Gli scoop di Dell’Utri su Pasolini e Cefis al vaglio dell’Arma.
Il ministro della cultura, Sandro Bondi, ha annunciato di aver passato al comando generale dei carabinieri il compito di indagare sul misterioso Lampi sull’Eni, il capitolo mancante dell’ultimo romanzo di Pier Paolo Pasolini, Petrolio, e mai ritrovato. Neanche dal senatore- bibliofilo Marcello Dell’Utri, che qualche giorno fa aveva detto di esserne venuto in possesso e di volerlo esporre alla Mostra del libro antico, salvo poi smentire se stesso.
Ma le forze dell’ordine non potranno non allargare l’inchiesta anche all’inedito (e stavolta reale) libro L’uragano Cefis, questo sì esposto alla kermesse libraria milanese.
Un volume – anche questo acquistato dal senatore forzista in modo misterioso – che conterrebbe durissime accuse nei confronti dell’ex presidente dell’Eni, ancora più gravi di quelle contenute in Questo è Cefis, altro libello pubblicato e poi sparito per anni prima di riapparire su internet grazie a un editore pavese. Due scoop, uno fantomatico e uno concreto, che costringono le forze dell’ordine a riaccendere un faro sugli ultimi scritti dell’intellettuale friulano e sulla sua misteriosa morte.
Parte del merito della riapertura del caso Pasolini è anche dell’ex segretario Pd, Walter Veltroni, che ieri con un’interpellanza parlamentare ha costretto Bondi a venire allo scoperto. «Se questo capitolo esiste come è arrivato nelle mani di qualcuno? Questo capitolo, se esiste, doveva essere a casa di Pier Paolo Pasolini – ha sottolineato il deputato dem ed ex sindaco di Roma –. Quindi, chi lo ha portato via dalla casa?». «Chi lo ha consegnato a mani diverse da quelle della famiglia e dei curatori della sua opera? Come è arrivato a questo fantomatico interlocutore che si sarebbe rivolto al senatore Dell’Utri, mostrandogli o facendogli leggere l’integrale o un sunto, il cui contenuto il senatore Dell’Utri evidentemente conosce bene, perché ne parla nei termini drammatici nei quali ne ha parlato?».
Tutte domande molto precise, alle quali il ministro ha risposto contattando direttamente l’amico di sempre di Berlusconi.
Ebbene, secondo il politico siciliano, Lampi sull’Eni sarebbe effettivamente passato per le sue mani, 78 pagine dattiloscritte su carta velina, che sarebbe anche riuscito a leggere. «Ma dopo la risonanza che questa notizia ha avuto sulla stampa – ha precisato Bondi – la persona che ha contattato Dell’Utri» si sarebbe dissolta, «facendo cadere la possibilità di esporre il manoscritto». Insomma, il capitolo inedito di Petrolio, esisterebbe davvero ma non è nelle disponibilità di Dell’Utri. Però il senatore conosce la persona che glielo ha offerto, motivo per il quale Bondi ha annunciato di essersi rivolto ai carabinieri perché possano risalire al possessore.
Ma Lampi sull’Eni non è l’unico mistero su cui il comando dell’Arma si ritroverà a dover far luce. C’è un altro misterioso libro che proprio alla mostra patrocinata da Dell’Utri è saltato fuori, nel silenzio dei media. Si tratta appunto di L’uragano Cefis, libro-inchiesta di Fabrizio De Masi (probabile pseudonimo) sconosciuto a tutti quelli che negli anni hanno indagato sulle morti di Pasolini e di Mattei e sulla scomparsa di De Mauro. «Lo stesso Enzo Calia, giudice che riaprì le indagini sulla morte di Mattei (presidente dell’Eni prima di Cefis e suo nemico, ndr), mi ha detto che non ne sapeva nulla e che, fosse nei panni del magistrato che si occuperà della cosa, cercherebbe subito di sequestrare lo scritto di Pasolini e il libro di De Masi», sostiene Giovanni Giovannetti, piccolo editore che a settembre ripubblicherà, Questo è Cefis, l’altro libro misterioso che sarebbe alla base di Lampi sull’Eni. E che già da un anno lo si trova sul blog
sconfinamenti.splinder.com, liberamente scaricabile.