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Consiglio europeo, Juncker: «Ammiro Renzi». A gennaio la risposta alle richieste dell’Italia

Nel pre-vertice socialista tutti i leader d'accordo sulla necessità di una maggiore flessibilità, anche in relazione al peggioramento della situazione economica complessiva. Sì della commissione europea al programma italiano per l'occupazione
Consiglio europeo, Juncker: «Ammiro Renzi». A gennaio la risposta alle richieste dell'Italia

«Renzi è il primo premier che non fa marcia indietro di fronte all’opposizione di quelli che non vogliono cambiare nulla». Arriva in serata, in un’intervista a Skytg24, il plauso di Jean-Claude Juncker all’operato del governo e del premier. Il presidente della Commissione Ue si riferisce in particolare alla riforma del mercato del lavoro e all’articolo 18. Le riforme strutturali, ha poi precisato, vanno al di là di quella del lavoro, ed è questa la ragione per cui la valutazione della Legge di stabilità italiana per il 2015 da parte della Commissione europea è stata rinviata al prossimo marzo. «Quando un governo mi scrive che farà delle riforme strutturali – ha detto Juncker – io gli credo, quindi, sì, ho fiducia nel governo Renzi».

Quanto alla richiesta italiana di scomputare dal Patto di stabilità non soltanto i contributi degli Stati al piano Juncker, ma tutti i co-finanziamenti dei progetti sostenuti dai fondi di coesione europei, la risposta non arriverà né stanotte né domani, ma a gennaio. Lo ha detto lo stesso premier parlando a Bruxelles con i giornalisti, fuori dall’uscita dal pre-vertice dei Socialisti europei.

Il Consiglio europeo, dunque, si concentrerà sul piano del presidente della Commissione, senza scendere nel dettaglio delle richieste dei singoli Stati e sui loro progetti di investimento.

«Oggi – ha detto Renzi – c’è bisogno di vedere se si ratifica questo accordo, che comunque è un passo avanti; credo che ci sarà un compromesso, che per noi è importante».

Nel pre-vertice socialista il presidente del consiglio ha sottolineato che la situazione economica è peggiorata negli ultimi sei mesi e che occorre più flessibilità.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del Pse, Sergei Stanishev, che ha insistito sulla necessità che «si spendano soldi per creare posti di lavoro di qualità». «Grazie agli sforzi della famiglia socialista – ha rivendicato Stanishev – il piano di investimenti europeo è adesso in cima all’agenda politica, una prova di quello che i progressisti possono ottenere insieme. Adesso dobbiamo mantenere la pressione per assicurare che la proposta della Commissione sia sostenuta da misure forti e immediate».

In mattinata, intervenendo al congresso della Lega Coop, il ministro dell’Economia Padoan aveva ricordato che nel quadro del lavoro avviato dalla presidenza italiana nella task force con la Banca europea degli investimenti ci sono già molti progetti disponibili di vario tipo, del valore nominale pari a 40 miliardi. «Chiediamo alla Bei – ha detto il ministro – di essere un po’ più proattiva e dare un forte impulso agli investimenti». Dalla commissione europea è arrivato intanto l’ok al programma operativo italiano a favore dell’occupazione per l’attuazione del Fondo sociale europeo nel periodo 2014-2020.

Prima del vertice socialista, Renzi aveva partecipato all’Italian innovation day a Bruxelles e ha incontrato il presidente francese Hollande.

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