Articolo
3 settembre 2010
Niente tregua a destra contro i nemici
Big killer sempre in azione
Gianfranco Fini resta (e sicuramente resterà ancora per molto tempo) il bersaglio principale dei giornali berlusconiani. Il Giornale continua nell’eccezionale impegno di uomini e mezzi profuso da mesi per accusare il presidente della camera delle peggiori nefandezze. L’apertura di ieri, a tutta pagina (“Fini litiga anche sui pullman”) fa riferimento alle accuse lanciate dai finiani a Michela Brambilla di stare organizzando una protesta per domenica alla festa di Futuro e Libertà a Mirabello. In campo schierati ben sette giornalisti – guidati dal direttore Vittorio Feltri, che firma l’editoriale in prima pagina – a riempire quattro intere pagine più le due, giunte alla 23esima puntata, con le firme degli aderenti alla campagna “Mandiamo via Fini”. Una potenza di fuoco che ha del paranoico ma che la dice lunga sulle intenzioni che albergano dalle parti del Cavaliere. Il repertorio è quello delle grandi occasioni: la ripetizione delle otto domande sulla casa di Montecarlo, un articolo sull’ineffabile Gaucci che rivendica la vincita al Superenalotto, un’intervista alla Brambilla che accusa i finiani di avere la «coda di paglia», una all’ex sindaco Michele Albertini che assicura di non voler assolutamente andare con Fini perché «non è federalista», un’altra al “leader” di se stesso Francesco Pionati (qualcuno si ricorda che esiste un movimento da lui fondato?) che chiede le elezioni e poi ancora articoli su quel che “non” accadrà a Mirabello (“La svolta di Fini? Sarà solo uno strappino”) e sull’insoddisfazione che albergherebbe nella base di Generazione Italia per il mancato rinnovamento sul territorio.
Killer jr. tallona
Deve essersi convinto della bontà della causa Maurizio Belpietro, direttore di Libero, l’altro giornale governativo scaraventato all’attacco del presidente della camera. Belpietro, infatti, che aveva rinunciato alla direzione del Giornale perché non se la sentiva di essere un killer fino in fondo (infatti la direzione di Feltri si inaugurò con la mascalzonata contro Dino Boffo), sembra aver quasi ingaggiato una gara col giornale di Paolo Berlusconi. Anche lui scende in campo in prima persona e in prima pagina, anche lui pubblica le firme di richiesta di dimissioni di Fini e va in cerca di ex colonnelli di An pronti a sparare a zero sull’ex capo. Leggermente diversa l’angolazione dell’apertura: un disegno a sei colonne raffigurante un Fini che alza bandiera bianca, titolo “Cessate il fuoco”, occhiello “Il pianto di Fini”. Si tende, cioè, a raffigurare il nemico come impaurito e sulla difensiva. “Il presidente si barrica alla Camera” è il titolo di un articolo all’interno. Totale delle forze schierate per l’offensiva: sei pagine e otto giornalisti.
Il nemico numero due
È il presidente della repubblica. Non è un caso che l’editoriale di spalla della prima del Giornale, a firma di Salvatore Tramontano, è dedicato alle affermazioni di Napolitano sul processo breve, peraltro riprese con rilievo da tutti i giornali. Titolo di prima: “Napolitano e la sindrome del frenatore”; titolo in interna: “Ma Napolitano non ferma il Pdl”. Esplicitamente ancor più critico Libero. Grande foto di Napolitano in auto, con titolo “Guido io” e inequivocabile commento di Davide Giacalone: “Napolitano riscrive la Costituzione”. Quando il gioco si fa duro...

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