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7 agosto 2010

La finanza nella sede di An. Anzi, no

La finanza nella sede di An?
La Guardia di finanza si è presentata ieri mattina (giovedì, ndr) nella storica sede di Alleanza nazionale a Roma. Obiettivo: acquisire l’atto di vendita della casa di Montecarlo, ora abitata, dopo un vorticoso giro di società off shore, dal fratello di Elisabetta Tulliani, la compagna di Gianfranco Fini. Il provvedimento è stato disposto dalla procura di Roma che conduce l’indagine per truffa aggravata, dopo la denuncia presentata da due esponenti della Destra di Storace.
(Corriere della Sera)

La procura smentisce
«Nessun provvedimento di tale natura è stato disposto». Così afferma il procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, in una nota, rispetto a quanto pubblicato stamane da alcuni quotidiani rispetto ad una presunta perquisizione della sede di Alleanza nazionale nell’ambito del procedimento avviato rispetto all’abitazione al principato di Monaco, data in eredità al partito. (Apcom) Chiedete a La Russa «La vendita della casa è stata iscritta a bilancio nel 2008. La data è molto importante. Forse non tutti si ricordano che, all’epoca, Gianfranco Fini non era più il presidente di Alleanza nazionale. Il partito infatti era gestito da una reggenza di tutti i cosiddetti colonnelli con Ignazio La Russa come primus inter pares...» Quindi? «Quindi chi vuole sapere i particolari di quella transazione dovrebbe andare a chiedere proprio a La Russa e non a Fini».
Enzo Raisi (intervistato da il Secolo d’Italia)

Nel Msi era diverso
«Non era mica facile allora trovare gente che affittasse appartamenti per le nostre sezioni. Cercavamo gente che potesse fare donazioni al partito. Per anni sul Secolo c’erano le richieste di sottoscrizioni rivolte alle persone più facoltose. Se uno ci donava una casa, noi ci facevamo la sezione.» Anche a Montecarlo? «Ma no, lì non ci apro una sezione ma ci faccio cassa, la vendo e ci faccio la campagna elettorale.» Francesco Storace (intervistato da la Repubblica) La finestra sul cortile E in basso, al citofono, vicino agli altri nomi, quasi tutti italiani, il suo c’è davvero: Tulliani. Sta fra Romano e Axel Mees, che assieme a Pleint Pourteau e Maslak è l’unico cognome dal suono straniero. (...) Quello di Tulliani è l’appartamento numero tre, ma non è la finestra indicata in questi giorni dalle fotografie dei giornali. Non sta sulla strada, non si vede da qui. (...) È tutto chiuso. Sulla terrazza, rifatta a nuovo, con le volte, c’è solo una brandina da sole, di quelle che costano 50 euro in Italia. Per ora non sembra ci sia nessuno.
Pierangelo Sapegno (La Stampa)

Prove tecniche di terzo polo
Pier Ferdinando Casini corre in aiuto a Gianfranco Fini (...). Il leader Udc, invece di pretendere chiarezza dall’ex leader di An, ne avalla i silenzi e, già che c’è, attacca l’inchiesta del Giornale. «Non mi piace lo squadrismo intimidatorio che sta emergendo intorno al presidente della camera». Insomma, per Casini chiedere conto su una vicenda oscura e torbida degli ultimi anni non è giornalismo ma addirittura «squadrismo». Evidentemente il ragionamento politico e l’opportunismo tattico di nuovi scenari ancora una volta superano il lineare concetto per cui su una storia piena di buchi neri occorre far luce.
Francesco Cramer (il Giornale)
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