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Grecia, l’Ue resta a guardare ma le riforme devono andare avanti

Secondo Schaeuble, «qualunque nuovo governo dovrà aderire alle intese sottoscritte dal predecessore». Sospesi i colloqui con il Fmi. Renzi esclude l'effetto contagio
Grecia, l'Ue resta a guardare ma le riforme devono andare avanti

L’Europa per ora resta a guardare e chiarisce bene che la Grecia deve tenere la barra dritta sulla rotta delle riforme economiche, invitando qualsiasi nuovo governo a proseguire l’azione dell’esecutivo a guida Antonis Samaras.

È anche vero che il leader della sinistra radicale di Syriza, Alexis Tsipras, ha colto la palla al balzo e ha aperto la campagna elettorale al grido di «Basta con l’austerità», dopo quattro anni di sacrifici imposti dal governo per assicurare il maxiprestito da 240 miliardi messo a disposizione dalla Troika.

Parole chiare vengono comunque dal ministro delle Finanze
tedesco, Wolfgang Schaeuble: «Le riforme rigorose stanno portando i loro frutti e a esse non esiste alternativa. Continueremo ad aiutare la Grecia ad aiutare se stessa sul percorso delle riforme. Se i greci prendono un’altra strada, ciò risulterà difficile». Quindi, secondo Schaeuble, «qualunque nuovo governo dovrà aderire alle intese sottoscritte dal predecessore».

La stessa Bce ha chiarito che non intende interferire con le
questioni di politica interna della Grecia, ma attende che siano le stesse autorità elleniche a pronunciarsi sull’attuazione degli impegni richiesti dalla troika. Sul fronte dell’attuazione del piano di salvataggio la Bce precisa che si attendono «le opinioni e i suggerimenti delle autorità greche su come avanzeranno con la revisione e di questo ne discuteremo con la Commissione Ue e il Fmi».

Ora dunque è tutto fermo in attesa dello svolgimento del voto, il 25 gennaio. E lo conferma anche il fatto che il Fondo Monetario riavvierà i negoziati sul piano di aiuti alla Grecia dopo le elezioni anticipate.

Intanto la Borsa di Atene sembra riprendersi: ora perde il 4,2% dopo aver raggiunto un picco negativo dell’11%. L’effetto contagio sull’Italia è comunque da escludersi: il presidente del consiglio Renzi lo ribadisce, precisando che «siamo paesi profondamenti diversi, l’Italia ha una grande industria manifatturiera, condizioni economiche
decisamente positive, ha il grande problema del debito, delle riforme e della mancanza di crescita, e su questo stiamo lavorando».

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