Commenti STAMPA

La carta-Prodi nella partita contro il premier

C’è un modo solo per neutralizzare il Professore: Renzi dovrà proporre pubblicamente e a tempo debito una candidatura autorevole, ma soprattutto capace di sorprendere e affascinare l’opinione pubblica

Il parlamento italiano, che non ha mai particolarmente amato Matteo Renzi, ha ora a portata di mano una ghiotta occasione per metterlo seriamente sotto scacco garantendosi al contempo una lunga sopravvivenza: eleggere Romano Prodi presidente della repubblica. Le intenzioni personali del Professore non sono qui in discussione, e la sua più volte dichiarata indisponibilità a correre per il Quirinale deve essere presa sul serio. Ma la politica spesso prescinde dai desideri e dai timori dei suoi protagonisti, perché prima di tutto, e qualche volta esclusivamente, risponde a se stessa.

Eleggere Prodi presidente (al quarto scrutinio, quando basteranno poco più di 500 voti) risponde infatti ad una logica stringente – almeno dal punto di vista degli avversari di Renzi. Tanto per cominciare, il nome è al di sopra di ogni sospetto: rientra senz’altro in quel ristretto club di figure “di alto profilo”, indipendenti e autonome dal sistema dei partiti, che non a torto viene indicato come la culla naturale di un buon presidente.

Ma a solleticare il ceto politico sono soprattutto i vantaggi che ne trarrebbe per sé. E non sono pochi. Sebbene abbia meno di due anni di vita, questo parlamento ha già visto 160 deputati e senatori migrare in un gruppo parlamentare diverso da quello in cui sono stati eletti. Il Pdl si è scisso in due tronconi, il M5S ha perso per strada una trentina di parlamentari, Scelta civica è esplosa in tre-quattro gruppi diversi.

Il Pd è formalmente unito, ma i suoi gruppi sono stati scelti da Bersani e la guerriglia parlamentare è da mesi una costante dello scenario politico. Alla minoranza del Pd si aggiunge poi quella di Forza Italia, impegnata in una guerra di successione dagli esiti incerti. Per tutti costoro, quella per il Quirinale non è la madre di tutte le battaglie: è la battaglia decisiva, l’ultima.

Di quanti voti può disporre la candidatura di Prodi? Il favore della minoranza del Pd e di Sel è già stato dichiarato pubblicamente: il Professore, evocato da Bindi e Civati come ideale anti-Renzi, è senz’altro la scelta migliore per mettere il premier sotto tutela e trasformare il potere di garanzia del Quirinale in contropotere di palazzo Chigi. Sia i grillini ortodossi sia i dissidenti e gli espulsi potrebbero poi convergere su Prodi, e anzi il M5S potrebbe celebrare proprio nel suo nome un’illusoria riconciliazione politica.

Il gruppone centrista, che pure sostiene il governo, non ha niente da perdere dall’elezione di Prodi e qualcosa da guadagnare dal ridimensionamento di Renzi; più in generale, non soltanto sfumerebbero le elezioni anticipate ma si farebbe più concreta, in caso di crisi, l’eventualità di un nuovo governo, “tecnico” o delle larghe intese, che rimetterebbe in gioco tutte le forze parlamentari emarginate o normalizzate da Renzi.

Ed è qui che s’innesta il vantaggio di Forza Italia, a partire dalla sua maggioranza: sebbene Prodi sia l’arci-nemico di Berlusconi, è anche il solo, fra i papabili con concrete possibilità di successo, a garantirgli la continuità della legislatura e persino la possibilità di rientrare in maggioranza. Di più: il logoramento di Renzi, oggi imbattibile, è per il centrodestra la strada più breve per tornare elettoralmente competitivi, e questo non può non dispiacere al Cavaliere, il quale ama la pace quando è debole ma desidera la guerra quando scorge una debolezza nell’avversario.

Se dovesse saldarsi un fronte di questo genere – più simile, va detto, alla trama di Assassinio sull’Orient Express che ad una maggioranza politica – potrebbero per dispetto aggiungersi i voti della Lega e, per rispetto al candidato, quelli di svariati altri grandi elettori. La soglia dei 505 non è dunque irrealistica: purché, naturalmente, venga raggiunta al primo colpo, cioè al quarto scrutinio.

