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Editoriale della Direzione
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22 luglio 2009

En attendant il leader della opposizione

Un giorno, il Pd avrà un segretario.
Un problema sarà stato risolto. Tutti però hanno capito che, all’opposto di quanto accadde con le primarie del 2007 (e che qualcuno considerò un terribile sbaglio), l’elezione del segretario del Pd non darà contestualmente al paese anche il leader dell’opposizione.
Anzi. Per motivi diversi, esposti più volte, il primo lavoro del neoeletto, chiunque esso sia, sarà aprire le iscrizioni al concorso per il candidato del centrosinistra.
Forse uno del Pd, più probabilmente no, comunque da individuare prima del politicissimo test regionale del 2010.
In fondo è di questo che parla anche Rutelli, per esempio con l’articolo di ieri sul nostro giornale («Così il Pd è fritto»). Lui lamenta lo smarrimento dell’ambizione maggioritaria legandolo al ritorno a una fisionomia tutta “di sinistra” (quindi fatalmente minoritaria) del Pd.
L’amara verità è che quella funzione è andata perduta comunque – non sappiamo se definitivamente – nel fallimento veltroniano, nel basso profilo del congresso, nell’incapacità di tutti i candidati di slanciarsi oltre l’obiettivo della segreteria delineando i contorni di una grande operazione alternativa alla destra. Più in là del bricolage coalizionale fra Casini e Vendola qui non va nessuno, e forse non è neanche giusto pretenderlo: già il bricolage sarà uno sforzo titanico.
Questo è lo stato delle cose, frutto di responsabilità collettive e trasversali alle mozioni. Inutile piangerci su. Non bisogna però sorprendersi se il sistema politico prende le misure della latitanza, destinata a durare, della leadership dell’opposizione.
Chi non si capacita della resistenza di Berlusconi ai colpi, potrà trovarne ragione in questa assenza di alternativa. Chi si stupisce per le libertà che si prendono alcuni nel centrodestra, consideri che non c’è nessuno in grado di approfittarne. E chi storce il naso per la politicizzazione del ruolo del capo dello stato, voglia immaginarsi arbitro di una partita che abbia un contendente solo. Non si metterà certo a giocare, questo no.
Ma bisognerà ringraziarlo se avrà evitato che l’unica squadra in campo oltre a segnare i gol avrà anche sovvertito tutte le regole.

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