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Il piano Padoan per la crescita, con un occhio a Bruxelles e uno al Quirinale

Il ministro anticipa le misure che il governo presenterà a gennaio a favore di imprese e investimenti. La sua partita più importante, per ora, si gioca in Europa, ma l'elezione per il presidente della repubblica potrebbe fargli cambiare campo
Il piano Padoan per la crescita, con un occhio a Bruxelles e uno al Quirinale

«Le faccio tanti auguri per il nuovo anno e la saluto». Insieme a Matteo Renzi, Pier Carlo Padoan è la persona che meno in questo momento vuole sentir parlare di totonomi per il Quirinale. In primo luogo, ovviamente, perché sa che proprio il suo nome è uno dei più quotati. Ecco allora liquidare così, immaginiamo con un sorriso, il giornalista che lo ha intervistato per il Corriere di oggi.

Nell’articolo, il ministro dell’economia spiega quello che chiama investment compact, il piano del governo per accelerare la ripresa economica nel 2015: meno tasse per piccole e medie imprese, «in particolare quelle innovative»; la possibilità per le assicurazioni e altri soggetti non bancari di dare credito alle imprese; regole certe per attrarre gli investimenti stranieri; misure a favore dell’ingresso di capitali privati nelle attività culturali. Padoan spera che «entro gennaio» si possa varare questo pacchetto «che raccoglie le istanze delle imprese e degli operatori finanziari».

A parte i contenuti, che rappresentano il vero nucleo dell’intervista, a colpire sono i toni del ministro. Presentato al momento della nomina come colui il quale avrebbe dovuto tenere il governo con i piedi per terra, l’unica figura d’esperienza in una squadra di new entries, l’insider dalemiano nella squadra del rottamatore, una soluzione accettata suo malgrado dal premier (che avrebbe voluto Delrio su quella poltrona), dall’inizio del suo mandato Pier Carlo Padoan non ha mai fatto trapelare alcun segnale di disagio, la benché minima nota stonata nella sinfonia renziana. «Confermo l’ottimismo del presidente Renzi», dice ancora oggi.

Chi frequenta i corridoi di via Venti Settembre, in realtà, spiega che le tensioni fra i due non sono mancate in diversi momenti. Ma il fatto che tutto ciò sia rimasto confinato ai retroscena e non sia mai stato espresso esplicitamente in pubblico evidenzia da una parte l’estrema correttezza del ministro e, dall’altra, quel carattere di lealtà (e non fedeltà) che ogni premier dovrebbe chiedere alla sua squadra (anche se in molti, Renzi compreso, a volte dimostrano di preferire la seconda caratteristica alla prima).

A tutto ciò, si aggiunga la curiosità suscitata dalla presenza del ministro al tradizionale scambio di auguri di fine anno tra il segretario-premier e i dipendenti del Pd, nella sede del Nazareno.

Basta questo a fare di Padoan il candidato renziano al Colle? Se il presidente del consiglio dice di non pensarci, il ministro dell’economia se ne interessa ancora meno. La sua partita, almeno per ora, è sul campo di Bruxelles: in gioco ci sono le trattative sull’applicazione del piano Juncker, sullo sblocco dei finanziamenti per la crescita, e quelle sulla legge di stabilità italiana.

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  • franco

    “..cambio tema e mi rivolgo sia a Padoan che a Renzi ambedue inspiegabilmente restii a prendere in considerazione la ripresa economica partendo però dalla base ossia dando più soldi da spendere agli italiani e gradirei una spiegazione” Franco

  • Giovanni Velato

    Speriamo che il Servo Sciocco dell’ EGOARCA ….non salga veramente al collo altrimenti ….il collasso Sociale sarà di molto anticipato

  • Fiordiamaranto

    Padoan e’ un Economista perche’ si dovrebbe volere come Presidente della Repubblica un Economista? O, ancor peggio un Banchiere come Draghi. Ci vuole un politico di lungo corso aldisopra di qualsiasi sospetto oppure un senior della magistratura. Assolutamente NO Amato, per piacere. Perche’ non riscuoterebbe le simpatie dei cittadini Italiani e chiunque potrebbe( per chissa quale ragione ) proporlo verebbe esorcizzato a sua volta perdipiu’ ci sarebbe un continuo noioso e antipolitico tira e molla da parte dei partiti dell’opposizione e dai media per tutto il tempo che questi occuperebbe il Quirinale. Di certo controproducente per quell’ immagine dell’Italia che si vuole far decollare per riconquistare l’apprezzamento positivo dei nostri parteners Europei e non Europei. Auguriamoci invece che sia una persona che abbia meno di 60 anni, energico, sportivo ( su via… che giochi almeno a tennis…), esperto in materia costituzionale e diplomatica e che soprattutto sappia con un certo stile esprimere la suo senso di equilibrio.