C’è un modo solo per neutralizzare questa eventualità: Renzi dovrà proporre pubblicamente e a tempo debito – e non, come fece Bersani, all’immediata vigilia delle votazioni – una candidatura certamente autorevole, ma soprattutto capace di sorprendere e affascinare l’opinione pubblica. Dovrà essere nuova perché estranea agli elenchi di candidati che si affastellano tutti uguali, fresca e tuttavia rassicurante, e fortemente emblematica del nuovo corso imboccato dal nostro paese.

La trasparenza e la pubblicità della scelta del nuovo capo dello Stato non sono soltanto un dovere verso gli elettori e un passo decisivo nella rifondazione di una politica insieme buona e rispettata: costituiscono anche la carta più forte di cui dispone Renzi per piegare le opposizioni e costruire in parlamento una maggioranza solida e vincente.

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  • Paolo Pasquini

    Prodi? Magari, e Renzi avrebbe niente da temere e molto da imparare.

    • fuma’47

      … ma da Prodi, Renzi avrebbe anche molta “ombra” e questo non lo tollera: per lui meglio avere intorno mezze tacche come Rondolino!!! e poi il boy-scout non ha nulla da imparare da nessuno per definizione, no?!!!

      • Paolo Pasquini

        no

        • cattolicoadulto

          giusto, ha avuto già ripetizioni private da illustri professori della politica, come Verdini. Cosa se ne fa delle lezioni di Prodi?

          • Paolo Pasquini

            Verdini? Verdini! Verdini doveva andare da Renzi a ripetizione.
            Fatal error!

  • Rodolfo Valentino

    Rondolino, smettila con la politica, passa alle batterie per la cucina.

    • Kimor Rossi

      Sig. valentino mi ha tolto le parole di bocca. Concordo con la sua battuta. Rondolino è un servo del principe non un cittadino con le sue idee.

    • giovanni curcio

      Senza argomenti si passa subito all’insulto. C’est plus facìle.

      • cattolicoadulto

        Credo sia meglio essere senza argomenti che con gli argomenti espressi da Rondolino nell’articolo. Mi chiedo se conosca la storia del PD e se non pensi, scrivendo quelle cose, di offendere gran parte del partito storico. Ma forse a lui interessa più assecondare i padroni del momento…

  • Felice Sarzano

    Gira e rigira, abbiamo due soli nomi spendibili nel mondo globalizzato: Emma Bonino e Romano Prodi. La prima forse andrebbe a Vermicino, il secondo forse no. E tra due anni bisognerà eleggere il nuovo segretario generale ONU, carica che pare possa essere di pertinenza europea. Poi, come disse Flaiano, in Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco.

  • giancarlo

    Fra i candidati presentati dalla stampa, Prodi in effetti appare di alto profilo. Il parco-candidati mostra facce inpresentabili. Dunque diamo una mao a “Europa”: ricordo che la cordata Prodi/Bersani/Errani ha distrutto la produzione agricola più importante della loro Regione. Quella dello zucchero. A molti ciò basta per prenderlo a pedate….

    • fuma’47

      sicuro di avere letto bene l’articolo?

  • fuma’47

    Finiamo l’anno con il peggior Rondolino, complimenti!!! Certo è esiziale, per i corifei del boy-scout, evocare ogni giorno gufi, complotti, nemici ecc. ecc. … altrimenti salterebbe all’occhio la pochezza di questo premier (buono solo a comunicare: un solo esempio, nella conferenza stampa ha in modo sacrosanto proclamato che il compito di un leader è “circondarsi di persone più brave di lui” … ahahahah, peccato che poi il nostro si sia circondato di mezze tacche impresentabili per non fargli ombra!!!) che sta correndo molto (efficienza) ma non ha fatto quello che serve al Paese (efficacia). E mi spiace ma un governo “efficiente” non serve a un tubazzo!!!

