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La tregua di Natale del 1914: un secolo dopo, un libro per ricordare

Il giorno di Natale del 1914 i soldati tedeschi, francesi e inglesi lasciarono le trincee per scambiarsi gli auguri e seppellire i morti. Un volume curato da Alberto Del Bono ricorda la storia, dopo la scomparsa degli ultimi testimoni oculari
La tregua di Natale del 1914: un secolo dopo, un libro per ricordare

«Prova soltanto a pensare che mentre tu stavi mangiando il tacchino, io stavo parlando e stringendo le mani agli stessi uomini che solo qualche ora prima stavo tentando di uccidere». Così uno dei soldati che si trovava nelle trincee delle Fiandre, a sud di Ypres, scrive con meraviglia e incredulità ai familiari nell’inverno di cent’anni fa. In mezzo all’orrore della prima guerra mondiale, il 24 dicembre 1914 accadde qualcosa di imprevisto, imprevedibile e non derivante da fattori antecedenti.

Soldati tedeschi, francesi e inglesi uscirono dalle trincee e si incontrarono nella terre di nessuno per scambiarsi auguri e regali (vestiti, cibo, tabacco). La mattina di Natale vennero seppelliti i morti, celebrati i funerali. Poi i soldati cantarono e fumarono insieme. Quell’avvenimento stupefacente – ma non apprezzato dagli ufficiali superiori – è raccontato in prima persona nel volume La tregua di Natale (Lindau, Torino 2014, pp. 186, 14 euro), che raccoglie le lettere dal fronte di alcuni soldati.

Non ci sono più testimoni oculari della tregua. L’ultimo, Alfred Anderson, è morto all’età di centonove anni nel novembre del 2005. Molti documenti sono andati distrutti negli anni successivi all’accaduto. Ma la memoria di quell’avvenimento, di cui molte sono le citazioni nel mondo del cinema e della musica, sopravvive grazie a questi documenti. Ed è per questo motivo che il libro, curato e tradotto da Alberto Del Bono (con saggi di Alan Cleaver e Antonio Besana), costituisce un importante strumento per riscoprire un evento che la disumanizzazione dei combattimenti e il crescente impiego di tecnologie sempre più sofisticate sui campi di battaglia rendono forse irripetibile.

La-tregua-di-NataleLa tregua – che conquistò anche la prima pagina del Daily Mirror dell’8 gennaio 1915 – non fu generale. Si sviluppò a macchia di leopardo per una serie di iniziative individuali intraprese in luoghi e tempi differenti. In alcuni casi, non venne rispettata unilateralmente. Ma il suo profondo valore, seppur altre tregue si sono succedute nel corso dei secoli, rimane intatto. La condivisione delle dure condizioni al fronte, insieme al comune riconoscimento delle radici cristiane dell’Europa, resero possibile il fiorire di questo inaspettato gesto di umanità in mezzo alla distruzione della guerra.

Come ricorda il sergente Bernard Joseph Brookes nel suo diario, «è stato davvero un Natale ideale». Infatti, egli continua, «uno apprezza davvero in una nuova luce lo spirito della Cristianità», per questo «è stato certamente meraviglioso che un simile cambiamento nel comportamento dei due eserciti opposti possa essere stato generato da un Evento che è accaduto una notte di duemila anni fa». Buon Natale!

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