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23 luglio 2009

Sciopero per far ripartire la banda larga

Contro i tagli
I sindacati dei metalmeccanici Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm- Uil, promuovono per oggi uno sciopero nazionale di 8 ore dei lavoratori delle aziende di installazione telefonica, fra cui Sielte, Sirti e simili. I lavoratori interessati appartengono ad aziende che curano l’installazione delle reti telefoniche e gran parte dell’assistenza tecnica ai clienti dei gestori telefonici come Telecom Italia, Fastweb, Tele2, Vodafone. Lo sciopero è contro i tagli agli investimenti operati dai maggiori operatori telefonici. Tutti gli operatori di telecomunicazioni continuano a ridurre complessivamente gli investimenti.

Investimenti ridotti
Per Telecom Italia la priorità continua a essere la riduzione del debito di 34 miliardi, che si traduce in riduzione dei costi.
Questo produce il seguente effetto: continuano a essere ridotti gli investimenti sulle infrastrutture e sulla rete di nuova generazione. L’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, ha già dichiarato che la politica di riduzione dei costi rimarrà invariata per tutto il 2010.

Italia fanalino di coda
L’Italia, già fanalino di coda in Europa rispetto alla diffusione della larga banda e all’eliminazione del digital divide, anche nei prossimi mesi rimarrà al palo. Questo impedirà a tanti servizi di partire e quindi produrrà un impatto negativo su tutta la filiera dell’Ict. Secondo i sindacati metalmeccanici «è del tutto incomprensibile il fatto che l’Agcom (l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), nonostante negli scorsi anni la Telecom abbia disatteso gli impegni rispetto all’ammodernamento della rete, le abbia concesso di aumentare il canone della rete fissa, con un danno evidente per gli utenti e nessuna contropartita in cambio. La variazione del canone dovrebbe essere legata a precisi parametri, quali remunerazione degli investimenti, inflazione e recupero di efficienza».

Il governo ha disatteso gli impegni
Il governo da parte sua ha disatteso tutti i suoi impegni: gli 800 milioni che erano stanziati fino al 2013 per sostenere lo sviluppo di interventi infrastrutturali sulla banda larga o larghissima, in particolare per le zone in digital divide, sono stati spostati su altri interventi, e proprio in questi giorni si apprende che verrà rinviato il tanto atteso progetto di sviluppo della rete elaborato dal superconsulente Francesco Caio. Al momento si torna a parlare degli 800 milioni, che addirittura potrebbero arrivare a 1,5 miliardi di euro per l’eliminazione del digital divide, ma sembra essere l’ennesimo annuncio che non sarà seguito dai fatti, visti i precedenti. Per questo, a partire dallo sciopero di oggi, i sindacati intendono produrre una forte pressione sul governo, su Telecom Italia e gli altri gestori, per far ripartire gli investimenti e ottenere regole più serie per gli appalti.

www.marioadinolfi.ilcannocchiale.it
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