Cultura STAMPA

Il MAXXI ricomincia da sei

Ben sei nuove mostre frutto di collaborazioni internazionali e di un’intensa attività di ricerca, all’insegna della contaminazione e complicità tra diversi linguaggi
Il MAXXI ricomincia da sei

Ricomincio da… sei.

Dopo la mostra rivoluzionaria del Direttore Artistico Hou Hanru, che lo scorso novembre ha svuotato il MAXXI per riempirlo di installazioni sonore, ora l’offerta del museo è davvero “formato MAXXI”, con ben sei nuove mostre frutto di collaborazioni internazionali e di un’intensa attività di ricerca, all’insegna della contaminazione e complicità tra diversi linguaggi.

Le sale e le gallerie espositive ora sono tutte occupate. Un caleidoscopio di proposte a solleticare moltissimi interessi, raccontare i cambiamenti geopolitici, esaltare il bello della creatività italiana, scoprire mondi e sollevare domande sul nostro futuro.

Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968 racconta attraverso la moda una  stagione straordinaria, quando artisti, fotografi, sarti, creativi, scrittori, in costante dialogo e collaborazione, hanno contribuito a definire e lanciare lo stile italiano nel mondo. Bellissima al MAXXI, inoltre, il primo museo nazionale italiano dedicato alla creatività contemporanea, rappresenta un importante riconoscimento del valore storico, critico, culturale dell’alta moda per la creatività italiana.

Tre mostre aprono una finestra sull’Oriente e sul Medio Oriente e riflettono la linea di ricerca avviata da Hanru, attento all’effervescenza culturale dei paesi più in fermento i cui cambiamenti sociali, economici, politici e culturali sono imprescindibili in un mondo globalizzato.

Unedited History. Iran 1960-2014 racconta, con più di 200 opere, la maggior parte mai esposte in Italia, e oltre 20 artisti, cinquanta anni della storia e della cultura dell’Iran attraverso la sua arte, dal 1960 ad oggi. La mostra è frutto della collaborazione con il Musée d’Art moderne de la Ville de Paris.

The Future is Now!, invece, in collaborazione con il Mmca Museo d’arte moderna e contemporanea di Seul, ci porta in Corea, uno dei paesi a più alta tecnologia, e ci racconta come si è evoluta la New Media Art dagli anni Sessanta a oggi, a partire dal pioniere  Nam June Paik (il titolo della mostra è una sua frase). Le gigantesche installazioni del visionario Huang Yong Ping, artista francese di origine cinese tra i più interessanti del panorama internazionale, ci fanno riflettere su Oriente e Occidente, storia e modernità, culture e religioni diverse. La mostra è una coproduzione con Red Brick Museum di Beijing e Power Station of Art di Shangai, dove sarà esposta nel 2015 e nel 2016.

Non manca, naturalmente, l’attenzione per l’architettura, uno dei due architravi del Museo: Architettura in Uniforme. Progettare e costruire per la seconda guerra mondiale ci fa scoprire che cosa è successo all’architettura durante il conflitto ed esplora i diversi modi in cui gli architetti  – da Auguste Perret e Le Corbusier a Walter Gropius, Mies van der Rohe, Richard Neutra e Louis Kah – sono stati coinvolti e hanno lavorato, in ogni paese. Il progetto è una collaborazione con il Cca di Montreal e con la Citè de l’Architecture di Parigi.

Infine, Lina Bo Bardi in Italia. Tutto quello che volevo, era avere storia: in occasione del centenario della sua nascita, una piccola mostra che racconta gli anni italiani di una pioniera dell’architettura, emigrata in Brasile nel 1946 dove è diventata famosa e ha progettato, tra l’altro, il Museo d’arte di Sao Paulo.

Vitale ed effervescente più che mai, il MAXXI oggi è al MAXXIMO.

E lo è anche nei numeri, visto che in questo autunno i biglietti sono aumentati di oltre il 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

E io ne sono molto orgogliosa, dei risultati raggiunti e di tutta la sua squadra che ha lavorato ai tanti progetti di questa fine d’anno. Stiamo vivendo una stagione ricca ed entusiasmante con sei mostre magnifiche. Il Maxxi è letteralmente strapieno di idee, temi di riflessione filosofica, suggestioni e bellezza.

presidente Fondazione MAXXI

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