19 marzo 2010
I cortei e la brutta aria romana
Vigilia calda per piazza San Giovanni: e se ci scappasse l’incidente?
Da qualche tempo a Roma c’è in giro un’aria un po’ inquietante. Ogni giorno o quasi capita qualche fattaccio di cronaca: gente che mena, squadracce di vario tipo, intimidazioni che sfiorano personaggi politici. Un clima teso.
Che fa da sfondo agli alti lài di un presidente del consiglio che semina preoccupazioni, racconta di minacce di morte, esorcizza ad ogni piè sospinto un «male» che se ne starebbe in agguato pronto ad inghiottirlo.
Una paranoia. Che preoccupa, alla vigilia di un voto molto importante, e che fa pronosticare a più d’uno, negli ambienti dell’opposizione parlamentare, che di qui a domenica l’altra potrebbe succedere qualcosa di grosso.
Nella capitale si assiste al riaffacciarsi di fenomeni di violenza politica. Per due giorni di seguito, lunedì e martedì, all’università di Tor Vergata sono apparsi i neofascisti – 4 persone sono finite al vicino Policlinico – mentre alla Sapienza e nei quartieri vicini sembrano particolarmente attivi i gruppi che fanno riferimento ai centri sociali. Anche ieri pomeriggio c’è stata una loro dimostrazione a piazza Santi Apostoli, senza incidenti.
Niente di nuovissimo sotto il sole, si dirà. Da decenni a Roma appaiono, scompaiono e appaiono di nuovo gruppi politici violenti, che operano in una bolla di “umor nero” dei cittadini romani sempre più stufi di una pessima qualità della vita. Discorsi fatti tante volte. Che purtroppo tornano di prepotente attualità e che non trovano sbocchi né tantomeno risposte da parte dell’amministrazione capitolina.
Perché scriviamo queste cose? Per la buona ragione che domani nella Capitale sfileranno tre cortei, due del Pdl (che confluiranno a piazza san Giovanni per il comizio del capo del governo) e l’altro di un vasto cartello di forze sociali, politiche e culturali contrario ai progetti di privatizzazione dell’acqua.
Ora, a parte il casino che si determinerà nella città – e va ricordato che non più di sei mesi fa il sindaco Alemanno aveva lanciato l’idea di impedire che nella Capitale si svolgesse più di una manifestazione al giorno ma evidentemente di fronte al Pdl pride i buoni propositi vanno a farsi benedire – desta qualche preoccupazione fra i responsabili dell’ordine pubblico la possibile presenza di gruppi violenti in entrambe le manifestazioni.
Negli ambienti dei reduci di Autonomia operaia e dei centri sociali è partito un tam tam contro “i fasci” che potrebbero sfilare in uno dei due cortei del Pdl.
I percorsi naturalmente non si incrociano. Ma ci sarà massima allerta quando il corteo dei no-privatizzazione dell’acqua, con dentro alcune centinaia di giovani dei centro sociali, raggiungerà piazza Venezia, a pochi metri da palazzo Grazioli, terminando poi a piazza Navona, sfiorando palazzo Chigi.
Saranno certamente cortei grandi. La destra confida di portare a san Giovanni mezzo milione di persone e comunque di ottenere un effetto di immagine adeguato alla chiamata alle armi di Silvio.
La manifestazione del forum italiano dei movimenti per l’acqua pubblica, contro la norma del governo che favorisce la privatizzazione delle società, dovrebbe riguardare – dicono gli organizzatori – almeno 200mila persone.
Hanno aderito anche i partiti della sinistra extraparlamentare, i sindacati, molte associazioni di volontariato.
Polizia e carabinieri, a quanto si sa, saranno impegnati in grande stile. Probabilmente non succederà nulla – si spera – ma in questo clima c’è da augurarsi che nessuno voglia soffiare sul fuoco.