Editoriali STAMPA

Il più triste Natale di Roma

Il rimpasto della giunta Marino è positivo ma per il vero scatto la Capitale deve aspettare ancora

In questi giorni i romani sciamano per le vie del centro gettando sguardi scettici alle vetrine natalizie il più delle volte tirando innanzi piuttosto che acquistare il regalo di Natale. Tradizionalmente guardinghi quando non sfiduciati, i cittadini della Capitale in questo tempo non sembrano i soliti romani. Ridono molto di meno di una volta – c’è poco da sfottere – ci si lamenta tanto, il lavoro, i soldi, il governo… Persino gli auguri – a dottò, buon Natale e buon anno – si sentono e si fanno di meno, e meno strette di mano e meno pacche sulle spalle, meno inviti, meno magnate, meno pacchetti, meno abeti, meno zampognari. Pare più buia, Roma, sarà la suggestione di un buio morale, ma insomma non è un Natale come gli altri.

La solidarietà, antichissimo rimedio romano, sembra rinsecchirsi, come se non ci fosse tempo per esprimerla. Persino la carità si fa di meno e quando la si fa, la si fa meccanicamente, senza tanta umanità.

Ci si arrangia a fare meno spese, e i commercianti sacramentano. Ci si acconcia a stare peggio di come si stava prima. Ci si rassegna a camminare su strade piene di buche. Si aspetta qualcosa, ma cosa esattamente nessuno sa.

Cioè: istintivamente si sa cosa si vuole, si vuole che cambi. Se un cittadino di Roma potesse, sfregherebbe la lampada e chiederebbe al Genio: produci un cambiamento totale, radicale. Perché così Roma non può andare avanti. La politica deve cogliere questo sentimento e organizzare una risposta all’altezza.

Ieri Ignazio Marino ha fatto il rimpasto della giunta capitolina, inserendo soprattutto un nome molto importante, quello del magistrato Alfonso Sabella al nuovo assessorato alla legalità: una risposta al più grave scandalo della recente storia politica di Roma che ha davvero esacerbato gli animi dei cittadini.

Già, un rimpasto, presto! Il grido della politica in affanno, come quello del malato che tende la mano al flacone di medicine. Le cose non vanno? Mettiamo questo al posto di quello, e speriamo bene. Medicina che talvolta funziona, talvolta no, ma magari basta l’effetto placebo per stare un po’ meglio, in fondo un palliativo è meglio di niente.

Ecco, l’impressione è che siamo ai palliativi. Meglio di niente, dicevamo, sì, bravo Marino. Per lo scatto, quello vero, Roma deve attendere ancora.

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  • Roberto Frati

    Cari amici romani, bisogna darsi da fare. Solo insieme se ne esce, non basta dare addosso solo ai politici. Ognuno fare la sua parte senza cercare scorciatoie. Buon Natale.

  • diego

    Sono d’accordo con Roberto. Pensare ai fattacci propri e poi delegare alla politica la soluzione di tutti i problemi è un antico vizio italiano. Quello che manca è il senso civico e un sentimento collettivo da condividere.
    Comunque, auguri di buone feste a “Europa” e a tutti i lettori.

  • http://www.facebook.com/luisa.alessandrelli Luisa Alessandrelli

    luisa
    roma non merita di essere governata da sindaci che sono uno peggiore dell’altro. facciamoci sentire.