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Renzi-Prodi, cosa si sono detti a palazzo Chigi

L'incontro è durato un'ora, secondo fonti di palazzo Chigi, e si è svolto su iniziativa del premier. Temi del colloquio: Libia, Ucraina ed economia europea. Nessuna indiscrezione sui contenuti politici
Renzi-Prodi, cosa si sono detti a palazzo Chigi

È durato un’ora, secondo fonti di palazzo Chigi (ma da quando il fondatore dell’Ulivo ha fatto il suo ingresso a quando è uscito sono trascorse quasi due ore), il faccia a faccia tra Romano Prodi e Matteo Renzi. All’incontro ha partecipato il sottosegretario alla presidenza, Graziano Delrio. Al centro del colloquio un giro d’orizzonte sulle questioni della politica internazionale, con particolare riferimento alla situazione in Libia e in Ucraina, e una riflessione sull’economia europea.

Preannunciata da un articolo pubblicato stamattina su La Stampa, l’iniziativa – stando a quanto anticipato da Fabio Martini – sarebbe partita proprio dal premier. Un tentativo di consolidare un rapporto che non è mai stato particolarmente “caldo” tra i due, fatto di qualche sms e poco più.

L’incontro è arrivato in una fase molto delicata, compresa tra il Patto del Nazareno, stretto dal leader del Pd con l’avversario storico del Professore, l’archiviazione dell’esperienza dell’Ulivo, secondo Renzi fallita a causa delle divisioni interne che non hanno consentito di realizzarne le proposte, e soprattutto l’elezione del nuovo capo dello stato.

Un appuntamento dal quale Prodi tiene a mantenersi distaccato, avendo ripetutamente ribadito di non essere personalmente interessato. A chiamarlo in causa alcuni oppositori di Renzi come Pippo Civati, ma anche le voci sull’asse che potrebbe consolidarsi a suo sostegno tra M5S (o almeno settori del Movimento), Sel e minoranza Pd.

Nessuna indiscrezione è trapelata su contenuti più politici che potrebbero essere stati affrontati nel corso del colloquio. Dopo le elezioni regionali in Emilia-Romagna e lo shock dell’astensione record, Prodi aveva ironizzato: «Ai tempi del liceo il mio professore di filosofia, quando qualcuno di noi si esibiva in una interrogazione insufficiente, accampando a volte scuse, usava rispondergli amabilmente con queste parole: “mio caro, come ti fai il letto così dormi”. Certo, l’insonnia può avere cause più complesse ma la frase, pur nella sua incompletezza, mi sembra particolarmente adatta alle circostanze». Un’ironia non destinata certo al vincitore delle elezioni, Stefano Bonaccini, nei confronti del quale il Professore ha sempre avuto parole di stima: «I miei auguri a Stefano Bonaccini – aggiunse infatti – percorra con decisione la strada dell’innovazione e della solidarietà. Sono certo che se si andrà in questa direzione tornerà l’impegno costruttivo di tanti e in tanti torneranno ad aiutarlo con l’entusiasmo che la gente della nostra regione ha sempre dimostrato».
Considerazione ricambiata dal neo-governatore: «Per Prodi ho tutta la stima possibile ma adesso eviterei che ognuno di noi si metta a fare i toto nomi per il Quirinale. Dopodiché Romano Prodi è stato sempre uno dei miei punti di riferimento nell’agire politico».

Ieri Prodi non ha commentato pubblicamente le parole di Renzi sull’Ulivo, né lo ha fatto oggi. Secondo alcune fonti di stampa, Renzi avrebbe avuto intenzione di proporre all’ex presidente del consiglio di candidarlo alla segreteria generale dell’ONU nel 2016, un’ipotesi sulla quale un deputato dem della minoranza così si esprime con Europa: «Cioè vuole vendergli il Colosseo…».

Quali che siano stati i contenuti complessivi dell’incontro, è evidente che il solo fatto che esso si sia svolto e sia avvenuto il giorno dopo la controversa assemblea nazionale del Pd è interpretabile come un segnale di non ostilità e di attenzione reciproca. Per ora, probabilmente, niente di più.

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  • thomas more

    Prodi, comunque una persona seria e credibile.