Articolo
9 marzo 2010
Ferrara, il re Tentenna e la “squadretta”
Ferrara a senso unico
Quando ci vuole, ci vuole. «La situazione è questa. La destra a Milano e a Roma si era autoeliminata dalle elezioni per un misto di scemenza e arroganza». E ancora: «Il Pdl meritava di straperdere le elezioni». Ma il ragionamento del direttore del Foglio Giuliano Ferrara vira verso altro approdo (e altro attacco). L’obiettivo, come spesso (quasi sempre) accade, è il Partito democratico.
Con due domande retoriche e una considerazione: «Come si fa a figurare peggio del dottor Milioni, presentatore delle liste del Pdl a Roma? Come si fa a restituire all’entourage di Roberto Formigoni la parvenza di uno staff politico al posto del titolo meritato di “squadretta di dilettanti”? Basta comportarsi come Bersani e i suoi e il gioco è fatto».
Ferrara motiva così il suo attacco: «Bersani fa figura di un Re Tentenna che alla fine si fa trascinare dalle Bonino, dai Viola, da Di Pietro e dall’ultimo untorello di passaggio. Un’esplosione di demenza e una grave carenza di professionalità, perfino più grave di quella dei presentatori di lista affamati, che si allontanano per un panino. Il Pdl strameritava di perdere le elezioni.
Il centrosinistra e il Pd sono riusciti a salvarlo e a rilanciarlo».
Ferrara al re Tentenna preferisce il re Antenna. Cambiando le regole a venti giorni dal voto per decreto (interpretativo, ovviamente), governo e maggioranza hanno chiarito che le mille frasi sulle “riforme condivise” sono solo un vociare di fondo. Ma si può essere certi che, al prossimo (vuoto) appello rivolto all’opposizione per scrivere insieme, in questa sventurata legislatura, le regole del gioco, non mancherà l’adesione del Foglio e del suo direttore. E anche in quell’occasione, la responsabilità del fallimento non sarà di chi governa calpestando le regole, ma il dito verrà puntato contro l’opposizione tutta e il Pd in particolare.
Legalità a senso unico
Il Giornale e il suo direttore, almeno, non si nascondono dietro a un dito. Anche nell’edizione di ieri, Vittorio Feltri ha imbracciato la macchina da scrivere per mitraglliare contro la «legalità a senso unico». Le opposizioni, secondo la sua lettura, «truffano e fanno le vittime».
L’argomento utilizzato è noto: «La sinistra voleva vincere facile nel Lazio, lasciando fuori dalle urne il Pdl, e allora va in piazza in difesa della democrazia.
Ma in realtà degli elettori non gliene importa nulla».
Donne, ribellatevi
Da segnalare, sempre sulla prima pagina del Giornale, un commento di Annamaria Bernardini De Pace sull’8 marzo.
Si voleva evitare qualsiasi citazione sull’argomento ma, leggere il seguente titolo sul quotidiano di famiglia, ha spiazzato chi firma questa rubrica: “Donne ribellatevi ai corpi nudi in copertina”. Scrive Bernardini De Pace: «È vittima della violenza anche chi subisce il potere economico arbitrario, schiavizzandosi al soldo centellinato ». E ancora: «Per esempio: quante donne prendono posizione contro l’uso scriteriato che si fa del corpo femminile sui media, sulla moda e in pubblicità? È, questa, una forma di violenza sottile ma potente, che dilaga nella società e ne devasta il pensiero. Il corpo nudo in contesti inadeguati, con accostamenti strumentali e spesso sordidi, ferisce a morte la dignità femminile. E le donne si prestano a essere oggetti, a uso del prodotto e dello sguardo di qualunque maschio». Se lo dice il Giornale...

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