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Europa.it quotidiano

Editoriale della Direzione
Sei in Editoriali
8 settembre 2010

Meglio quelli
della prima
repubblica

Una mossa sbagliata. Forse sarà stata l’ora tarda ma Berlusconi e Bossi, nel villone di Arcore, lunedì sera hanno fatto confusione, scambiando il Quirinale per – che so? – qualche locanda della bergamasca dove puoi entrare e sbattere il pugno sul bancone. A mente fresca, ieri devono aver capito, o qualcuno gli ha fatto capire, che, no, al Quirinale non si va per tanto per protestare. E infatti alla fine non ci sono andati. Una figuraccia. I “decisionisti” si stanno lambiccando il cervello alla ricerca di una iniziativa sensata: da questo punto di vista erano meglio i partiti della vituperata prima republica, lì i premier andavano al Quirinale per dimettersi in cinque minuti, questi a tre giorni da Mirabello abbaiano alla luna.
I due superstiti capi della maggioranza pretendevano di mettere in mezzo il capo dello stato in una bega tutta politica e tutta interna al centrodestra, come se l’arbiter potesse prendere parte nella guerra della maggioranza, ascoltando le richieste, condite da chissà quali invettive, di dimissioni di Fini dalla presidenza della camera. Ma quale mente raffinata ha potuto escogitare una mossa del genere? Napolitano si è risentito per il tentativo, peraltro goffo, di tirarlo in mezzo: un’altra sgrammaticatura che ha annotato sul personale cahier de doléances, sempre più voluminoso.
Il presidente della repubblica probabilmente non credeva di dover ripetere ancora una volta ai suoi interlocutori una cosa che dovrebbe essere scontata: e cioè che egli entrerà in scena solo se e quando si sarà aperta una crisi formale. Il resto sono polemiche politiche che non lo riguardano. Lo preoccupano, certamente, perché mentre l’economia va come va (cioè male), mentre la gente perde il lavoro o si affanna a far quadrare i conti, mentre i giovani sono costretti a lavorare in nero o ad andare all’estero, mentre il conflitto sociale monta come non mai, i governanti sono in tutt’altre faccende affaccendati. Con il risultato di non aggredire i problemi, di rinviare le soluzioni e di lasciare il paese in un mare di incognite. Difficile dargli torto. Persino quando ha condito le sue esternazioni polemiche, negli scorsi giorni a Venezia, con sarcasmi e ironie, col sorriso sulle labbra, non è sfuggito a chi lo conosce bene tutta la delusione (per non dire di peggio) per lo spettacolo rissoso e inconcludente che nelle settimane scorse si è dato al paese.
Ora il premier pretenderebbe di tirarlo in ballo sulla «incompatibilità» di Fini con il suo ruolo di presidente di un ramo del parlamento. Ma Irene Pivetti – ha ricordato ieri qualcuno – andava bene, no? E Casini, leader di un’Udc ancora fedele al centrodestra? E Fausto Bertinotti, capo di un partito decisivo – si è visto – per le sorti del governo Prodi? Tutti questi andavano bene?
E allora forse giova spezzare una lancia – ancora una volta – per la vecchia prima repubblica, quando a presiedere le due assemblee parlamentari venivano chiamate personalità specchiate ma mai leader di primissima fila: Jotti, Ingrao, Fanfani, Pertini, lo stesso Cossiga presidente del senato, per dire i primi che vengono in mente. C’era un altro stile, non c’è dubbio, c’era anche, nei partiti di allora, una diversa percezione della distinzione fra partiti e istituzioni. Altri tempi: queste cose di oggi non succedevano. Poi arrivò Berlusconi, quello del colpo di mano al senato contro il povero Spadolini, quello che “prese” entrambe le presidenze (e successivamente il centrosinistra fece male ad imitarlo) e le istituzioni divennero un’altra cosa, un bene privato, una merce da spartirsi fra governanti.
Ecco perché oggi Bossi e Berlusconi non sanno distinguere fra il Fini costruttore di una destra diversa e oggettivamente antagonista con quella del Pdl e il Fini che presiede, peraltro benissimo, l’assemblea di Montecitorio. Non lo comprendono: ci sarebbe da sperare che con la sua pazienza e la sua personalità il presidente della repubblica glielo insegnasse. Ma tanto quelli non capirebbero lo stesso.

commenti (1)

da zizzo inviato il 8/9/2010 alle 8:45
Buongiorno,
siamo nelle mani di incapaci, che sanno solo peggiorare la situazione del nostro paese, sotto tutti i profili.
Auspico che il Signor Berlusconi, e i suoi amici leghisti, vadano velocemente a casa!!!
Buona giornataa

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