    • Ugo Pilia

      Concordo pienamente con Fuma ’47. I collaboratori di Renzi sono delle mezze cartucce, capaci solo di ribadire papale, papale, quello che il Matteo ha detto pochi minuti prima. Vedi Crozza e capisci il metodo Renzi. Povero Pd finito in mani simili… Bersani, D’Attorre, Civati, Cuperlo, è l’ora della sveglia. Ricordatevi della pugnalata nella schiena di Matteo ad Enrico Letta. Mon bisogna dimenticarsene

  • anselmo

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  • fabrizio

    Mi sembra che l’analisi di rondolino sia molto realista ma irrealizzabile perché renzi che la maggioranza dei politici e degli opinionisti considera ancora una meteora destinata a cadere,è di una caratura assoluta e sa prevedere e gestire queste situazioni,per cui fatevene una ragione il presidente sarà molto vicino a renzi,io scommetterei su Del Rio

    • Paolo Pasquini

      Sarà un Presidente della Repubblica di gran livello e Renzi avrà una bella parte di merito. Non servirà a far cambiare idea su Matteo a furbastri,detrattori, incontentabili, nostalgici di vecchie musiche da organetto. Pazienza ( ce ne faremo una ragione. Soprattutto se la faranno gli italiani )

  • Guest

    UNA DONNA ALLA PRESIDENZA DELLA
    REPUBBLICA ITALIANA: EMMA BONINO FOR PRESIDENT

    Gentilissimo Renzi. Lei ha
    fortemente voluto il più a lungo possibile il nostro attuale Presidente che ha
    certamente governato un’Italia allo sballo, per cui forse meglio non poteva.
    Adesso c’è il lotto presidenza della repubblica e non sarà facile. Per una
    volta provi a pensare davvero a qualcuno che NON FACCIA COMODO al mondo della
    politica, ma possa comprendere le ragioni degli italiani. Difficile comprendere
    dal vostro mondo, che ho sentito da poco definire “Il mondo di sopra”,
    quanto possa essere difficile vivere, non nel “mondo di mezzo”, ma
    in quello che in gergo definite “Il mondo di sotto”.
    Ebbene, sarebbe il caso che fosse eletto proprio una persona capace DAVVERO di
    comprendere questo nostro MONDO DI SOTTO: Perché rischiate di brutto. Qual è il
    vostro limite? NON CONOSCETE IL BISOGNO. Quello che ti fa vedere i figli senza
    lavoro e voi senza speranza. Quello che ti priva, non di tutto, forse no, ma di
    ogni cosa necessaria a una serena sopravvivenza, forse sì. VOI NON CAPITE. Non
    fate finta di capire; davvero non avete la fortuna di poterlo comprendere. Non
    sapete cosa significhi la multa che non si può pagare, la malattia che non si
    può curare, la casa che non si può avere, il figlio da rimandare a un futuro in
    cui gli ovuli che avete a disposizione si sono stancati di attendere
    l’opportunità di farsi fecondare. Vedendo un mare di povera gente che scappa da
    luoghi perfidi e sbarca (a volte non sbarca affatto, viene raccolta morta dal
    mare, per essere sepolta nella terra promessa), in una terra promessa che non è
    più in grado di mantenere le promesse neanche ai propri figli e li pone, come i
    “capponi di Renzo”, a combattere contro chi è più disgraziato di loro, pur se
    legato dallo stesso destino di sofferenza.

    “Toto
    Presidente?” Mario Draghi, Romano Prodi, Walter Veltroni, Giuliano
    Amato, Piero Fassino, Emma Bonino, Roberta Pinotti, Laura Boldrini, Anna
    Finocchiaro, Piero Grasso, Linda Lanzillotta, Franco Bassanini, Paola Severino,
    Sergio Chiamparino, Marta Cartabia, Dario Franceschini, Paolo Gentiloni, Luigi
    Zanda, Graziano Delrio, Pierluigi Castagnetti, Pierferdinando Casini, Piercarlo
    Padoan. Lei avrebbe “simpatia” per quest’ultimo e non le sto a elencare i segnali
    di tale supposizione, perché ne è piena la stampa. Ma tra i tanti nomi quello
    di Emma Bonino fa almeno pensare che sarebbe ora di verificare una presenza
    femminile “alla guida della Nazione”. Una guida che non è quella di un
    presidente della repubblica americano, molto più ricca di potere. Lei
    certamente sa che, come fondatrice di “Non c’è Pace
    Senza Giustizia”, Emma Bonino si è battuta anche perché l’Assemblea Generale
    dell’ONU adottasse la Risoluzione di messa al bando universale delle
    mutilazioni genitali femminili (MGF), che oggi è una realtà ed è stata
    depositata dal Gruppo dei Paesi Africani e in seguito sponsorizzata dai due
    terzi degli Stati membri delle Nazioni Unite. La risoluzione esorta gli Stati a
    sanzionare penalmente le mutilazioni genitali femminili, siano essere praticate
    all’interno di strutture sanitarie o altrove. Emma Bonino disse in proposito:
    “hanno vinto il coraggio e la
    tenacia. Questa Risoluzione rappresenta una conquista di civiltà per tutti,
    donne e uomini, e un risultato di cui essere fieri, specie noi italiani e ancor
    di più noi Radicali, che abbiamo accompagnato dall’inizio la lotta di
    affrancazione delle donne africane da questa pratica obsoleta e nociva”. Mi creda, c’ero anche io a festeggiare l’evento, invitata con le tante
    persone che come me si sono battute perché si ponga fine a questa
    raccapricciante realtà, sapendo che la messa al bando non è se non il primo
    piedistallo di una colonna contro l’infamia e l’orrore ancora tutta da scalare. Emma Bonino si è impegnata per i nostri marò e da italiani le
    siamo stati grati quando ha chiesto che si ricorresse all’arbitrato
    internazionale. Sulla questione del Quirinale, ricordiamo l’esperienza di “Emma
    for President” del 1999. Era pronta ad affrontarla al tempo e adesso ha molti
    anni di esperienza in più. Ma, come allora, non dipende da lei, la situazione
    non è mutata: la decisione non spetta né all’opinione pubblica né ai cittadini,
    in quanto Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in
    seduta comune dei suoi membri. La Bonino è Classe 1948 e non le si più
    negare una solida rete di rapporti internazionali, che ha messo su con anni e
    anni di relazioni politiche ad altissimo livello. Non la si può accusare di
    andare conto l’Europa (che in questi periodi neri, forse per fraintendimenti
    tra euro, Germania e donne toste che chiedono troppo all’Italia, non è molto
    simpatica a molte migliaia di cittadini), in quanto è invece, una Europeista convinta. Ha creato rapporti
    positivi anche con la diplomazia Usa e persino con Israele, senza per questo
    rendersi antipatica al mondo arabo. Ma cosa cerchiamo di più? Una persona come
    lei è ben capace di comprendere le necessità impellenti del “Mondo di sotto”,
    proprio come se ne avesse fatto parte e ha tutte le carte in regola per
    rappresentare ciò che ci si attende da un presidente della Republica italiana,
    come da:- “Art. 87. Il Presidente della Repubblica è il Capo
    dello Stato e rappresenta l’unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere.
    Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. Autorizza
    la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.
    Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
    Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione. Nomina, nei
    casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato. Accredita e riceve i rappresentanti
    diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra,
    l’autorizzazione delle Camere. Ha il comando delle Forze armate, presiede il
    Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di
    guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio superiore della
    magistratura. Può concedere grazia e commutare le pene. Conferisce le
    onorificenze della Repubblica.”- Inoltre se Dio vuole, in nessuna parte
    della Costituzione italiana si nega la possibilità a una donna di divenire
    Presidente della Repubblica. Dimenticando un po’di screzi politici del febbraio
    2014, lei potrebbe invece prendere in parola le idee di Guido Ceronetti: -“ “L’Occidente ha quasi perso il suo migliore
    alleato mediterraneo, la Turchia. Avere la Bonino al Quirinale sarebbe
    l’interlocutrice ideale coi turchi per avere sempre voluto Ankara dentro la
    marmitta europea. E anche in fatto di diritti umani stuprati nel mondo, Emma
    brilla come un diamante”…

    E’ vero: brilla
    come un diamante senza macchia, di grandi dimensioni e forse con un’ottica
    femminile concreta ma capace di strade alternative, diretta, tenace,
    battagliera. Non dirò che le donne sono con lei. Dirò che, a mio parere, sono
    con lei gli esseri umani pensanti. Vorremmo cambiare, cambiare davvero.
    Cambiare sesso alla presidenza della Repubblica Italiana. Bianca Fasano.

  • Bianca Fasano

    UNA DONNA ALLA PRESIDENZA DELLA
    REPUBBLICA ITALIANA: EMMA BONINO.
    Una donna alla presidenza della Repubblica: Emma Bonino, che aiuti quelli che nel mondo stanno davvero SOTTO, perché sottoposti (e non perché si nascondono facendo i comodi loro).
    Gentilissimo Renzi. Lei ha
    fortemente voluto il più a lungo possibile il nostro attuale Presidente che ha
    certamente governato un’Italia allo sballo, per cui forse meglio non poteva.
    Adesso c’è il lotto presidenza della repubblica e non sarà facile. Per una
    volta provi a pensare davvero a qualcuno che NON FACCIA COMODO al mondo della
    politica, ma possa comprendere le ragioni degli italiani. Difficile comprendere
    dal vostro mondo, che ho sentito da poco definire “Il mondo di sopra”,
    quanto possa essere difficile vivere, non nel “mondo di mezzo”(che
    è pur sempre quello di quanti a Natale erano sulla neve o al mare), ma in
    quello che in gergo possiamo definire “Il mondo di sotto”(e intendo davvero “il mondo di sotto, ossia
    di quelli che sotto ci sono davvero, non perché si nascondono alla società per
    fare i comodi loro). Ebbene, sarebbe il caso che fosse eletto proprio una
    persona capace DAVVERO di comprendere questo nostro MONDO DI SOTTO Perché
    rischiate di brutto. Qual è il vostro limite? NON CONOSCETE IL BISOGNO. Quello
    che ti fa vedere i figli senza lavoro e voi senza speranza. Quello che ti
    priva, non di tutto, forse no, ma di ogni cosa necessaria a una serena
    sopravvivenza, forse sì. VOI NON CAPITE. Non fate finta di capire; davvero non
    avete la fortuna di poterlo comprendere. Non sapete cosa significhi la multa
    che non si può pagare, la malattia che non si può curare, la casa che non si
    può avere, il figlio da rimandare a un futuro in cui gli ovuli che avete a
    disposizione si sono stancati di attendere l’opportunità di farsi fecondare.
    Vedendo un mare di povera gente che scappa da luoghi perfidi e sbarca (a volte
    non sbarca affatto, viene raccolta morta dal mare, per essere sepolta nella
    terra promessa), in una terra promessa che non è più in grado di mantenere le
    promesse neanche ai propri figli e li pone, come i “capponi di Renzo”, a
    combattere contro chi è più disgraziato di loro, pur se legato dallo stesso
    destino di sofferenza.

