Esteri STAMPA

Juncker: la Commissione Ue si concentrerà su crescita, lavoro e fisco

Il presidente della Commissione: «Noi intendiamo limitare da 130 a 23 il numero delle nuove iniziative nel 2015 e orientarle sul programma di investimenti» di 315 miliardi di euro annunciato a novembre
Juncker: la Commissione Ue si concentrerà su crescita, lavoro e fisco

La Commissione europea ha annunciato martedì la sua volontà di concentrare la sua azione nel 2015 sulle proposte di legge che rilanciano il lavoro e ritirare gli 83 testi bloccati dagli stati, suscitando la contrarietà dell’Europarlamento.

Nel suo discorso davanti al parlamento europeo riunito in seduta plenaria a Strasburgo, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha spiegato che «le grandi priorità dell’Europa sono la crescita e l’occupazione. Noi intendiamo limitare da 130 a 23 il numero delle nuove iniziative nel 2015 e orientarle sul programma di investimenti da 315 miliardi di euro» annunciato a novembre, oltre che sulla fiscalità.

Entro sei mesi la Commissione presenterà una direttiva sullo scambio automatico di informazioni, sul tax ruling all’origine dello scandalo LuxLeaks e sulla tassazione dei profitti di imprese nel paese dove sono realizzati al fine di lottare contro l’evasione e la frode fiscale.

La volontà della nuova Commissione di limitare le sue proposte di legge per concentrarsi sull’essenziale si traduce, di fatto, in una cura dimagrante che Juncker ha sintetizzato così: «Noi abbiamo esaminato 452 iniziative legislative nel corso dell’esame e noi proponiamo di ritirare, di cambiare o emendare 83 testi».

L’architetto della semplificazione è il primo vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans secondo cui «ci siamo domandati se tutte queste iniziative facciano parte delle priorità e se esse sono utili». Per Timmermans «il nuovo ciclo legislativo vuole facilitare gli investimenti con proposte che creano occupazione e che possono essere adottate rapidamente». Di qui l’intenzione di ritirare le proposte che non rispondono a questi criteri anche se – ha messo le mani avanti Timmermans – ciò sarà possibile solo se le tre istituzioni (Consiglio degli stati, Parlamento e Commissione, ndr) sono d’accordo.

D’altra parte, crescita e lavoro sono le richieste avanzate dall’Italia alla Commissione Juncker non ultimo oggi dal premier Renzi che nel suo discorso alla camera prima e al senato poi sul prossimo vertice europeo ha detto chiaramente che «o cambiamo la direzione dell’Europa o perdiamo l’Europa».

Tuttavia, non altrettanto bene le proposte della Commissione sono state accolte dal parlamento europeo: se infatti gli ecologisti hanno condannato l’intenzione della Commissione di abbandonare le proposte sulla tassazione dell’energia e sulla gestione dei rifiuti riciclati, Timmermans ha chiesto tempo annunciando la presentazione di proposte più ambiziose nel 2015.

Se nell’europarlamento la Commissione Ue ha ottenuto il sostegno del Partito popolare europeo, prima forza politica comunitaria, Socialisti, liberali e verdi hanno invece espresso delle riserve, Il presidente del gruppo socialista, Gianni Pittella, ha annunciato una proposta di risoluzione che sarà votata in plenaria nel mese di gennaio: «Il parlamento europeo non intende rinunciare al suo diritto di fare proposte precise».

In particolare, Pittella nel chiedere maggiore flessibilità ha spiegato che «se uno stato membro partecipa al piano Juncker con dei fondi, questi soldi devono essere scomputati dal Patto di Stabilita’, stessa storia per quanto riguarda la parte cofinanziata. Non chiediamo di andare fuori dal Patto ma di utilizzare la flessibilità che è prevista dal Patto stesso».

TAG: