17 settembre 2010
Vite semiserie di astronomi illustri
Keplero, Copernico, Galileo, Hubble. Come non li avete mai visti. È il nuovo libro di Amedeo Balbi, astrofisico dell’università di Roma Tor Vergata e blogger de Il Post, che ha raccolto ventinove ritratti di quelli che hanno fatto la storia dell’osservazione del cielo da Aristarco di Samo ai giorni nostri.
In Seconda stella a destra. Vite semiserie di astronomi illustri (De Agostini, pp.205, 12 euro, prefazione di Margherita Hack), Balbi prosegue il lavoro iniziato sul suo blog (Keplero.org) in occasione dell’Anno internazionale dell’Astronomia nel 2009, quando decise di scrivere dei suoi miti astronomici in uno stile non riconducibile né alla gravità di certa saggistica tradizionale né all’asetticità di una voce enciclopedica. «Sii breve e prova ad essere leggero». In una sorta di epigramma Balbi sintetizza il suo progetto.
Tre-quattro paginette bastano a dipingere cammei singolari di mostri sacri dell’astrofisica (contemporanei e non) nei quali si susseguono affermazioni fulminanti. Qualcuno potrebbe pensare che definire l’Almagesto di Tolomeo una Platinum Collection o paragonare le passioni tecnologiche di Galileo a quelle di Steve Jobs sia un po’ troppo, invece no. La capacità di Balbi di calare nella realtà attuale storie di secoli fa, gli accostamenti imprevisti, l’allenamento alla brevità dei post e, ovviamente, la padronanza della materia costituiscono gli ingredienti di un nuovo stile di scrittura che regge brillantemente il passaggio dalla rete alla carta stampata e che fissa nella memoria con pochi tratti essenziali ritratti sia umani che professionali da protagonisti.
L’aneddotica, bandita dalla buona storia della scienza, trova una nuova dignità: nel susseguirsi di storielle (spesso raccontate in modo esilarante e mai usate in senso agiografico) si espone il contributo di pensiero per cui ognuno dei ventinove è passato alla storia. Leggere per credere la storia della scoperta (casuale) della radiazione di fondo cosmico, la prova del Big Bang, effettuata da Arno Penzias e Robert Wilson nel 1965. Un tal susseguirsi di fraintendimenti e occasioni perse, da mettere in dubbio il famoso detto di Pasteur “Il caso aiuta le menti preparate”. Insomma, per dirla con Balbi “una storia di ubriachi”.
Seconda stella a destra è un primo assaggio della storia della conoscenza del cosmo da consigliare anche nelle scuole. Per scoprire che con la scienza si può anche ridere.
Finalmente.