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Masterchef vs il pasticcere, Sky batte (ancora) la Rai

Giovedì scorso è ricominciato il programma di cucina moderno che ha fatto del cibo un racconto in stile talent. Bastava vederne alcuni frammenti per misurare l’abisso rispetto a "Il più grande pasticcere", brutta copia di gare di cuochi in onda su Raidue
Masterchef vs il pasticcere, Sky batte (ancora) la Rai

Masterchef impiattato allo Xanax. O poco ci manca.

Giovedì scorso è ricominciato il programma di cucina moderno che ha fatto del cibo un racconto in stile talent. Bastava vederne alcuni frammenti per misurare l’abisso rispetto a Il più grande pasticcere, brutta copia di gare di cuochi in onda su Raidue.

Ecco, il problema sta tutto qui: perché Sky deve avere le cose belle e Rai gli scarti mal fatti? Perché non è questione della necessità o meno di un talent sulla cucina per il servizio pubblico, la questione è che il servizio pubblico ancora una volta segue (per di più male) un trend altrui invece di essere il faro nella notte.

La fotografia e la regia sui piatti de Il più grande pasticcere gridano vendetta, rendono tutto così cupo, tanto che dopo ore di dolci non ti viene almeno un po’ di fame. Masterchef invece stuzzica gli occhi, si fa mangiare con lo sguardo. Sì, queste sono cose che costano: che la Rai sfoltisca altro e si doti di budget più elevati.

Masterchef porta in scena ancora una volta Cracco, Barbieri e Bastianich: il primo così ingessato e recitante che ormai è la macchietta di se stesso, il secondo è sempre adorabile tra severità e gentilezza, il terzo gioca, è a suo agio, risulta il più divertente.

A proposito di pazzi, è l’anno appunto dello Xanax. Giocando –  come sa fare la casa di produzione Magnolia – sul montaggio narrativo del materiale umano, la prima puntata ha dato più spazio ai cuochi bizzarri, da catechista al conte, dalla sciura con maglietta birichina alla gattara dei funghi. È racconto signori, spinto all’eccesso sì, ma le audizioni devono avere un po’ di pepe, altrimenti è tutto così piatto visto che non c’è la gara a riscaldare gli animi. E dunque, al solito, buon appetito (visivo)!

 

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