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2015, Renzi avanti tutta. Iniziando dal Colle

La scelta per il Quirinale dovrà essere veloce e qualificata non solo perché si dovrà reggere il confronto, comunque, con il predecessore ma per dare un segnale di coesione politica importante

Qui non si tratta di essere renziani o anti renziani ma di essere italiani, governativi, europeisti nei limiti del possibile al fine di tutelare l’interesse generale del paese.

Il qualunquismo trasversale delle opposizioni non ci riguarda così come qualche patetico tentativo ultra liberista dell’Ncd. Ricordo ai cosiddetti dissidenti del Pd che questo governo ha fatto sue le istanze presidenziali ricevendone “menzione”.

La conferenza stampa di Renzi conferma la volontà di proseguire nel lavoro iniziato e di dare progressivamente le risposte concrete al vero problema, alla sconfitta certa della recessione, attraverso investimenti e tagli evidenti della spesa pubblica inutile e dannosa, e spesso prodotta esclusivamente dalla corruzione, riduzione del costo del lavoro e quindi aumento della domanda interna utilizzando e sostenendo le energie lavorative ed imprenditoriali italiane pronte ad innovare eliminando fasi burocratiche a volte inutili.

E quindi cercando di congelare quei soggetti che per anni hanno vissuto come autentici macrò di una parte della politica consenziente e dei soldi pubblici. Ovviamente bisognerà trovare una quadra anche in Europa o fare un’altra Europa e scegliere macro aree con una maggiore compatibilità, anche ideologica, interna perché è impossibile riprendere a camminare con passo veloce, non dico a correre, pensando come la BundesBank alla quale interessa solo la Germania.

Ignorando il fatto che a medio termine anche quest’ultima subirà i danni dei suoi errori. Oggi tutti plaudono alla crescita americana nata da scelte dirigiste. Come storicamente necessarie nei momenti di crisi del capitalismo. Oggi tutti i ragionevoli sono convinti che la finanza come funzione aziendale ha la sua valenza ma come missione può essere il cancro dell’economia reale.

Oggi tutti, nel nostro paese, compresi quelli che le hanno sostenute, si sono finalmente convinti che le privatizzazioni italiche sono state sostanzialmente un buco nell’acqua, e io ripeto, solo produttrici di arricchimento per i privati che ne hanno beneficiato in maniera vergognosa impoverendo il tessuto pubblico e quindi nazionale.

Su Europa – che spero continui a vivere interamente – dicevamo queste cose da sempre. Non c’è molto tempo per un vero e proprio piano industriale coerente con le necessità del nostro paese. Che attraverso la crescita delle imprese in ogni settore produttivo, dal meccanico all’agricoltura, dal turismo all’arte e quindi alla cultura, tiri fuori il paese da un destino implodente e socialmente pericoloso.

Questo potrà avvenire solo con il supporto pubblico unitamente a tutte le altre azioni già citate che ormai sono diventate una cantilena. Abbiamo pertanto bisogno di buon senso da esprimere politicamente sia in Italia che in Europa. Renzi ha ragione quando dice che gli italiani sono più interessati a sapere come andranno le cose nei prossimi due mesi e non quale sarà il metodo scelto dal Pd per eleggere il nuovo capo dello Stato quando si porrà il problema.

Ma il problema ci sarà perché l’eventuale conclusione dei nove anni di lavoro presidenziale di Giorgio Napolitano non lascerà indifferenti l’Europa ed i mercati. Il presidente ha rappresentato e garantito, cosa ampiamente riconosciutagli con fiumi di inchiostro internazionale, l’unità del paese e la sua capacità di reagire alla drammaticità degli eventi economici che, come democrazia occidentale, abbiamo vissuto. La soluzione del problema dovrà essere veloce e qualificata non solo perché si dovrà reggere il confronto, comunque, con il predecessore ma per dare un segnale di coesione politica importante.

E, qualcuno mi dirà che c’entra, la scelta di Boeri conferma la lucidità mentale di Renzi nei processi decisionali che coinvolgono direttamente l’interesse generale del paese. Deputati, sottosegretari, vice ministri e ministri, nei limiti del possibile, evitando di farne parlare alcuni e controllando l’operato a livello collegiale di altri, possono a volte, per storiche necessità “equilibristiche”, non negarsi ai richiedenti.

La presidenza dell’Inps è un’ altra cosa, più seria e complicata se si vuole cambiare davvero il paese, al di là della peculiarità stessa del ruolo. E Renzi ha pienamente centrato l’obiettivo. Quindi confido nel fatto che troverà una soluzione vincente anche per l’eventuale successore del presidente. Il quale resterà, a mio avviso e l’ho già detto, pienamente operativo, dopo le sue eventuali dimissioni, come senatore a vita – lo era già prima – e con rango di presidente emerito.

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  • fuma’47

    Renzi avanti tutta … e l’Italia a sbattere contro il muro. Bello il selfie sorridente di Renzi nel discorso di fine anno: la realtà è, purtroppo, tutta un’altra cosa, altro che “gufi”!!!

  • Vittorio1900

    E’ la prima volta che leggo che il Presidente della Repubblica è “scelto” dal Presidente del Consiglio. Probabilmente Renzi agisce da Segretario del PD. Forse c’è un conflitto di interessi palese. Certamente Senato e Camera appaiono passivi.