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La stabilità è legge. Il premier: nel 2015 si torni a correre. Presto misure sulle partite Iva

Renzi già rilancia. Sfida a Bruxelles sul decreto Taranto-Ilva del Cdm di domani. Sul Quirinale «deporre le armi, troveremo una buona soluzione in pochi giorni»
La stabilità è legge. Il premier: nel 2015 si torni a correre. Presto misure sulle partite Iva

«Caspiterina se sono soddisfatto. La legge di stabilità mette più soldi, per la prima volta, in tasca agli italiani». Mentre «nei prossimi mesi» sarà presentato un «provvedimento ad hoc per i giovani professionisti, che hanno avuto meno vantaggi di tutti i questa legge di stabilità». Ieri sera, dopo il varo del senato, anche la camera (307 sì e 116 no) senza bisogno di un voto di fiducia ha dato il via libera alla legge di stabilità che ora è legge. Il premier Matteo Renzi però già rilancia e annuncia l’arrivo di nuove misure per «le giovani partite Iva».

«Non possiamo non varare nei prossimi mesi un provvedimento ad hoc per i giovani professionisti che non hanno avuto vantaggi dalla legge di stabilità: un intervento correttivo è sacrosanto e mi assumo la responsabilità di farlo nei prossimi mesi», ha detto il premier.

«La legge di stabilità taglia 18 miliardi di tasse. Più soldi al sociale, meno tasse sul lavoro. Tutto è migliorabile, ma l’Italia cambia verso», ha twittato stamani il premier. «L’Italia  è molto più grande delle paure – aveva detto poco prima Renzi intervistato da Rtl 102,5 –  ma non è mica facile. Ogni mattina si aprono i giornali e non c’è una volta in cui si racconti la bellezza e le capacità di questo Paese. Purtroppo i problemi non mancano,  vero, c’è il criminale che ruba, il politico che frega. Ma c’è anche altro. Noi non ci rassegnamo all’idea che il domani sia un insieme di sfighe, se smettiamo di piangerci addosso le cose potranno ricominciare a marciare. Il Paese un po’ rannicchiato, io spero che nel 2015 ci sgranchiamo un po’ le gambe e che si possa tornare a correre». Del resto «ci sono più soldi nei risparmi degli italiani che nel piano Juncker», ha aggiunto il presidente del consiglio ricordando che «ci sono 400 miliardi di risparmi perchè gli italiani sono un po’ rannicchiati, hanno paura del futuro…».

Il premier, che ieri aveva avuto diversi incontri – tra gli altri ha ricevuto a palazzo Chigi il pm Francesco Greco – anche sulla questione dell’Ilva, in vista del consiglio dei ministri di domani, vigilia di Natale, sui decreti attuativi del Jobs Act, di cui Renzi è tornato a sottolineare le grandi potenzialità, sulla questione Taranto e sulla delega fiscale.

«Oggi c’è l’assemblea a Termini Imerese,  spero che si firmi l’accordo e che i lavoratori lo approvino», ha detto questa mattina Renzi che a proposito della questione Taranto (domani è previsto il varo di un importante decreto su Ilva, porto e iniziative culturali per la città) ha avuto parole dure verso Bruxelles: «L’Europa deve smetterla di vivere gli investimenti come un problema. L’altro giorno discutevamo delle misure per Taranto e mi mettevano in guardia sul fatto che l’Europa possa considerare queste misure come aiuti di Stato. Con tutti i morti di tumore che ci sono stati, volete impedirmi di mettere i soldi per riqualificare l’ambiente a Taranto? Se l’Europa vuole impedire il salvataggio dei bambini di Taranto significa che ha perso la strada di casa».

«Le regole non possono essere un assillo burocratico – è la sfida del presidente del consiglio a Bruxelles – noi a Taranto faremo il risanamento ambientale e nel 2015 faremo gli investimenti necessari».

Renzi ha anche fatto il punto sulla prossima elezione del nuovo presidente della repubblica. «Io non vorrei – ha detto il premier – diventasse un dibattito sulla persona, il presidente della Repubblica è il garante delle istituzioni, un punto di riferimento di tutti, deve avere il compito di far rispettare la Costituzione, una persona saggia ed esperta, il classico posto dove bisogna avere almeno 50 anni per saggezza ed esperienza anagrafica oltre che personale». 

«Per scegliere questa persona dovremo deporre le armi e discutere insieme quale profilo, capire cosa serve all’Italia per i prossimi sette anni e poi decideremo molto tranquillamente in qualche giorno – io non sono per niente preoccupato, sono tranquillo – troveremo una buona soluzione ma intanto dobbiamo gratitudine al presidente Napolitano, un galantuomo. Le persone normali sperano che si dimetta il più tardi possibile».

Sul caso dei marò Latorre e Girone, Matteo Renzi ha ammesso che «si tratta di un pasticcio in cui sono stati compiuti grossolani errori» ma «per la prima volta in tre anni il governo indiano ha espresso il desiderio di una soluzione condivisa con il governo italiano: il mio governo è assolutamente impegnato a corrispondere a questo impegno per una soluzione condivisa», ha spiegato il presidente del consiglio, facendo riferimento implicito ai suoi colloqui con il nuovo premier indiano.

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    + 25 miliardi di tasse in legge di stabilità

  • BosF

    “La gatta frettolosa fece i gattini ciechi” recita un vecchio proverbio.