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18 aprile 2009

Comincia da Piombino il cammino delle nuove leve verso il congresso

Trentenni e quarantenni preparano le loro proposte. Un candidato segretario? Non è escluso
«Costruire una nuova classe dirigente non può essere solo un problema anagrafico, ma di progetto e di metodo». Paola Concia esprime in poche parole il senso dell’incontro che da ieri a domani vede riuniti dirigenti e militanti trenta-quarantenni del Pd «per entrare nella modernità», come s’intitola il documento di presentazione del meeting. Organizzato oltre che dalla stessa Concia, da Giuseppe Civati, Sandro Gozi, Ivan Scalfarotto e Luca Sofri, all’incontro partecipano anche i componenti della segreteria nazionale del partito Maurizio Martina e Federica Mogherini e altri nomi che si sono imposti all’attenzione del grande pubblico, come Matteo Renzi e Debora Serracchiani.
«Ci è sembrato urgente convocare le nuove leve democratiche – spiega Civati, blogger e consigliere regionale lombardo – per conoscersi meglio e scambiarsi le reciproche idee ed esperienze». Aggiunge Gozi: «Finora i nostri sono stati cammini paralleli, che non si sono mai incontrati. Vogliamo verificare se ci sono convergenze politiche, al di là della richiesta di rinnovo generazionale».
I lavori, che si svolgono anche simbolicamente nei pressi di Piombino al Borgo degli Olivi («in fondo noi siamo la generazione dell’Ulivo, che ha iniziato a fare politica con quell’esperienza», spiega Civati), vedranno oggi la costituzione di quattro gruppi tematici su neutralità etica e laicità, economia sociale di mercato, il partito della nuova cittadinanza e il rapporto tra politica e media. Al termine delle riunioni ristrette, saranno elaborati documenti specifici sui singoli argomenti, con proposte comuni che domani saranno sottoposte all’esame dell’assemblea plenaria. «Ci proponiamo – scrivono gli organizzatori – di offrire al nostro partito non soltanto possibili soluzioni e cose da fare, ma anche un metodo che consenta il perfezionamento di un progetto ricco ma al tempo stesso coerente, di un’idea di paese capace di tenere insieme la diversità non come un limite o una minaccia, ma come una ricchezza e un’opportunità per ricostruire».
Una piattaforma politica in vista del prossimo congresso? Per il momento, nessuno esclude niente.
«Cerchiamo intanto di far in modo che questa non rimanga un’iniziativa isolata – spiega Gozi – vorremmo fissare un nuovo incontro ancora più partecipato a breve termine». Quel che certo – ci tiene a precisare Civati – è che «oggi non nasce una nuova corrente.
Ma vogliamo prepararci a partecipare in autunno, senza rinvii, a un congresso vero, con una battaglia culturale sulla contemporaneità, senza rimanere rivolti sempre al passato». Proprio Civati, però, è uno dei nomi ritenuti come possibili candidati alla segreteria espressi da quest’area. Lui si schermisce: «Se ho capito come va la politica, il prossimo segretario si chiamerà Dario Franceschini». Ma Gozi lascia aperto uno spiraglio: «Non è escluso che presenteremo un nostro candidato, ma se ne parlerà in seguito». Intanto, si guarda alle prossime elezioni, scommettendo su Renzi a Firenze e su Scalfarotto e Serracchiani alle europee.

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