere la vertenza Alitalia con 54 esuberi e contemporaneamente dotarla di solidità economica e un piano indistruale degno di questo nome
    risolvere con i sindacati e le imprese, Piombino, Terni, indesit e qualche ltra cosa…
    dare la possibilità di pagare sui mutui per chi è in difficoltà, soltanto la quota interessi congelando la parte del capitale sino al 2017
    semplificare la presentazione per fare attività di manutenzione ordinaria nella propria casa senza dover pagare 140 euro per una Dia
    far utilizzare un modulo unico ai comuni invece degli 8000 attualmente in essere
    mettere lo stesso numero di donne, con grandi competenze, ai vertici delle maggiori aziende italiane
    fare i decreti attuativi che non sono stati fatti dai governi Berlusconi, Monti, Letta, fonte sole 24 ore, da marzo 2014, più 50% sulle leggi approvate ma mai entrate in vigore
    certo c’è anche il tema della pace nel mondo, della fame nel mondo, le pensioni da fame, milioni di disoccupati, la mafia, la camorra, i diritti civili, l’inquinamento, il dissesto idrogeologico e altre cose ancora

  • frido

    Volevo aggiungere, che pur se importantissime, intanto mi accontenterei di quanto detto…e lo dico da persona non di sinistra…di più.