25 agosto 2010
Bioetica: dopo il ricorso di alcuni gruppi cristiani, un giudice distrettuale ferma i finanziamenti alle ricerche che distruggono embrioni umani
Staminali: tribunale boccia il nuovo corso di Obama, stop ai fondi pubblici
Un tribunale distrettuale di Washington ha bloccato i finanziamenti federali alla ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Decisione che va in senso contrario rispetto alle nuove direttive alla Casa Bianca e che per il momento intima l’alt all’amministrazione Obama.
A firmare il provvedimento è stato il giudice federale Royce C. Lamberth, che con una sentenza di quindici pagine, ha accolto il ricorso di alcuni ricercatori che si sono opposti all’utilizzo degli embrioni.
La decisione è stata presa partendo dal presupposto che la legge americana impedisce i finanziamenti federali laddove gli embrioni umani rischino di essere distrutti, ed «è chiaro che in questo tipo di ricerche gli embrioni vengono distrutti». Ora la Casa Bianca potrà ricorrere in appello o provare a riscrivere le linee guida per adeguarsi.
La causa contro l’Istituto nazionale di sanità, portata avanti da alcuni gruppi cristiani contrari, sosteneva che la politica dell’amministrazione violasse la legge americana, e togliesse fondi alla ricerca sulle cellule staminali adulte. La Casa Bianca ha comunicato il disappunto del presidente Obama: «È una ricerca vitale, nel senso che serve a salvare vite», ha spiegato un portavoce. L’amministrazione sta ora esaminando la decisione del giudice, prima di decidere le prossime mosse.
La chiave di questo caso è il cosiddetto emendamento Dickey-Wicker, che ogni anno il Congresso inserisce nella legge finanziaria, proibendo l’impiego di fondi federali per la distruzione di embrioni umani. Cosa che non ha mai rappresentato un problema per l’Istituto fino alla scoperta delle cellule staminali nel ’98. Nel 2001 l’allora presidente George W. Bush disse che avrebbe permesso l’uso dei fondi federali esclusivamente per finanziare la ricerca portata avanti utilizzando solo alcuni campioni di cellule. Decisione che scatenanò le proteste di tanti ricercatori, che ritenevano di non essere stati messi nelle condizioni di sfruttare al meglio il loro potenziale (generando tutti i tipi di cellule e tessuti del corpo umano). E anche se erano state lasciate le mani libere ai ricercatori che lavorano grazie a finanziamenti privati, i fondi federali sono indispensabili per qualunque tipo di ricerca biologica.
Per Obama, ribaltare quella decisione è stato uno dei primi atti da quando ha assunto l’incarico, e l’Istituto di sanità ha dato l’avvio a un accurato processo per decidere quali tipologie di cellule staminali potevano essere adoperate in ricerche finanziati con denaro pubblico. Le nuove linee guida non permettono l’uso di fondi federali per ottenere le staminali, ma garantiscono ai ricercatori la possibilità di adoperarle se vengono realizzate in un altro laboratorio.
A intentare la causa sono stati il dottor James Sherley del Boston Biomedical Research Institute, e Theressa Deisher dell’Avm Biotechnology di Washington: entrambi lavorano con le cellule staminali adulte e si oppongono all’uso delle staminali embrionali. Secondo i due ricercatori, le linee guida della Casa Bianca violano la legge e danneggerebbero il loro lavoro, aumentando la competizione per i finanziamenti federali.
«L’amministrazione Obama ha provato ad aggirare la legge sostenendo che loro finanziano la ricerca solo dopo la distruzione degli embrioni», dichiara Charmaine Yoest, leader del gruppo Americans United for Life. «La ragionevole sentenza di oggi riconferma ciò che già sapevamo, e cioè che la politica dell’amministrazione viola la legge».
Dal canto suo Lisa Hughes, presidente della Coalition for the Advancement of Medical Research, definisce queste opinioni «del tutto ideologiche». «La sentenza della corte distrettuale che interrompe i finanziamenti federali alla ricerca sulle cellule staminali embrionali – ha sottolineato Hughes – sferra un duro colpo alla speranza di milioni di pazienti che soffrono per malattie croniche e mortali, e a quella delle loro famiglie».
Lamberth, invece, ritiene che la sua ingiunzione non danneggerà seriamente quei ricercatori che si concentrano sulle staminali embrionali, perché non fa altro che conservare lo status quo, e non interferisce con la loro possibilità di ottenere fondi privati. La decisione del giudice è stata accolta con favore dal Vaticano. «Era ciò che si attendeva da tempo», ha commentato monsignor Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita.
Mentre l’American Society for Reproductive Medicine lancia un avvertimento: «Sostenendo che i ricercatori che si dedicano alle staminali adulte rischierebbero di esserne danneggiati, il tribunale sta aprendo la porta per una denuncia al governo federale da parte di tutti quegli scienziati che si sono visti rifiutare una richiesta di fondi in questo campo». Proteste anche da Harvard, dove il vice direttore Kevin Casey si è detto «profondamente deluso».
La sentenza, tra l’altro, non mancherà di generare confusione, non è ancora chiaro, infatti, se devono essere bloccati anche i progetti già in atto o solo quelli futuri.
(reuters - traduzione di stefano pitrelli)
Jeremy Pelofsky
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