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Marò, dopo il no della Corte Napolitano «fortemente contrariato». Gentiloni: «decisione grave»

La giustizia indiana respinge le richieste di Girone di trascorrere le feste di Natale in famiglia e di Latorre di prolungare le cure in Italia. Il disappunto del Colle. Il ministro degli esteri: «Decisione grave. Il paese deve reagire con fermezza e unità»
Marò, dopo il no della Corte Napolitano «fortemente contrariato». Gentiloni: «decisione grave»

Ancora respinte le istanze di Massimilano Latorre e Salvatore Girone. I due marò, agli arresti in India dal 2012 – con l’accusa di avere ucciso due pescatori del Kerala durante un’operazione anti-pirateria – avevano chiesto di poter trascorrere un periodo di libertà su cauzione in Italia ma la Corte suprema si è invece espressa oggi per il no. Un rifiuto che pesa e che ha spinto Giorgio Napolitano a dirsi «fortemente contrariato».

Il presidente della repubblica ha infatti pubblicato una nota in cui si è detto «fortemente contrariato dalle notizie giunte da Nuova Delhi circa gli ultimi negativi sviuppi della vicenda dei marò, resterà in stretto contatto con il governo e seguirà con attenzione gli orientamenti che si determineranno in parlamento».

Disappunto è stato espresso anche dal ministro della difesa Roberta Pinotti, «è una decisione grave che non ci aspettavamo. Siamo vicini ai nostri militari e come Italia pensiamo a come rispondere». Ed anche il ministro degli esteri, Gentiloni, ha espresso l’«irritazione del governo per la decisione presa oggi nei confronti dei nostri fucilieri di Marina». «È una decisione grave – ha aggiunto il titolare della Farnesina – alla quale credo il paese debba reagire con fermezza e unità».

A Latorre – che si trova in Italia dal 13 settembre scorso, a seguito di un grave malore accusato a Nuova Delhi – la Corte ha respinto la richiesta di prorogare di quattro mesi la sua permanenza in Italia per poter sottoporsi a un intervento chirurgico e portare avanti cure e riabilitazione, ordinandogli di rientrare in India il prossimo 16 gennaio. E ha respinto anche la domanda presentata da Girone di trascorrere le vacanze di Natale in famiglia.

La Corte suprema, ha spiegato di non poter accogliere le richieste mentre il processo deve ancora iniziare: ai due fucilieri di marina è stato pertanto chiesto di rispettare il sistema legale indiano e tornare ad affrontare il processo.

Ma il processo non è ancora iniziato e sono passati quasi tre anni dagli eventi (era il 15 febbario 2012). La data del 16 gennaio costituisce l’unica concessione ai due marò, poiché si tratta di un prolungamento di tre giorni.

Il no della Corte sembra però contrastare con la politica di distensione annunciata pochi mesi fa dal nuovo governo indiano che aveva invece aperto a una fase di «scambio di vedute».

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  • Paolo Pasquini

    Che coglioni che siamo.