Grillo, i dissidenti e gli stregoni
La repressione del dissenso è cruenta, la scissione inevitabile. Ma coloro che fanno progetti di nuove maggioranze sono gli stessi che avrebbero messo la legislatura in mano a Grillo
La repressione del dissenso è cruenta, la scissione inevitabile. Ma coloro che fanno progetti di nuove maggioranze sono gli stessi che avrebbero messo la legislatura in mano a Grillo
Finalmente non ci presentiamo più all’estero come un paese gerontocratico. Anche per questo, non vanno fatti regali a Berlusconi
Il Pdl fa la voce grossa ma non può mordere: la sua crisi ha origini antiche. Il Pd va meglio ma sarà “pericoloso” per palazzo Chigi solo quando avrà deciso sulla leadership.
È evidente è che la maggioranza che ha retto il Pd per oltre tre anni non c’è più. Il rimescolamento è inevitabile, resta da vedere se e come Renzi saprà fungere da polo di coagulo
Comunque vada, la crisi di M5S lascia liberi eletti ed elettori. Qualcuno potrebbe pensare che la legislatura grillina possa già chiudersi
Monta un dubbio atroce: come mai nelle molte elezioni del 2013 i candidati del Pd hanno vinto tutti, tranne lui?
Il voto delle comunali nasce soprattutto dal giudizio sul governo delle città. Ma il dato è talmente omogeneo in tutta Italia da avere un evidente significato nazionale. Che è terribile per il Pdl.
Simbologie lugubri che sembrano però alludere allo stesso concetto: la vanità della lotta per conquistare le istituzioni.
La famosa Acea ci lascia al buio, Europa non esce in edicola. Lo consideriamo il nostro numero speciale per salutare l’amministrazione Alemanno.
I 15 nomi proposti da Epifani per la nuova segreteria del Pd rendono l’idea di una stagione che si chiude: quella del patto di sindacato che sosteneva Bersani. E rilanciano il tema del ruolo di Renzi
Nonostante i risultati elettorali, si conferma la crisi del partito personale. Ma il Pd sbaglia quando confonde questo e la necessità di una leadership forte.
Nel riformare la Costituzione non dovremmo fare calcoli sulle convenienze di parte. E comunque molti candidati del centrosinistra nell’elezione diretta sconfiggerebbero Berlusconi.
Rodotà (non solo lui, ma lui in maniera più insidiosa di altri) stava realizzando dentro il M5s null’altro che il famoso scouting infelicemente preannunciato da Bersani
Governo e legislatura sono legati al successo della fase aperta ieri. La mozione Giachetti ha messo un fermo rispetto all’imminente battaglia contro il Porcellum
Nel successo di Marino la spia di allarme di un terzo dei voti persi rispetto al 2008. Sono milioni gli elettori tornati “liberi” dopo il flop di M5S: come diceva Renzi, il tema per il Pd è conquistarli