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Chi sono oggi i talebani

La guerra in Afghanistan, l'offensiva del Pakistan contro alcuni gruppi talebani, il fantasma dell'Isis: come si è arrivati alla strage di oggi a Peshawar
Chi sono oggi i talebani
Un attentato talebano a Kabul a fine novembre 2014 (Reuters)

Chi sono i talebani che hanno condotto l’attacco di oggi contro una scuola di Peshawar? Il movimento dei talebani (taliban, che vuol dire “studenti” in lingua pashtun) oggi è composto da decine di gruppi e gruppuscoli, spesso indipendenti tra di loro. Ci sono gruppi talebani in Pakistan e in Afghanistan, non sempre legati l’uno all’altro. Lo stesso governo del Pakistan ha un rapporto ambiguo coi talebani: mentre è impegnato in una guerra decennale contro alcuni gruppi talebani nel nord del paese, nelle provincie del Nord e Sud Waziristan e nelle cosiddette “aree tribali” di confine, finanzia e sostiene altri gruppi attivi in Afghanistan.

Il movimento dei talebani nasce nel nord del Pakistan nei primi anni Novanta. Dopo la sconfitta sovietica in Afghanistan, i talebani – alcuni studenti nelle scuole religiose della zona, le madrasse, educati a una versione estrema dell’islam sunnita – promettevano di riportare la stabilità in quelle zone di confine, oltre che di imporre alla società la loro versione estrema della sharia, la legge islamica. Il mullah Omar, capo dei talebani, insegna in una madrassa del Pakistan, prima di partire alla conquista dell’Afghanistan. Dalla fine del 1994 i talebani riescono a conquistare buona parte del paese, con finanziamenti e aiuti militari da Islamabad. Il Pakistan è tra i pochi paesi a riconoscere il loro governo, dopo la presa di Kabul.

Ma la guerra americana in Afghanistan cambia gli scenari. Subito dopo l’11 settembre del 2001 il Pakistan prova a mediare tra l’America e il mullah Omar: consegnateci i vertici di al Qaeda – questa l’offerta di Washington – ed eviterete la guerra. La mediazione fallisce, inizia l’invasione americana. Una delle prima e più dure battaglie è quella di Tora Bora, proprio al confine tra Afghanistan e Pakistan. Dopo la vittoria americana molti talebani (e forse anche il leader di al Qaeda Osama bin Laden) si rifugiano oltre confine, in Waziristan e nelle aree tribali.

Pakistan-WaziristanQuelle regioni godono di una grande indipendenza da Islamabad. Ma dal 2002, con il rientro massiccio di talebani dall’Afghanistan e la loro forte opera di reclutamento nelle madrasse della regione, il Pakistan manda per la prima volta l’esercito in Waziristan e nelle aree tribali.

Da allora sono stati firmati diversi accordi di pace tra Islamabad e i talebani delle diverse province, ma l’insurrezione è riesplosa più volte, anche per il contributo di un gran numero di militanti stranieri, provenienti soprattutto dalla Cecenia e dalle repubbliche ex sovietiche.

Dal 2007 la guerra torna a intensificarsi. E la situazione si complica ulteriormente, diventando simile a una guerra civile. I talebani sono divisi tra loro: alcuni gruppi hanno buoni rapporti con l’esercito e i servizi di sicurezza pachistani. Ci sono scontri tra talebani e talebani, anche per via della rivalità tra i diversi “signori della guerra”. Alcune delle tribù locali prendono parte nel conflitto, schierandosi contro i talebani anti-governativi.

Tra i gruppi anti-governativi il più numeroso è Tehrik-e-Taliban Pakistan (Ttp), un alleato di al Qaeda. È il gruppo che ha condotto l’attacco di oggi, così come il tentato omicidio di Malala Yousafzai nel 2012. Gli americani sono parte attiva del conflitto, sostenendo le tribù locali contro Ttp.

La guerra contro Tehrik-e-Taliban Pakistan ha attraversato diverse fasi, accensioni del conflitto e tentativi di pace. Ma dal giugno scorso l’esercito pachistano ha avviato una nuova campagna militare contro Ttp nel Waziristan del nord: è una scelta che ha contribuito a migliorare molto i rapporti tra Pakistan e Stati Uniti. L’America, infatti, accusava Islamabad di tenere un atteggiamento troppo ambiguo nei confronti dei diversi gruppi talebani. Secondo molti resoconti, la campagna si sta rivelando particolarmente efficace, anche per la cooperazione tra forze pachistane e droni americani. Entro fine ottobre l’esercito pachistano aveva ucciso oltre mille militanti di Tehrik-e-Taliban Pakistan.

A inizio dicembre gli attacchi si sono ulteriormente intensificati, uccidendo decine di militanti di Ttp in pochi giorni, inclusi alcuni leader del movimento. Alcuni media avevano però evidenziato un problema: la frammentazione di Ttp, privato della sua leadership, e la sua volontà di rappresaglia potevano aumentare il rischio di attentati. Alcuni leader di Tehrik-e-Taliban Pakistan, oltretutto, avrebbero dichiarato di volersi alleare con l’organizzazione nota come Stato islamico (o Isis), ritenendola un riferimento internazionale più valido di al Qaeda.

La strage di oggi, con oltre 130 morti, sarebbe una rappresaglia per l’operazione pachistana e americana nel Waziristan del Nord. Un gesto particolarmente efferato per gli stessi talebani, la reazione cruenta di un animale ferito.

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