    “Toto
    Presidente?” Mario Draghi, Romano Prodi, Walter Veltroni, Giuliano
    Amato, Piero Fassino, Emma Bonino, Roberta Pinotti, Laura Boldrini, Anna
    Finocchiaro, Piero Grasso, Linda Lanzillotta, Franco Bassanini, Paola Severino,
    Sergio Chiamparino, Marta Cartabia, Dario Franceschini, Paolo Gentiloni, Luigi
    Zanda, Graziano Delrio, Pierluigi Castagnetti, Pierferdinando Casini, Piercarlo
    Padoan. Lei avrebbe “simpatia” per quest’ultimo e non le sto a elencare i segnali
    di tale supposizione, perché ne è piena la stampa. Ma tra i tanti nomi quello
    di Emma Bonino fa almeno pensare che sarebbe ora di verificare una presenza
    femminile “alla guida della Nazione”. Una guida che non è quella di un
    presidente della repubblica americano, molto più ricca di potere. Lei
    certamente sa che, come fondatrice di “Non c’è Pace
    Senza Giustizia”, Emma Bonino si è battuta anche perché l’Assemblea Generale
    dell’ONU adottasse la Risoluzione di messa al bando universale delle
    mutilazioni genitali femminili (MGF), che oggi è una realtà ed è stata
    depositata dal Gruppo dei Paesi Africani e in seguito sponsorizzata dai due
    terzi degli Stati membri delle Nazioni Unite. La risoluzione esorta gli Stati a
    sanzionare penalmente le mutilazioni genitali femminili, siano essere praticate
    all’interno di strutture sanitarie o altrove. Emma Bonino disse in proposito:
    “hanno vinto il coraggio e la
    tenacia. Questa Risoluzione rappresenta una conquista di civiltà per tutti,
    donne e uomini, e un risultato di cui essere fieri, specie noi italiani e ancor
    di più noi Radicali, che abbiamo accompagnato dall’inizio la lotta di
    affrancazione delle donne africane da questa pratica obsoleta e nociva”. Mi creda, c’ero anche io a festeggiare l’evento, invitata con le tante
    persone che come me si sono battute perché si ponga fine a questa
    raccapricciante realtà, sapendo che la messa al bando non è se non il primo
    piedistallo di una colonna contro l’infamia e l’orrore ancora tutta da scalare. Emma Bonino si è impegnata per i nostri marò e da italiani le
    siamo stati grati quando ha chiesto che si ricorresse all’arbitrato
    internazionale. Sulla questione del Quirinale, ricordiamo l’esperienza di “Emma
    for President” del 1999. Era pronta ad affrontarla al tempo e adesso ha molti
    anni di esperienza in più. Ma, come allora, non dipende da lei, la situazione
    non è mutata: la decisione non spetta né all’opinione pubblica né ai cittadini,
    in quanto Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in
    seduta comune dei suoi membri. La Bonino è Classe 1948 e non le si più
    negare una solida rete di rapporti internazionali, che ha messo su con anni e
    anni di relazioni politiche ad altissimo livello. Non la si può accusare di
    andare conto l’Europa (che in questi periodi neri, forse per fraintendimenti
    tra euro, Germania e donne toste che chiedono troppo all’Italia, non è molto
    simpatica a molte migliaia di cittadini), in quanto è invece, una Europeista convinta. Ha creato rapporti
    positivi anche con la diplomazia Usa e persino con Israele, senza per questo
    rendersi antipatica al mondo arabo. Ma cosa cerchiamo di più? Una persona come
    lei è ben capace di comprendere le necessità impellenti del “Mondo di sotto”,
    proprio come se ne avesse fatto parte e ha tutte le carte in regola per
    rappresentare ciò che ci si attende da un presidente della Republica italiana,
    come da:- “Art. 87. Il Presidente della Repubblica è il Capo
    dello Stato e rappresenta l’unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere.
    Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. Autorizza
    la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.
    Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
    Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione. Nomina, nei
    casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato. Accredita e riceve i rappresentanti
    diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra,
    l’autorizzazione delle Camere. Ha il comando delle Forze armate, presiede il
    Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di
    guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio superiore della
    magistratura. Può concedere grazia e commutare le pene. Conferisce le
    onorificenze della Repubblica.”- Inoltre se Dio vuole, in nessuna parte
    della Costituzione italiana si nega la possibilità a una donna di divenire
    Presidente della Repubblica. Dimenticando un po’di screzi politici del febbraio
    2014, lei potrebbe invece prendere in parola le idee di Guido Ceronetti: -“ “L’Occidente ha quasi perso il suo migliore
    alleato mediterraneo, la Turchia. Avere la Bonino al Quirinale sarebbe
    l’interlocutrice ideale coi turchi per avere sempre voluto Ankara dentro la
    marmitta europea. E anche in fatto di diritti umani stuprati nel mondo, Emma
    brilla come un diamante”…

    E’ vero: brilla
    come un diamante senza macchia, di grandi dimensioni e forse con un’ottica
    femminile concreta ma capace di strade alternative, diretta, tenace,
    battagliera. Non dirò che le donne sono con lei. Dirò che, a mio parere, sono
    con lei gli esseri umani pensanti. Vorremmo cambiare, cambiare davvero.
    Cambiare sesso alla presidenza della Repubblica Italiana. Bianca Fasano.

  • FrancoCosmi

    Rondolì,
    consiglia a Matteo di “piegare le opposizioni” e di stirarli con il ferro a vapore.
    Non si sa mai che un giorno serva una saggia unione tra una “smacchieria” e una stireria.
    Immagini che pulizia e che eleganza?

    Rondolì,
    ” il logoramento di Renzi, oggi imbattibile,” non avverà ad opera delle opposizioni “emarginate o normalizzate” bensì si sta logorando da solo e già da ora. Basta vedere l’ultima mossa del 3%.

    Buon anno Rondolì, Matteo buon pro ti faccia.
    .

  • giovanni curcio

    Vallo a trovare un personaggio simile.