Due esperimenti Mi sono impegnato ieri in due esperimenti, uno live e l’altro on line. Per prima cosa sono andato a piazza San Lorenzo in Lucina a Roma ad ascoltare un frammento della cosiddetta “maratona oratoria” con cui Renata Polverini e i suoi amici hanno provato a far dimenticare il disastro d’immagine costituito dall’improvviso attacco di fame a mezzogiorno del signor Milioni in piena consegna liste al tribunale di Roma. Poi, tornato davanti al computer, ho postato su Facebook il pensiero che l’ascolto di quelle parole vuote mi ha acceso: «Sono quattro gatti e fanno pure discorsi da cialtroni, ma non si può non far correre il Pdl alle elezioni regionali a Roma». Apriti cielo. Dopo aver ascoltato le cialtronate di destra, m’è toccato subire quelle radicali e di sinistra.
Il Pdl non va escluso a Roma Lo dico subito: sono convinto che escludere il Pdl dalle elezioni regionali a Roma sia un errore politico colossale per il Partito democratico e per il centrosinistra, l’ennesimo di questa campagna elettorale tutta sbagliata nel Lazio. Prima della burocrazia viene la democrazia e se la raccolta firme e tutto ciò che ne consegue in termini di norme serve a dimostrare la reale soglia di minima consistenza di un raggruppamento politico, questa soglia di minima consistenza il primo partito di Roma la supera ampiamente. Il Pd dovrebbe prendersi il vantaggio e dichiarare subito: «I cittadini di Roma hanno visto da chi è composta la classe dirigente del Pdl, sapranno valutare se è votabile o meno per il governo della regione, chiediamo che la lista dei nostri principali avversari sia riammessa».
Mi meraviglio di Emma Bonino Mi meraviglio di Emma Bonino che è stata in sciopero della sete sostanzialmente per costringere i consiglieri del Pd a fare da autenticatori alle liste radicali in Lombardia, schierate non solo in concorrenza con le liste del Pd, ma anche contro il candidato governatiore Filippo Penati (con la stessa Bonino capolista, colmo dei colmi). Ma come, ti batti (giustamente) per il tuo diritto a presentare la tua lista e poi fai di tutto per impedire la presentazione di liste altrui, ampiamente legittimate dal punto di vista democratico? È il vizio radicale di questi anni: battersi solo (e rumorosamente) per i propri interessi. Non mi piace.
Il boomerang Se la Bonino vuole vincere, comunque, faccia la dichiarazione che ho consigliato qualche riga fa. Se la lista Pdl verrà esclusa, scatterà un boomerang micidiale di vittimismo, rispunterà ovviamente la polemica sulle toghe rosse che addirittura impediscono ai cittadini di esprimere liberamente il voto. Basterà concentrare i consensi sulle altre liste che sostengono la Polverini e il vantaggio competitivo dell’assenza della lista Pdl a Roma sarà annullato in un amen. E poi, comunque, la democrazia viene sempre prima della burocrazia. Anche quando il danno tocca gli avversari politici, la democrazia vale più di un comma di legge. Erano stati proprio i radicali, tempo fa, a insegnarlo.
Tanto tempo fa.
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